Tokyo Ghoul:re, riflessioni sulla seconda parte dell'anime

Nuova stagione, nuovi ghoul. Con l'uscita dei nuovi episodi di Tokyo Ghoul:re vi proponiamo i nostri pensieri a riguardo.

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Studio Pierrot continua il suo lavoro sulla trasposizione animata di Tokio Ghoul:re, dopo la fortunata prima parte, che ha debuttato pochi mesi fa, distribuita in Italia da VVVVID in simulcast con il Giappone. L'atteso anime tratto dal manga di Sui Ishida sarà composto ancora una volta da 12 episodi con una durata standard di 24 minuti l'uno. La prima uscita della nuova stagione animata è disponibile dal 6 ottobre sulla piattaforma streaming gratuita, ma nel frattempo siamo pronti a fare il punto della situazione sul lavoro svolto fino a questo momento dallo Studio Pierrot.

Rinfreschiamoci la memoria

Tokyo Ghoul:re è il seguito diretto di Tokyo Ghoul (entrambi realizzati da Sui Ishida) e si svolge due anni dopo le vicende di quest'ultimo. Il protagonista è Haise Sasaki, responsabile della Quinx Squad, una unità speciale formata da mezzi ghoul e istituita dalla CCG (La Commissione per le Contromisure ai Ghoul); la squadra è formata da un gruppo ristretto di persone: Haise (che fa le veci di capo e mentore dei ragazzi), Tooru Mutsuki, Ginshi Shirazu, Kuki Urie e Saiko Yonebayashi. Il team risponde direttamente ai comandi impartiti dai superiori del CCG, venendo coinvolti in molte missioni volte a smantellare dalla radice le azioni terroristiche dei ghoul facenti parte dell'organizzazione nota come albero di Aogiri. Ultimo fra tutti gli incarichi è quello affidato a tutte le divisioni speciali del CCG: la missione per lo sterminio degli Tsukiyama (una potentissima famiglia di Tokyo che si rivela essere accomunata ai ghoul). Durante una delle ultime battaglie della suddetta missione Haise riesce a riprendere almeno in parte i propri ricordi, fino a quel momento confusi e frammentati, rivelando a tutti gli spettatori la sua vera identità. Da qui in poi la storia cambia marcia guidandoci verso il finale di stagione e rivelandoci alcune conseguenze causate dall'attacco organizzato alla famiglia Tsukiyama. Questo è, in grandi linee, ciò che viene mostrato nella prima porzione della storia di Tokyo Ghoul:re, ma quello che ci preme di più è parlare degli avvenimenti che verranno affrontati nella nuova stagione dell'anime, senza dubbio più cruenti, interessanti e criticati/apprezzati dai fan rispetto alla precedente.

Cosa ci aspettiamo da qui in poi

Il primo episodio partirà dopo sei mesi dalla missione organizzata per lo sterminio degli Tsukiyama, un lasso di tempo in cui verranno rivelati un po' alla volta gli eventi riguardanti questo buco temporale. In questa nuova stagione, verranno introdotti molti personaggi necessari per rendere vivo l'universo narrativo di Tokyo Ghoul:re. Evitando inutili spoiler, ciò che vedremo è una storia a tratti più matura grazie all'esperienza accumulata dai protagonisti (e non solo) durante le battaglie viste nei primi dodici episodi: sottolineando il cambiamento di Haise, il ragazzo vedrà la propria personalità pressoché capovolta, ora fredda e calcolatrice rispetto alla precedente dolce e premurosa.
Lo staff scelto dallo studio d'animazione Pierrot è praticamente identico e, vedendo l'ultimo teaser rilasciato pochi giorni fa, l'anime dovrebbe mantenersi sulla falsariga della scorsa stagione, quindi non verrà quasi sicuramente riproposto completamente lo stile autoriale di Sui Ishida poiché nella prima parte si è preferito adottare un tratto più consono ad una forma d'animazione moderna già collaudato e vincente, mantenendo, seppur non pienamente, alcuni virtuosismi che hanno fatto innamorare i lettori dell'opera originale. Ciò che è mancato in passato agli adattamenti animati, o almeno ci è sembrato in parte , è proprio il tratto distintivo del mangaka che sin dagli albori non riesce a risaltare nella sua controparte animata: il suo segno morbido e delicato, contraddistinto da un forte utilizzo delle linee e delle ombre (oltre ad una direzione registica peculiare, utilizzata nelle proprie pagine da Ishida sin dai primi numeri) è sempre stato in continua evoluzione, adattandosi con il tempo a quegli stilemi gore-splatter fortemente radicati nell'opera.

Come già menzionato, in passato l'anime è stato fortemente attaccato dagli assidui lettori del manga a causa di diverse omissioni che hanno compromesso la comprensione, e quindi la fruibilità, in alcune parti della storia. A parer nostro non è necessario vederla sempre così, poiché adattare vuol dire anche compiere delle scelte, certe volte condivisibili, altre meno. In un adattamento si cerca sempre di portare il miglior prodotto possibile con i mezzi a propria disposizione. È vero, ciò che è stato fatto nella passata stagione potrebbe ripresentarsi anche in quella nuova, dopotutto il numero di episodi realizzato dallo Studio Pierrot in questo nuovo lavoro è il linea con il precedente: un numero abbastanza esiguo, se calcoliamo che la nuova parte dovrebbe contenere quasi il doppio dei capitoli della precedente. Non è sicuro che lo studio cerchi di riprendere pezzo per pezzo ogni elemento della parte cartacea, ma le premesse lasciano pensare a dei problemi che potrebbero sopraggiungere da alcuni tagli realizzati nella scorsa stagione; questo significherebbe portare ad un lavoro molto più complicato in fase di sceneggiatura, che sarebbe in grado di compromettere la buona riuscita del prodotto.

In conclusione, possiamo riporre le nostre speranze in questa nuova stagione?

Nonostante le già citate omissioni, lo studio d'animazione giapponese Pierrot è riuscito ad arginare nel complesso certi buchi di trama creati nella prima parte della scorsa stagione semplicemente andando avanti con la storia. Si è infatti trovato il modo di far quadrare il più possibile vari tasselli del puzzle che potevano sembrare un po' vaghi e confusionari. Le scene d'azione, dal canto loro, sono caratterizzate da una buona coreografia delle battaglie, anche se potrebbero diventare ancor più cruenti se decidessero di seguire più fedelmente il manga (o perché no, cercare di migliorare proprio alcuni aspetti dello stesso che non sono sempre stati ad altissimi livelli). Speriamo quindi di rivedere ancora una volta il buon lavoro di character design svolto sui personaggi, e anche il doppiaggio originale degli attori giapponesi che hanno dato vita alle emozioni e alle voci di umani e ghoul. Pertanto, pur sempre con qualche remora, siamo confidenti nelle scelte effettuate finora da Studio Pierrot, sperando ci possano stupire in meglio innalzando la qualità del tutto, sapendo anche che nel peggiore dei casi potranno pareggiare il buon risultato portato sugli schermi precedentemente.