Zerocalcare: viaggio alla scoperta del talentuoso autore italiano

Approfittiamo di una grande promozione BAO per ripartire alla scoperta di Zerocalcare, tra i principali esponenti del mondo fumettistico italiano attuale.

speciale Zerocalcare: viaggio alla scoperta del talentuoso autore italiano
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Immaginate di dover salire a bordo di un treno. Per uno di quei viaggi che, per una ragione o per l'altra, è necessario fare da soli. Quei tragitti che nonostante si dipanino lungo solidi binari, sai da dove partono ma non ti è ben chiaro dove portino. Un percorso di parecchie centinaia di chilometri, durante i quali avreste bisogno di un vicino di sedile capace di assecondare, di secondo in secondo, di minuto in minuto, ogni sensazione, dalla più euforica alla più greve. Ebbene, se mai doveste trovarvi in una situazione simile, anche senza un treno di mezzo, fatevi un favore: prima di avviarvi, prendetevi un momento per raggiungere una libreria o per accedere al vostro store digitale di fiducia, e scegliete come compagno di viaggio un'opera di Zerocalcare.

Zerocalcare

All'anagrafe Michele Rech, nel mondo della narrativa a fumetti è Zerocalcare. L'origine del nome? Al momento di iscriversi ad un forum online è stato "ispirato" dalla pubblicità di un prodotto per le pulizie che andava in onda in quel momento alla TV. Classe 1983, è tra gli autori più noti nel panorama italiano. Nato ad Arezzo, vissuto in Francia e infine insediatosi a Roma, il fumettista ha fatto del quartiere di Rebibbia la propria affezionata dimora: non a caso, la sua produzione è da sempre connotata dal rigoroso utilizzo di espressioni gergali tipicamente romane. Significativo il contributo dell'autore nello sdoganare e rendere patrimonio nazionale l'espressione "accollo", utilizzata per indicare un'incombenza, più o meno sgradita, che pende sul malcapitato come una sorta di moderna spada di Damocle, fatta di inviti, scadenze, costante reperibilità, senso di colpa: in una parola, vita.

Da sempre attivo nel mondo dei centri sociali, Zerocalcare non esita a spaziare tra narrazione leggera e tematiche impegnate, senza però mai affrontare queste ultime in maniera didattica. L'autore si concentra unicamente sulla possibilità di offrire una propria, personale, visione del mondo, senza fare di quest'ultima una verità assoluta e rifiuta radicalmente il titolo di "intellettuale", ritenendolo adatto solamente a coloro che sono "in grado di offrire una chiave di lettura sul mondo".

Utilizzando come protagonista dei propri racconti un suo alter ego, Zerocalcare riesce a raccontare la piccola ma enorme galassia che ruota attorno alla vita di un singolo individuo, popolata dalle incertezze, dai timori, dalle imperfezioni, ma anche dai sentimenti, dalla famiglia e, sopratutto, dalle amicizie più preziose, in grado di resistere, seppur tra una tempesta e l'altra, alla crescita e alle difficoltà che derivano dalla costruzione di una vita pienamente adulta. A tutto questo si aggiungano un umorismo spontaneo, costanti rimandi alla cultura pop che spaziano da Ken il Guerriero a Star Wars e la capacità di suscitare emozioni sincere e inaspettate e si otterrà un quadro almeno parziale delle ragioni che hanno reso l'autore così amato e apprezzato da un enorme pubblico.

Il debutto ufficiale avviene nell'autunno 2011, con la pubblicazione de La profezia dell'Armadillo e il sostanzialmente contestuale avvio di un blog personale sul quale pubblicare con cadenza periodica nuove storie brevi. Un percorso che proseguirà, in un costante crescendo, sotto il tetto di BAO Publishing. E proprio la Casa Editrice milanese ha recentemente scelto di proporre una promozione che coinvolge i fumetti di Zerocalcare, nell'ambito delle iniziative speciali attivate per favorire la lettura durante questi giorni di isolamento forzato. Una circostanza che ci ha spinto a ripercorrere, seppur in maniera forzatamente sintetica, il percorso autoriale del fumettista di Rebibbia.

Da dove iniziare, tra raccolte e armadilli

"Si chiama profezia dell'armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli, amen".

Questo è l'assunto che sta alla base dell'opera prima di Zerocalcare, lo scritto che ancora oggi rappresenta la miglior porta d'ingresso per l'universo del fumettista romano. È infatti in La profezia dell'armadillo che prendono forma alcuni dei personaggi destinati a restare centrali nell'immaginario dell'autore, spaziando tra amici, come il peculiare Secco o il seduttore seriale Cinghiale, e membri della famiglia, con la rappresentazione di una madre amorevole e apprensiva dalle fattezze di Lady Cocca, tratta ovviamente dal Robin Hood di casa Disney.

La narrazione si sposta con fluidità tra passato e presente, con l'alter ego dell'autore alle prese con l'improvvisa notizia della morte di Camille, amica d'infanzia e primo tenero amore del protagonista. Un racconto agrodolce, che al semplice volgere di una pagina saprà cambiare radicalmente i sentimenti e le reazioni del lettore. Come desumibile dal titolo, fa qui la sua comparsa il fedele amico Armadillo, incarnazione della coscienza dell'autore, col cui alter ego si confronta costantemente, in cerca di supporto e consiglio.

Una volta familiarizzato con il mondo e i personaggi che popolano lo Zeroverso, il lettore è pronto per cimentarsi nella scoperta delle sue altre produzioni. Certamente, il buon vecchio ordine di pubblicazione resta il modo migliore per ripercorrere la crescita dell'autore e di chi su carta e inchiostro ne condivide il cammino, ma non l'unica scelta possibile. La produzione del fumettista romano di suddivide infatti in raccolte di storie brevi ed opere di più ampio respiro.

Per coloro che preferiscono procedere con le prime, le opzioni sono numerose e tutte egualmente valide. Ogni maledetto lunedì su due e L'elenco telefonico degli accolli, pubblicati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, sono entrambi costituiti di tavole apparse nel tempo sul blog dell'autore, incastonate in un racconto inedito che funge da cornice al materiale già apparso online. Più recente è invece La scuola di pizze in faccia del Professor Zerocalcare. Quest'ulteriore raccolta include al suo interno anche estratti provenienti da pubblicazioni quali Wired, Best Movie o La Repubblica, nuovamente contestualizzati da una narrazione inedita che offre nuovo contesto all'opera.

Ampio respiro

Nonostante la narrazione episodica resti ancora oggi parte dell'attività dell'autore, il passaggio ad un racconto di più ampio respiro è avvenuto sin dalle origini, ed in maniera decisamente rapida. A solo un anno di distanza da La profezia dell'Armadillo, approda infatti sul mercato editoriale Un polpo alla gola. Alternando nuovamente passato e presente, Zerocalcare rievoca l'età delle elementari, per arrivare alle scuole superiori e giungere sino alla vita adulta. Collante del racconto è un segreto d'infanzia che il protagonista ha conservato per anni, serbandone nel cuore il senso di colpa, pronto a materializzarsi nel volume proprio con le sembianze di un gigantesco polipo in grado di spezzare il respiro. Un racconto nuovamente d'impatto, per la sua connotazione profondamente umana e per l'immediatezza dei sentimenti impressi su carta e inchiostro.

Più peculiare è invece Dodici, col quale il fumettista di Rebibbia abbandona temporaneamente il tema autobiografico per dipingere una bizzarra avventura calata nel contesto di una Roma post-apocalittica, vittima di un'invasione zombie. Una lettura più leggera, in cui l'elemento surreale si fonde ad una vera e propria dichiarazione d'amore nei confronti del quartiere d'adozione di Zerocalcare.

La vera svolta in direzione di produzioni maggiormente strutturate e ambiziose arriva tuttavia nel 2014. Dimentica il mio nome, opera stupenda di cui abbiamo avuto il piacere di parlarvi nella nostra rassegna di cinque fumetti italiani da recuperare durante la quarantena, non solo conferma il continuo percorso di crescita dell'autore, ma porta Zerocalcare a figurare tra i candidati al prestigioso Premio Strega. Giunto tra i dodici finalisti, Dimentica il mio nome si aggiudicherà infine il secondo posto nella categoria "Giovani". Un racconto che fonde in maniera egregia elemento autobiografico e fantastico, in un viaggio commovente ed agrodolce alla riscoperta delle origini della propria famiglia, scatenato dalla perdita dell'amata nonna di Zerocalcare.

Tra 2015 e 2016 prende invece forma una nuova esperienza autoriale, nata da un viaggio dell'autore in Siria, in particolare nel Rojava, alla scoperta delle condizioni di vita del popolo curdo. Apparso inizialmente su Internazionale (noto settimanale di attualità internazionale, che oltre ad approfondimenti inediti raccoglie al suo interno articoli tratti da prestigiosi quotidiani di tutto il mondo), il "non-reportage", come è solito definirlo Zerocalcare, è stato in seguito arricchito di una seconda sezione inedita e riedito da BAO Publishing con il titolo di Kobane Calling.

L'esperienza del fumettista sul confine turco-siriano plasma un microcosmo narrativo che ha l'enorme pregio di far emergere la complessità di uno scenario bellico, in cui le linee di confine, le fazioni, gli eventi sono sempre il risultato di continui, imprevedibili, irrazionali mutamenti.

Comprendere le vicende che coinvolgono Kobane, e più in generale il conflitto siriano, non è un'operazione che può essere risolta con un approccio rapido e semplicistico: essa richiede al contrario uno studio attento e un monitoraggio costante del contesto, degli elementi sociali, politici ed economici che lo compongono, in un quadro complessivo che finisce per continuare a risultare in parte ineffabile persino a chi lo ha vissuto in prima persona. Un racconto potente, necessario e commovente, che nella sua tragicità riesce comunque, in pieno stile Zerocalcare, a strappare più di un sorriso.

A chiudere la rassegna troviamo l'opera più cupa e articolata finora redatta dall'autore: una

profonda riflessione sull'importanza e la complessità dell'amicizia, su quanto sia arduo definire la propria identità in un contesto sociale animato da incertezze e precarietà. Una parabola sul tracollo dell'individuo di fronte all'egoismo e al rancore, in una spirale che può da un momento all'altro condurre a esiti tragici. Come in Dimentica il mio nome, appare anche qui una componente surreale/fantastica, pronta a offrire un contesto metaforico che non mancherà di rivelare diverse sorprese. L'opera più articolata di Zerocalcare, tanto che l'autore ha scelto di suddividerla un due differenti volumi: Macerie prime e Macerie Prime: sei mesi dopo. Lo scarto temporale non è casuale, in quanto rispecchia un'attesa che rappresenterà un elemento centrale della narrazione attorno alla quale si sviluppa il nucleo del racconto. Presenti all'appello le principali personalità dell'universo dell'autore, dalla madre Lady Cocca alla coscienza Armadillo, passando, ovviamente, per i più cari amici del talentuoso abitante di Rebibbia.

Zerocalcare In attesa di poter mettere mano alla prossima opera dell'autore, già in produzione presso BAO Publishing, Zerocalcare si conferma uno dei fumettisti più importanti del panorama italiano attuale. La capacità di trasformare materiale d'ispirazione autobiografica in uno specchio in cui migliaia di lettori sono in grado di riconoscersi è un dono autoriale raro e prezioso. Gli scritti dell'autore di Rebibbia, in grado di rivelarsi emotivamente intensi, sono perfetti compagni di viaggio attorno ai quali raccogliersi, sia che si abbia necessità di lasciar finalmente sfogare una lacrima sia che si stia cercando un modo per far sorgere spontaneo un sorriso. Una penna e una matita preziose, che hanno sinora plasmato creazioni che ci sentiamo di consigliare senza dubbio alcuno.