The Deer King - Il Re dei Cervi: alla scoperta dello studio Production I.G

La storia di Production I.G, studio di The Deer King - Il Re dei Cervi in arrivo al cinema, punto di riferimento dell'animazione giapponese.

The Deer King - Il Re dei Cervi: alla scoperta dello studio Production I.G
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Pochissimi studi d'animazione giapponesi possono vantare un'impronta immediatamente riconoscibile e un curriculum di tutto rispetto come Production I.G. Nel corso di più di tre decadi, la prolifica azienda ha infatti dato vita a opere che si sono imposte nell'immaginario collettivo degli appassionati (e non solo), spaziando su differenti media e contribuendo alla fama e alla crescita di numerose figure di talento. Un punto di riferimento che ha continuato (e continua) a sfornare nuovi titoli anche in questi ultimi anni sicuramente non facili per un settore che, tuttavia, sta toccando apici di popolarità mai raggiunti prima, in patria come nel mondo.

In occasione dell'arrivo nei cinema italiani di The Deer King - Il Re Dei Cervi, una delle ultime fatiche cinematografiche dello studio che segna il debutto alla regia dell'animatore ex-Ghibli Masashi Ando, ripercorriamo le tappe dell'evoluzione di Production I.G dagli esordi alla maturità artistica, passando per l'esplosione a metà anni '90. Prima di proseguire vi ricordiamo che The Deer King - Il Re dei Cervi verrà proiettato nelle sale dal 27 al 29 giugno 2022, grazie ad Anime Factory. L'elenco delle sale, in continuo aggiornamento, è disponibile a questo link.

La fondazione e il successo

La storia di Production I.G inizia ufficialmente il 15 dicembre 1987, quando un gruppo di produttori e animatori provenienti dal noto studio Tatsunoko Production fonda "I.G. Tatsunoko", una succursale atta a prevenire la fuoriuscita e lo smembramento dello staff che ha lavorato all'anime sci-fi Zillion, considerato il primo lavoro della compagnia.

A guidare questo gruppo ci sono il produttore Mitsuhisa Ishikawa (l'attuale presidente e CEO) e il character designer Takayuki Goto, ed è proprio dalle iniziali dei loro cognomi che derivano la I e la G presenti nel nome dell'azienda, anche se lo stesso Ishikawa ha scherzosamente affermato in un'intervista che il loro significato sta per Itsumo Genki ("sempre felici", in giapponese).

Il nome cambia in modo definitivo, trasformandosi nel "Production I.G" che tutti conosciamo, nel settembre 1993, durante le fasi finali della lavorazione del film Patlabor 2: The Movie. In questa occasione l'azienda si sgancia dalla compagnia madre Tatsunoko, che fino a quel momento deteneva il 20% delle azioni, confermando la sua totale indipendenza.

Proprio l'adattamento filmico della storia di Patlabor rappresenta il primo lavoro degno di nota del neonato studio (ancora con il vecchio nome, per il primo capitolo). Entrambe le pellicole sono dirette da un regista visionario che non ha bisogno di presentazioni, Mamoru Oshii, ed è proprio questo nome a segnare profondamente il destino di Production I.G.

Nel 1995 esce infatti Ghost in the Shell, lungometraggio che adatta (modificandolo pesantemente) l'omonimo fumetto di Masamune Shirow, e grazie al quale sia lo studio che il regista arrivano all'attenzione del pubblico internazionale.

Oltre a imporsi come un capolavoro seminale del genere cyberpunk, non solo nella storia giapponese, Ghost in the Shell rappresenta anche una tappa importante dell'impiego della CGI negli anime, dato che per la prima volta si assiste alla perfetta fusione tra animazione classica e animazione tridimensionale, un prodotto dove tradizione e innovazione coesistono supportandosi ed esaltandosi a vicenda. Non dimentichiamo inoltre che la pellicola avrebbe ispirato numerosi registi occidentali negli anni a venire, tra cui James Cameron e le sorelle Wachowski.

Un altro traguardo di rilievo raggiunto da Production I.G è la prima nomination di un film animato giapponese per la Palma D'Oro al Festival di Cannes, ottenuta nel 2004 grazie a Ghost in the Shell 2: Innocence, sempre con la firma di Oshii.

In generale, quello di Ghost in the Shell rappresenta uno dei simboli, se non IL simbolo per gli appassionati di lungo corso, dello studio di Ishikawa, in quanto produttore di tutte le iterazioni animate di questo longevo e variegato franchise, anche la più recente (e meno riuscita) Ghost in the Shell: SAC_2045, in collaborazione con Sola Digital Arts.

Un pilastro dell'animazione

Dopo il successo di Ghost in the Shell, Production I.G ha avuto una crescita inarrestabile che ha portato lo studio a diventare in breve tempo, come abbiamo già scritto a inizio articolo, uno dei punti di riferimento dell'animazione giapponese moderna e contemporanea.

Nel corso degli anni '00 e degli anni '10 l'azienda è sempre stata protagonista di ogni stagione animata grazie perlopiù agli immancabili adattamenti di opere provenienti da altri medium (manga, anime, videogiochi, etc.), ma senza dimenticare un cospicuo numero di produzioni originali.

In un curriculum pieno di titoli appartenenti ai generi e ai target più variegati, possiamo menzionare alcune categorie in cui Production I.G sembra essersi specializzata nel corso del tempo. Tra queste, è obbligatorio elencare la fantascienza, in particolare quella di stampo più riflessivo e filosofico, come dimostrato non solo dai già citati Patlabor e Ghost in the Shell, ma anche da titoli come Psycho-Pass (diventato anch'esso un franchise di discreto successo), Jin-Roh: Uomini e Lupi e l'ambizioso remake della space opera Legend of the Galactic Heroes.

Ma è soprattutto con il genere sportivo (spokon, come si dice in gergo) che lo studio di Ishikawa e soci si è fatto e si sta facendo conoscere alle ultime generazioni di appassionati, grazie all'incredibile lavoro svolto con l'adattamento del manga Haikyuu!! di Haruichi Furudate, uno degli shonen più amati della scuderia di Weekly Shonen Jump.

Le quattro stagioni finora realizzate, a cui si aggiungono alcuni OVA e film compilation, hanno proiettato Production I.G nell'olimpo degli studi più in forma del panorama attuale e hanno dato vita a uno dei migliori anime sportivi di sempre. Altri titoli della categoria come Kuroko's Basketball, Welcome to the Ballroom e Run with the Wind, a cui proprio questa stagione si è aggiunto anche Aoashi, cementano ancora di più lo status di "studio degli spokon" con cui molti fan etichettano Production I.G.

Da sempre pronto a nuove sfide, con The Deer King - Il Re dei Cervi lo staff di Production I.G ha deciso di cimentarsi in un'ardua impresa: quella di replicare su schermo la magia delle pellicole ghibliane sotto la guida di un animatore che ha dato un contributo eccezionale presso lo studio di Miyazaki e Takahata, Masashi Ando. Ci sarà riuscita? Non resta che attendere una settimana, quando The Deer King - Il Re dei Cervi arriverà nei cinema italiani, per scoprirlo.

Non solo anime e Giappone

Le partnership fra studi sono la norma nell'animazione giapponese, e anche Production I.G non fa eccezione. Pensiamo ad esempio alla doppia collaborazione con GAINAX, la prima volta per la realizzazione dei due film del franchise Neon Genesis Evangelion (Death & Rebirth e The End of Evangelion) nel 1997, la seconda nel 2001 per la serie OVA bizzarra e fuori dagli schemi FLCL.

Tuttavia, in un caso forse più unico che raro per le aziende del settore, Production I.G si è distinta anche per la partecipazione in numerose produzioni estere e occidentali.

Emblematico quanto accaduto in Kill Bill: Vol. 1 di Quentin Tarantino, dove lo studio si è occupato del memorabile capitolo animato incentrato sul passato di O-Ren Ishii, ma questo è solamente l'esempio più lampante di una lunga lista di collaborazioni, che va da Cartoon Network (IGPX: Immortal Grand Prix) a DC Comics (il secondo corto della serie Batman: Gotham Knight, Crossfire) passando per Neo Yokio, anime scritto dal cantante statunitense Ezra Koenig e realizzato in collaborazione con Studio Deen.

Negli ultimi anni, Production I.G ha ulteriormente rafforzato le sue partnership con Cartoon Network e Netflix, rispettivamente per i remake di FLCL (Progressive e Alternative) e per le due stagioni di B: The Beginning.

Concludiamo l'articolo citando anche il non trascurabile contributo di Production I.G alla realizzazione degli intermezzi animati di numerosi videogiochi giapponesi, come la storica saga di jrpg di Namco-Bandai Tales Of, la serie Sakura Wars e Persona 5 (con annessa riedizione Royal).