Alcuni animatori veterani discutono i pro e i contro dell'animazione digitale

Alcuni animatori veterani discutono i pro e i contro dell'animazione digitale
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Nel corso di una tavola rotonda tenutasi al Tokyo Anime Award Festival, alcuni dei professionisti più rinomati del settore (responsabili di opere come Ghost in the Shell e Devilman Crybaby) hanno discusso dei vantaggi e degli svantaggi apportati dall'animazione digitale.

Il 10 marzo si è tenuto un simposio al Tokyo Anime Award Festival, un evento dedicato al colloquio tra tre dei giganti dell'animazione giapponese in generale, professionisti che hanno calcato il terreno di questa industria per decenni: Toshiyuki Inoue (key animatori di Ghost in the Shell), Kiyotaka Oshiyama (direttore dell'animazione per Devilman Crybaby) e Ryo-timo (responsabile del pionieristico Birdy the Mighty: Decode). Il trio ha discusso dell'avvento dell'animazione digitale, concentrandosi in particolar modo sulla polarità che ne è derivata in termini di vantaggi e svantaggi.

I tre hanno esordito specificando come al momento nell'industria dell'animazione giapponese tutto il processo di composizione e di colorazione viene svolto digitalmente, in maniera integrale. Inoltre, nonostante non sia ancora uno standard, sta diventando sempre più comune il disegno delle storyboard e delle animazioni chiave sui tablet, cosa che accelera il processo e fa ottenere il risultato finale molto prima del metodo tradizionale.

Inoue ritiene si tratti di un'evoluzione positiva, anche se pensa che il sistema lavorativo non si sia adeguato al cambiamento, soprattutto in termini di retribuzione e suddivisione del lavoro, dato che oggi come oggi molti key animator finiscono per fare un lavoro che una volta spettava ai team finali, venendo però pagati esattamente come accadeva quando il loro ruolo era molto diverso e comportava uno sforzo minore. Per questo esorta l'industria ad aggiornarsi, in modo da gratificare gli animatori e renderli perciò produttivi in termini qualitativi.

Ryo-timo concorda, e suggerisce che gli animatori vengano pagati per le ore di lavoro, e non per il numero di prodotti sfornati, riducendo così il rischio di lavori affrettati e imprecisi. Oshiyama ritiene invece che l'avvento del digitale abbia accresciuto notevolmente le possibilità dei piccoli team di animazione, dandogli la chance di fare lavori di maggior qualità, in minor tempo e con un costo contenuto, mantenendo il personale ridotto.

Il simposio si è concluso con un focus sui problemi che affliggono il mondo degli anime oggi, con il trio che concorda sul fatto che ci siano troppe produzioni e pochi animatori di talento. I character design sono inoltre esageratamente complessi, con la conseguenza che è impossibile disegnare frame di animazione velocemente, al contrario di quello che accadeva in passato. Tutto conduce ancora una volta alla paga che, rimasta inalterata, risulta ormai inadeguata al lavoro richiesto, costringendo gli animatori a ritmi produttivi che inficiano irrimediabilmente la qualità.

FONTE: ANN
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