Tokyo Ghoul:re, l'analisi dell'episodio 3 su VVVVID: la vigilia della festa

La trama dell'anime di Studio Pierrot ci proietta verso il Caso dell'Asta: Sasaki è vicino tanto alla verità quanto a nuovi incontri e altro dolore...

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Tokyo Ghoul:re ha, nelle menti ma soprattutto nei cuori dei fan dell'opera cartacea di Sui Ishida a cui l'anime si ispira, un solo obiettivo: scacciare i "demoni" dei due adattamenti precedenti, Tokyo Ghoul e Tokyo Ghoul A, nel trasporre un manga amatissimo dalla sua fanbase, terrorizzata che il lavoro di traslazione dalle pagine del fumetto all'audiovisivo possa non rendere giustizia alla storia di Ken Kaneki, giacché Studio Pierrot ha dimostrato in passato di voler narrarne le gesta in maniera troppo frettolosa. Per il momento, a quanto pare, i fan di Tokyo Ghoul:re possono stare abbastanza tranquilli: i tre episodi finora trasmessi in Giappone, e diffusi in contemporanea mondiale con sottotitoli in italiano grazie al simulcast proposto da VVVVID, ci hanno intrigati a sufficienza senza essere eccessivamente veloci, costruendo la sua sceneggiatura puntata dopo puntata. Gettiamoci dunque nella disamina del terzo appuntamento settimanale con Tokyo Ghoul:re, intitolato "La Vigilia della Festa".

Il nuovo caso dei Quinx

Sul finale dell'episodio 2 siamo stati deliziati da un grande ritorno, oltre che da una reunion piuttosto importante e attesa: Haise Sasaki si ritrova a bere qualcosa con i suoi compagni di squadra al re, un locale che precedentemente si chiamava Anteiku e che certamente susciterà i ricordi dei fan più affezionati alla serie precedente. In questa occasione, il protagonista si è ritrovato davanti Touka Kirishima e, pur non riconoscendola, si è commosso di fronte alla sua bellezza, iniziando a smuovere qualcosa che di sicuro emergerà con il passare degli episodi: i suoi ricordi. A poco a poco, il leader della Quinx Squad inizia a provare dei sentimenti reconditi, dovuti a incontri sempre più frequenti con persone che hanno fatto parte del suo passato recente ma di cui non ha più memoria per un motivo non meglio definito. La sua vera identità giace sopita nel profondo del suo subconscio, un Ken Kaneki a lungo sepolto e per questo estremamente famelico, il cui ritorno effettivo potrebbe avere gravi conseguenze sulla psicologia del nostro eroe. La Quinx Squad, sempre più divisa a causa dell'insofferenza di Kuki Urie - il quale, nel frattempo, ha sostenuto un'operazione per aumentare il livello del frame che regola la sua kagune, e aspetta il momento giusto per manifestare i suoi poteri e, probabilmente, vendicarsi di Haise Sasaki - è sulle tracce di Nutcracker, una ghoul che adesca giovani ragazze e le rivende in un'asta illegale.

Gli investigatori speciali della CCG dovranno infiltrarsi nel luogo in cui avvengono le transazioni e porre fine ai traffici illeciti del loro obiettivo. Prima, però, dovranno individuarla e, riabilitata in squadra la piccola e simpatica Saiko Yonebayashi, Sasaki si infiltra in una discoteca insieme alle sue sottoposte e Ginshi Shirazu, travestendosi da donna per tentare di attirare Nutcracker. Un'operazione che sarà possibile solo grazie a Tooru Mutsuki, che in preda all'ubriachezza riuscirà ad avvicinare la ghoul e a stabilire un contatto per essere invitata all'Asta. Intanto, però, dietro le quinte prendono corpo eventi a dir poco esplosivi.

Tramare nell'ombra

Tokyo Ghoul:re ci trascina in una storia fatta di volti nuovi e vecchi, in cui anche personaggi che abbiamo imparato ad amare nel corso delle due serie precedenti giocano spesso e volentieri "a nascondino" con lo spettatore.

Travolgenti i minuti iniziali del terzo episodio, in cui si assiste apparentemente alla morte di uno Shu Tsukiyama sempre più consumato da una non meglio specificata malattia, ma il suo non è l'unico ritorno che ci riserva "La vigilia della festa".

Tra i ranghi della CCG, forte di un nuovo look ma pur sempre riconoscibilissimo, c'è ancora Juzo Suzuya, che sarà impegnato insieme alla Quinx Squad e ad altri reparti speciali del corpo militare nell'operazione volta a scardinare l'Asta - che sarà, peraltro, oggetto e titolo del quarto episodio di Tokyo Ghoul:re, trasmesso in streaming il 24 aprile su VVVVID a partire dalle ore 18:00. Sul finire dell'episodio, infine, apprendiamo che al grande evento sarà presente anche Ayato Kirishima, il fratello di Touka che ha a sua volta dei particolari trascorsi con Haise Sasaki/Ken Kaneki, preannunciando un quarto episodio a dir poco esplosivo e a colpi di kagune. La trama di Tokyo Ghoul:re procede piuttosto spedita e, dopo aver raccontato nel giro di un paio di episodi il Caso Torso, si è preso i propri tempi nell'introdurre il Caso dell'Asta, raccontandoci nel corso della terza puntata i giorni che precedono il grande evento che metterà i militari della CCG contro la ghoul chiamata Nutcracker.

Una rassegna di eventi necessaria, che getta le basi per degli sviluppi che si preannunciano essere esplosivi per Haise Sasaki e i suoi. In particolare tutto il racconto converge, per forza di cose, nel protagonista e nel suo incessante cammino verso "la verità": si fa sempre più impellente la necessità e il volere, da parte del mentore dei Quinx, di scoprire cosa è accaduto negli anni che precedono gli eventi di cui è ora il centro nevralgico: tutta Tokyo sembra puntare i suoi occhi sul paventato ritorno di Ken Kaneki e dei suoi istinti primordiali, e il cielo buio che permea le notti nella capitale giapponese si prepara a essere squarciato da nuove urla di dolore...

Tokyo Ghoul:re Archiviato l'alto tasso emotivo dello scorso episodio, la terza puntata di Tokyo Ghoul:re gioca ancora con i fan storici presentandoci - non senza precludersi scene strazianti - personaggi vecchi e nuovi, con i primi che quasi fanno "nascondino" e contribuiscono a far emergere pian piano i ricordi sopiti di Haise Sasaki. Ci addentriamo nel secondo ciclo narrativo dell'adattamento anime al manga di Sui Ishida, con una narrazione che finora è parsa un po' frettolosa ma che, ne "La Vigilia della Festa" si prende i propri tempi preparandoci agli eventi esplosivi dei prossimi episodi. Nulla da dire sul comparto artistico, che non fa miracoli ma a cui va dato il merito di attestarsi su standard superiori rispetto alle due precedenti serie di Tokyo Ghoul.