Zerocalcare, aspettando A Babbo Morto: 5 fumetti da leggere assolutamente

In attesa della nuova opera di Michele Rech, segnaliamo cinque letture che rappresentano a nostro avviso i migliori esponenti della produzione dell'autore.

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Si avvicina il Natale e i minatori sardi attivi nel business del carbone sono pronti a unirsi in un grande sciopero alle rider impiegate dalla Befana. Rivendicare migliori condizioni di lavoro e protestare contro la chiusura delle miniere - causata dalle preferenze dei bambini per gli orsetti gommosi nelle calze - sono gli obiettivi principali. Questo è solo un piccolo assaggio di quello che attende i lettori in A Babbo Morto - Una Storia di Natale, nuovo volume di Zerocalcare in arrivo il prossimo 12 novembre.

Nell'attendere quella che si prospetta essere una favola cinica sull'universo e la magia che circondano il 25 dicembre, i lettori hanno a disposizione una vasta schiera di opere dell'autore romano con cui ingannare l'attesa. Per l'occasione, ne abbiamo selezionate cinque, quelle che - a nostro parere - rappresentano il meglio della produzione di Zerocalcare.

La profezia dell'Armadillo

A distanza di oltre dieci anni dal debutto, l'opera prima di Zerocalcare resta una lettura imprescindibile per ogni amante della narrativa a fumetti. Il volume pone di fatto le basi per la totalità delle opere dell'autore, profondamente calate nella quotidianità e legate a doppio filo a quello che è il mondo che circonda Michele Rech.

In La profezia dell'Armadillo, il lettore fa la conoscenza di quelli che ancora oggi sono tra i personaggi più iconici e ricorrenti nello Zeroverso, spaziando dalla madre del fumettista alla sua coscienza interiore, e passando, ovviamente, per gli amici più cari. Prende così forma una dimensione letteraria in cui il genitore dell'autore si trasforma nella Lady Cocca del Robin Hood di Disney, l'animo dell'autore in un armadillo dall'accento romano, un amico seduttore seriale in un cinghiale antropomorfo.

Al centro della narrazione di La profezia dell'Armadillo vi è un racconto agrodolce, composto di ricordo, nostalgia, rimpianto e dolcezza. Motore dell'opera è un'inattesa telefonata, che annuncia all'alter-ego dell'autore la prematura scomparsa di Camille, amica d'infanzia e primo tenero amore di Zerocalcare. Da queste premesse, prende il via un percorso che si dipana in maniera fluida tra passato e presente, tra ricordo e sentimento, seguendo un ritmo perfettamente congeniato.

A scandire ogni pagina è sovente una commistione di sentimenti difficilmente districabile. In La profezia dell'Armadillo, la comicità sagace e ironica del fumettista prende forma in una miriade di riferimenti alla cultura pop, - caratteristica che è ormai un marchio di fabbrica dell'autore - capaci di suscitare reazioni sinceramente ilari. Ad accompagnare il racconto permane però anche un'atmosfera nostalgica, che rende la graphic novel una produzione permeata di sentimento, capace di generare lacrime e risate in un connubio inscindibile, per un'opera di debutto assolutamente imperdibile.

Dimentica il mio nome

L'elemento autobiografico rappresenta il perno strutturale della narrazione anche in Dimentica il mio nome, spesso considerato vero e proprio banco di prova della maturità artistica del fumettista romano. A contribuire a sancirne il valore, giungeva nel 2014 anche la candidatura al Premio Strega, processo conclusosi con l'assegnazione alla graphic novel del secondo posto nella categoria "Giovani".

A dare forma al racconto è nuovamente una perdita molto dolorosa: la scomparsa della nonna materna di Zerocalcare. In Dimentica il mio nome, il percorso di superamento del lutto si intreccia a un cammino di scoperta, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire la figura famigliare da una nuova prospettiva. Non solo "nonna", ma essere umano a tutto tondo, con le sue virtù, i suoi segreti e i suoi lati più nascosti e insospettabili. Intrecciando nuovamente passato e presente, la produzione a fumetti si trasforma in un vero e proprio racconto generazionale, capace di raccontare con straordinaria efficacia tanto la vita della nonna, quanto quella dell'autore e di sua madre.

In Dimentica il mio nome, si manifesta in maniera ancora più marcata la spontanea abilità di Zercalcare nel dipingere vicende in grado di suscitare nel lettore emozioni potenti. Profondamente agrodolce, la graphic novel colpisce l'animo con forza spesso inaudita, suscitando una commozione sincera capace di tradursi all'improvviso, con il solo volgere di una pagina, in ilarità incontrollabile. Un dono incredibilmente prezioso, per una vicenda che non esita nel fondere al suo interno realtà e fantasia, sancendo il debutto nell'opera di Zerocalcare di un elemento surreale assente dalle precedenti produzioni, ma che risulta qui incredibilmente efficace e ben congeniato.

Kobane Calling

Ogni elemento fantastico è invece assente da Kobane Calling, una delle produzioni di maggior successo di Zerocalcare, tradotta in molteplici lingue - tra cui il giapponese - e diffusa in un incredibile numero di mercati editoriali. La realtà e la sua spesso ineffabile complessità sono i protagonisti assoluti della graphic novel confezionata dall'autore romano tra 2015 e 2016. Definito da Michele Rech come un "non-reportage", Kobane Calling accompagna il lettore in un intenso viaggio alla scoperta del Rojava, al confine tra Siria e Turchia. Partito con un gruppo di volontari romani, Zerocalcare racconta l'articolata realtà che contraddistingue la guerra condotta dalla popolazione curda della regione contro l'avanzata dell'ISIS. Una narrazione difficile, per le tematiche trattate, per l'estrema difficoltà che caratterizza l'illustrare ogni aspetto di uno scenario bellico che vede fondersi al suo interno una miriade di motivazioni, correlazioni e conseguenze. Spiegare un conflitto è un intento quasi mai semplice da soddisfare, ma a Zerocalcare va riconosciuto il notevole merito di aver voluto evitare ogni forma di semplificazione, cercando, tramite la sua testimonianza, di restituire uno spaccato della condizione del popolo curdo di Siria.

Kobane Calling è un'opera estremamente potente, per le tematiche trattate, per il percettibile coinvolgimento emotivo dell'autore, per le storie che avvolgono le persone sulle quali sono modellati i personaggi che popolano il volume. Una graphic novel che non rappresenta un reportage, ma che sicuramente costituisce un prezioso racconto e una toccante testimonianza di quanto la comprensione delle grandi crisi internazionali richieda uno studio attento del contesto storico, sociale, culturale, economico e politico nel quale si dipanano, con l'adozione di una prospettiva al contempo locale e globale.

Macerie prime / Macerie prime: sei mesi dopo

Pur suddiviso in due volumi, il racconto di Macerie Prime è da intendersi come un'opera unica e indivisibile. L'elemento autobiografico torna ad essere assolutamente dominante, ma non solo: raggiunge qui di fatto nuove vette, per un'opera che si traduce quasi in un processo all'interiorità dell'autore, in una parabola che non esita a dipingere le conseguenze dell'egoismo, del rancore e del risentimento. Perno del racconto è il conflitto, nelle innumerevoli declinazioni che quest'ultimo può assumere in una società in cui la precarietà, l'incertezza e il timore nei confronti del futuro permeano l'esperienza quotidiana di una generazione. Macerie Prime è la trascrizione di un conflitto interiore, di un conflitto tra amici di vecchia data, di un conflitto tra individui e società: un'opera che pur conservando il tradizionale umorismo à la Zerocalcare si qualifica tra le più cupe dell'autore romano.

In maniera ancor più marcata di quanto visto in Dimentica il mio nome, l'elemento fantastico è qui una cornice essenziale, che permea costantemente il dipanarsi delle vicende narrate. Un elemento che al contempo è metafora e motore del racconto e che si rivelerà capace di riservare non poche sorprese al lettore. Una scelta decisamente appropriata, che conferisce all'intero racconto una dimensione e una portata sorprendenti, per un'opera che vede nelle sue premesse narrative la necessità per i migliori amici di Zerocalcare di investire tutte le proprie energie nella partecipazione ad un bando di concorso pubblico, nel tentativo di garantirsi un avvenire almeno parzialmente stabile.

Scheletri

Da ultimo, non possiamo non citare Scheletri, la più recente opera firmata dall'autore romano. Con questo romanzo grafico, Zerocalcare esplora un nuovo genere: abbandonando le suggestioni fantastiche che avevano permeato Dimentica il mio nome e Macerie prime, Michele Rech abbraccia inedite atmosfere noir. Il risultato è un thriller capace di conservare il consueto umorismo del fumettista, ma che al contempo risulta con poderosa potenza la sua creazione più cupa e dolorosa.

All'apertura del sipario, ad inaugurare la scena è l'inquietante ritrovamento di un dito amputato di fronte alla porta di casa Zerocalcare. Un fatto già di per sé disturbante, ma che assume sfumature ancora più inquietanti nel momento in cui il protagonista manifesta la convinzione che si tratti di un messaggio diretto a lui. E la ricostruzione degli eventi che hanno condotto a questa conclusione rappresentano l'occasione per narrare vicende crude e complesse, con un realismo a tratti estremamente doloroso.

È il 2002 e un diciottenne Zerocalcare ha da poco avviato la sua carriera universitaria presso la Facoltà di Lingue. La giovane matricola, tuttavia, non trascorre il suo tempo tra aule, esoneri, lezioni ed esami: al caos di un mondo che non sente appartenergli preferisce invece le linee della metropolitana di Roma. Percorrendo ogni mattina la medesima tratta, oscilla da un capolinea all'altro, solo con il suo senso di colpa e l'angoscia di deludere la madre.

Ed è su questi vagoni che incontra l'ancor più giovane Arloc, ragazzo dalla complessa situazione famigliare, che rifugge i banchi di scuola e si dedica invece alla realizzazione di tag e murales. Il loro è un incontro fortuito che segnerà il destino di entrambi, per un'opera che non esita nel dipingere una Roma cupa e pericolosa, tra violenza tragicamente quotidiana e lo spettro dello spaccio di droga e della tossicodipendenza. Una graphic novel che, nella nostra recensione di Scheletri, non abbiamo esitato a definire come assolutamente imperdibile.