Super Dragon Ball Heroes: tutto ciò che occorre sapere in vista dell'anime

L'adattamento anime di Super Dragon Ball Heroes debutterà il 1 luglio 2018: vi sveliamo tutto ciò che occorre sapere sul suo universo.

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Dalle pagine di V-Jump è emerso un annuncio decisamente inaspettato: Dragon Ball Heroes, che nelle sue più recenti incarnazioni è stato "aggiornato" a Super Dragon Ball Heroes, riceverà un adattamento animato che debutterà nel corso dell'estate del 2018 - peraltro, circa tre anni dopo la prima messa in onda della serie televisiva di Dragon Ball Super. Molti fan potrebbero chiedersi di cosa si tratta e a quale immaginario attingerà per raccontare la propria storia: il discorso non è semplice, poiché si tratta di una serie di videogiochi arcade che non hanno mai visto la luce sui mercati all'infuori di quello nipponico e che (in maniera assolutamente non canonica rispetto alla continuity dell'opera di Akira Toriyama) espande oltre ogni limite la Lore di riferimento, infarcendo di nuovi personaggi ed elementi una narrazione che pesca anche a piene mani dalla storia classica. Facciamo un po' di chiarezza e andiamo alla scoperta della trama di Dragon Ball Heroes in vista dell'anime, cercando di capire quale sarà l'effettivo materiale di adattamento previsto per il primo episodio del 1 luglio 2018.

Il videogioco

Facciamo innanzitutto una breve rassegna per capire di cosa si tratta nello specifico: come già anticipato in apertura, Dragon Ball Heroes è un videogioco di "combattimento", sì, ma destinato all'arcade e focalizzato su carte da gioco collezionabili, ciascuna di esse dedicata a un set di personaggi, ognuno con specifiche abilità, bonus, caratteristiche, debolezze e così via. Le regole sono piuttosto semplici e consistono in una serie di scontri a turni in cui le varie abilità delle carte - distribuite in set composti dai vari personaggi, gli "Heroes" - permettono di dar vita a situazioni anche di estrema tattica a seconda della disposizione dei propri Eroi e del modo di bilanciare le abilità di ognuno di essi. Il giocatore è chiamato a impersonare un proprio avatar, che può essere scelto tra varie classi differenti: Saiyan, terrestre, namecciano, Majin, Clan di Freezer, Androide, Kaioshin e Demone. I personaggi disponibili, invece, pescano sia dagli OVA del franchise di Akira Toriyama che dall'universo espanso e non canonico di Dragon Ball, a partire da prodotti ufficiali come Dragon Ball GT fino ad arrivare a produzioni apocrife e legate unicamente alla sfera del multiverso introdotto da Dragon Ball Heroes, tra nuovi e potenti Demoni e Divinità trasversali come ad esempio la Kaioshin del Tempo - elementi che sono stati ripresi dalla serie Dragon Ball Xenoverse di Dimps, il team che peraltro ha sviluppato proprio DB Heroes. Tra il materiale apocrifo citato, i cui personaggi figurano nell'immenso roster di Heroes, figurano anche due manga: Dragon Ball Heroes: Charisma Mission, che debuttò nel 2013 sulle pagine di Saikyo Jump, e soprattutto il precedente Dragon Ball Heroes: Victory Mission, pubblicato sul numero di novembre 2012 di V-Jump (l'attuale "casa" di Dragon Ball Super in versione cartacea) e realizzato da... Toyotaro, l'autore del manga di DB Super!

Il gioco di carte uscì come prodotto arcade l'11 novembre del 2010 e solo successivamente ricevette due porting per Nintendo 3DS: Dragon Ball Heroes: Ultimate Mission nel 2013, Dragon Ball Heroes: Ultimate Mission 2 del 2014 e il più recente Dragon Ball Heroes: Ultimate Mission X, pubblicato nel 2017 sulla piattaforma portatile della Casa di Kyoto. Infine, nel novembre del 2016, il gioco ricevette un importante aggiornamento volto a migliorarne le prestazioni grafiche, ad ampliarne il roster e ad aggiungervi alcune meccaniche di gameplay: l'update ha determinato un leggero cambio di titolo in Super Dragon Ball Heroes. Parliamo di un'opera perlopiù sconosciuta al pubblico occidentale, poiché negli anni ha visto solo ed esclusivamente release giapponesi, ma i numeri sono tutti a suo favore: sin dal suo esordio, infatti, Dragon Ball Heroes occupa la vetta delle classifiche di vendita dei giochi di carte digitali, con un fatturato annuo di oltre 5 miliardi di yen (ad oggi, quindi, 40 miliardi incassati) per un totale di circa 400 milioni di carte distribuite, una community di quasi 2 milioni di giocatori e 700mila copie vendute per quanto riguarda i porting su 3DS. La volontà di trasporre una parte della trama in versione animata deriva probabilmente, oltre che dall'immensa popolarità del gioco, anche dalla necessità di espandere il brand per proporlo a un pubblico più vasto e, chissà, magari esportarlo in territorio occidentale.

I primi due archi narrativi

Se finora avete provato un leggero senso di confusione di fronte alla natura multimediale e caotica di Dragon Ball Heroes, non temete: è una sensazione piuttosto giustificabile, e che sarà avvalorata anche dalla struttura della trama. La premessa della storia, in ogni caso, si basa su ciò che i ragazzi di Dimps ci hanno bene o male mostrato con i due capitoli di Xenoverse su console e PC negli ultimi tre anni: l'espansione dell'universo di Dragon Ball non attraverso il concetto del Multiverso introdotto da Dragon Ball Super, ma con viaggi e spostamenti tra le pieghe del tempo, peripezie volte a ripristinare le faglie temporali alterate da nuovi nemici, tra Demoni o altri esseri che minacciano il continuum spazio-tempo della storia.

Dragon Ball Heroes dipana le sue meccaniche di gioco, almeno finora, attraverso tre grandi archi narrativi, macro-storie che includono una serie di saghe a sé stanti. Riassumere in un solo appuntamento tutto l'immaginario imbastito da Dimps (di cui la trama di Xenoverse non rappresenta che un piccolo riassunto delle vicende clou iniziali) sarebbe alquanto riduttivo, ed è per questo che approfondiremo in seguito ogni singola saga di Dragon Ball Heroes al fine di permettere ai nostri lettori di conoscerne ogni aspetto in maniera esaustiva.

Per ora vi basti sapere che le tre macro-saghe di cui si compone la storia dell'opera sono la Dark Demon Realm Saga (la Saga del Reame del Demone Oscuro), la Dark Empire Saga (la Saga dell'Impero Oscuro) e la Prison Planet Saga (la Saga del Pianeta Prigione). Ognuno di questi grandi archi narrativi si divide, a sua volta, in dei micro-archi. L'incipit della Dark Realm Saga è stato rappresentato anche in un manga di Yoshitaka Nagayama intitolato Super Dragon Ball Heroes: Dark Demon Realm Mission, ma le sotto-storie all'interno del gioco sono ben cinque e narrano della guerra tra i Pattugliatori Temporali e l'Impero Oscuro: sono quindi Il Regno del Demone Oscuro, L'Assalto al Cancello Infernale, La Nascita del Regno del Demone Oscuro, Baby Hatchiyack e Il Dio Demone Demigra.
Passiamo poi alla seconda, grande saga, Dark Empire - adattata a sua volta come secondo arco del manga di Nagayama: le sub-stories che include questo maxi-ciclo sono Il Dio Demone Towa, Cell-X, Il Dio Demone Oscuro Buu, L'Avvento di Mechikabura, Janemba: Xeno, Il Super Namecciano, Broly Oscuro e La Resurrezione di Mechikabura.

Il terzo arco, tra videogioco e anime

Giungiamo, infine, al terzo e più recente macro-arco narrativo di Dragon Ball Heroes: la Planet Prison Saga. Si tratta del terzo ciclo di storie della produzione di Dimps, ma corrisponderà al primo arco del neo annunciato anime di Super Dragon Ball Heroes. La sua struttura si compone, finora, di alcune Universe Mission in cui vediamo Trunks del Futuro (quello con i capelli blu) e Mai tornare nel presente perché il giovane intende allenarsi con Goku e Vegeta. Qui vedremo l'arrivo del Demone scienziato Fu, che di recente è stato protagonista in Dragon Ball Xenoverse 2 con l'ultimo DLC pubblicato - ovvero l'Extra Pack 2 - che al fine di condurre degli esperimenti utilizza le Sfere del Drago per far scomparire il povero Trunks. La locandina rilasciata dalla Toei sulle pagine di V-Jump, infatti, ci mostra quelli che saranno i principali protagonisti dell'anime: in primo piano vediamo proprio Fu e Trunks del Futuro, seguiti da Mai e Vegeta e finanche da Cooler in Forma Perfetta (il celebre villain dell'OVA Il Destino dei Saiyan), mentre in alto vediamo consumarsi uno scontro niente di meno che tra Goku Super Saiyan Blue di Dragon Ball Super e... Goku Super Saiyan 4 di Dragon Ball GT.

Non temete, non si tratta come già detto di alcun crossover canonico, ma piuttosto (se avete compreso lo spirito della produzione e se conoscete, soprattutto, le vicende narrate in Dragon Ball Xenoverse e Xenoverse 2) di un incrocio estremamente pittoresco e confusionario di tutti i multiversi conosciuti (e non) dell'opera di Akira Toriyama, compresi quelli non canonici e assolutamente apocrifi. Non è ancora chiaro, peraltro, se la Universe Mission della Planet Prison Saga dell'adattamento anime - che debutterà il 1 luglio 2018 presso il Centro Commerciale di Aeon Lake Town in una prefettura di Saitama chiama Koshigaya, in Giappone - terrà conto delle precedenti saghe inscritte nel videogioco o se, in qualche modo, riadatterà una storia a se stante. Non ci resta che attendere ulteriori novità e pregustare il ritorno di un anime su Dragon Ball, per quanto confusionario, poco chiaro e slegato dalla continuity classica esso sia.