L'Attacco dei Giganti, le 5 scene più tristi in assoluto del manga

L'Attacco dei Giganti, le 5 scene più tristi in assoluto del manga
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Sin dal primo capitolo è stato molto chiaro ai lettori che L'Attacco dei Giganti non sarebbe stata una serie felice e gioiosa. Già dal tratto dei disegni, sporchi e rozzi che accentuavano il lato horror dei giganti, passando poi per le tematiche trattate è stato palese che Isayama volesse disegnare una serie pesante e ricca di momenti tristi.

Non a caso ci sono state tantissime morti in L'Attacco dei Giganti, una più toccante dell'altra, ma non mancano scene commoventi anche non relative alla dipartita di un personaggio amato. Quindi, quali sono le cinque scene più tristi de L'Attacco dei Giganti? Ripercorriamo il manga, valutando quindi anche gli ultimi capitoli, per capire quali sono questi momenti.

Partiamo proprio da una delle ultime scene più d'impatto, presentate nel capitolo 131 "La marcia dei giganti". In questo capitolo, Eren in un flashback racconta i suoi pensieri dopo tanto tempo, mostrando la divergenza tra volontà di salvare l'isola e il destino in cui deve uccidere tutte le persone all'esterno delle mura, portandolo a far schiacciare Ramzi, il bambino che aveva salvato qualche anno prima, e a una discrepanza tra la morte dei cittadini e la sua libertà.

Torniamo all'inizio della serie con il primo incontro tra Eren e Mikasa, concentrandoci sui ricordi di quest'ultima. Il massacro della piccola famiglia Ackerman a opera dei banditi apre a tantissime evoluzioni e conferme, dal carattere di Eren alla tristezza del dover per forza uccidere per salvarsi.

C'è poi il ritorno dalla prima avventura fuori le mura, quando l'Armata Ricognitiva e i suoi soldati si imbatterono nel Gigante Femmina per la prima volta. Distrutti mentalmente e con tanti uomini in meno, Levi aveva già visto i corpi dei suoi amici, tra cui Petra, nella foresta degli alberi giganti. Senonché proprio il padre di Petra si avvicina al capitano, chiedendogli in modo abbastanza palese se fosse disposto a prendere in sposa la figlia. L'espressione di tristezza e orrore di Levi fa capire però com'è la situazione.

Torniamo a un altro flashback, stavolta con il passato di Grisha Jaeger. Il padre di Eren e Zeke ha dovuto sopportare tante cose e, ancora una volta con un percorso fatto di cadaveri, lo abbiamo visto districarsi tra manipolazioni ed eventi vari, ma non senza una enorme dose di tristezza in ogni singolo evento.

Infine, un momento che dovrebbe essere carico di speranza ma che, a posteriori, è uno dei più tristi de L'Attacco dei Giganti. La riconquista di Shiganshina ha segnato una vittoria importante per l'umanità che, sulle ali dell'entusiasmo e della libertà, finalmente raggiunge il mare. Un momento ricco di gioia e sorrisi per Armin e Mikasa, ma non per Eren. Il protagonista era già consapevole del proprio destino e anche che le mura erano state abbattute, ma non di certo le gabbie che li attanagliavano. Il suo gesto finale, quel dito che puntava verso l'orizzonte con un'espressione particolare, segna la trasformazione definitiva del protagonista e il momento in cui tutto si è diretto verso il suo finale.

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