L'Attacco dei Giganti: manipolazione, inganni e "quella scena"

L'Attacco dei Giganti: manipolazione, inganni e 'quella scena'
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L'ideale di Eren ha preso sempre più forma negli ultimi capitoli di L'Attacco dei Giganti, mostrando cosa vuol dire essere alla ricerca della libertà. Tutto ovviamente è andato a contrasto con la realtà, dove vuole essere Marley a spadroneggiare, lanciando un attacco verso l'isola di Paradiso che potrebbe portare alla fine dell'opera.

L'Attacco dei Giganti 121 ci ha mostrato chi è il vero artefice di tanti degli eventi accaduti nel manga finora. Zeke è sempre stato convinto della malafede del padre Grisha, il quale l'aveva cresciuto non come un figlio ma come strumento per la rinascita di Eldia. Ciò ha portato il personaggio in questione a credere che Grisha abbia fatto lo stesso con Eren, ma le cose non stanno così.

La storia pubblicata questo mese da Hajime Isayama ha infatti confermato che è Eren Jaeger il manipolatore, avendo lui usato il potere temporale del Gigante d'Attacco per mostrare al padre alcuni frammenti di ricordi del futuro e costringerlo ad agire secondo alcune sue indicazioni. La confessione è arrivata nel ritrovo segreto dei Reiss, dove avvenne anche l'omicidio di tutta la famiglia ad eccezione di Rod.

Grisha si è poi accorto di cosa ha fatto, implorando Zeke di fermare Eren e "quella scena", un probabile scenario distruttivo che sarà attivato quando Eren riuscirà a controllare Ymir e il potere del Gigante Originale. Che sia la stessa scena descritta dal misterioso audio del finale di L'Attacco dei Giganti?

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