10 sigle italiane degli anime: da Shaman King a Digimon e Saint Seiya, quali preferite?

10 sigle italiane degli anime: da Shaman King a Digimon e Saint Seiya, quali preferite?
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Il mondo degli anime è diventato esageratamente famoso in Italia nell'ultimo decennio grazie all'avvento di internet che ha contribuito a diffondere queste opere. In particolare si è transitati da quel periodo in cui gli anime potevano essere visti solo doppiati in TV e con sigle personalizzate a quelli con sottotitoli e materiale originale.

Questo cambio ha avuto indubbiamente i suoi pro e contro, ma noi vogliamo ricordare un aspetto che ha sicuramente conquistato in tanti, ovvero la creazione di alcune sigle ad hoc per queste trasmissioni, adattando le canzoni giapponesi a volte sulla stessa base, talvolta creandole da zero. Abbiamo scelto dieci sigle italiane storiche dell'animazione in Italia che trovate in seguito, decidendo però di escludere le canzoni di Giorgio Vanni e Cristina D'Avena che riceveranno un elenco a parte.

  • Sta per tornare con un remake imprevisto, e allora non c'è niente di meglio del ricordarlo se non con la sua sigla italiana. La prima dell'elenco è la sigla di Shaman King cantata da Marco Masini. In attesa del remake di Shaman King, ricordiamo con affetto una sigla storica degli anni 2000.
  • Rimaniamo nello stesso periodo con Digimon Adventure, storico anime andato in onda sulla RAI con tutte le sue serie. Abbiamo scelto una sola delle sigle di Digimon, optando per quella della prima serie cantata dai Manga Boys.
  • Facendo un salto indietro nel tempo, negli anni '80 erano di moda i famosi robottoni che in Giappone si distinsero per lungo tempo e sono ancora molto apprezzati. Uno di quelli che fece più scalpore in Italia è Goldrake, famoso in Italia per la sigla "Ufo Robot" di Actarus.
  • Rimaniamo in quegli anni con un anime che invece è molto più violento. Sul finire di quel decennio arrivò in Italia su alcune reti regionali il prodotto di Buronson e Tetsuo Hara: Kenshiro urlava i suoi "uattà!" ma veniva anticipato dalla sigla che ancora oggi fa venire i brividi. Mai mai scorderai Ken il Guerriero.
  • Un altro cartone abbastanza leggero che andò in onda sulla RAI negli anni 2000 era Guru Guru, la cui sigla "Guru Guru il Girotondo della Magia" viene oggi ricordata.
  • Per 37 anni questa sigla è stata un mezzo mistero dato che non si conosceva l'identità di chi la cantasse. Solo in questo periodo è stato infatti svelato che fu Noam Kaniel a cantare l'opening di Lamù in un motivetto che rimane storico.
  • Non tutte le canzoni in Italia erano originali, dato che a volte capitava un testo cantato sopra la base giapponese. Tra questi esponenti c'è Pegasus Fantasy, canzone dei Make-up, diventata una delle storiche sigle de I Cavalieri dello Zodiaco - Saint Seiya anche in Italia prima di Giorgio Vanni.
  • Rimaniamo a fine anni '80 con il ritorno di Lupin III. Dopo le serie con giacca verde e rossa esordì un nuovo anime, stavolta col ladro in giacca rosa. E per una nuova serie era necessaria una nuova sigla, realizzata in Italia da Enzo Draghi. "L'incorreggibile Lupin" rimarrà sempre nei nostri cuori.
  • Ritorniamo al nuovo millennio con un manga che ha scritto la storia degli anni recenti. Stiamo parlando di Hunter x Hunter che, nonostante le pause di Togashi, rimane uno dei prodotti più venduti del panorama nipponico. Da esso sono state tratte due serie animate e in Italia è arrivata solo quella del 1999 che veniva aperta dalla sigla di Silvio Pozzoli che probabilmente supera la controparte giapponese con una canzone indimenticabile.
  • Infine ritorniamo a un grande classico, scavando tra il mucchio di anime del vecchio millennio. I Cavalieri del Re interpretarono L'Uomo Tigre con un beat ancora oggi molto familiare.

Queste sono le dieci sigle che abbiamo selezionato, ma naturalmente ce ne vorrebbero tante altre, sottolineando quanto anche in Italia ci siano state canzoni di apertura di qualità. Quali sono le vostre preferite?

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