Attack on Titan 4, la spiegazione del passato di Ymir

Attack on Titan 4, la spiegazione del passato di Ymir
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Si sapeva che la final season di Attack on Titan avrebbe completamente ribaltato le carte in tavola proponendo una serie di colpi di scena difficili da digerire. Il talento narrativo di Hajime Isayama ha aiutato a rendere imprevedibile la trama del suo capolavoro, ma è arrivato il momento di approfondire gli ultimi risvolti narrativi.

Attraverso un flashback, Studio MAPPA ha narrato le origini dei Giganti e il passato di Ymir, colei da cui tutto ebbe inizio. Inizialmente, infatti, Ymir non era che una giovane fanciulla di un villaggio che divenne ben presto schiava a causa del sovrano di Eldia, Karl Fritz, e del suo esercito. Accusata un giorno dai compagni di aver liberato un maiale dinnanzi al re, quest'ultimo decise di umiliarla e ucciderla attraverso un gioco selvaggio di vera e propria caccia.

Ferita, in fuga e in fin di vita, improvvisamente la giovane schiava si ritrovò in prossimità di un enorme albero con un'enorme fessura. Preoccupata di essere trovata dal re a caccia, Ymir si nascose al suo interno dove cadde in una sorta di condotto nel quale venne avvicinata da una misteriosa creatura, la stesse che diede alla schiava i poteri di Gigante. Nonostante fosse divenuta completamente inarrestabile, Ymir continuò a servire fedelmente il sovrano nelle sue estenuanti guerre contro Marley finché, un giorno, Karl Fritz decise di proseguire la sua linea di sangue unendola con la sua schiava. Da Ymir ebbe così tre figlie: Maria, Sina e Rose. Dopo aver proseguito grazie alle abilità di Ymir a rafforzare il regno di Eldia, Il re costrinse le figlie a divorare la propria madre affinché le sue abilità venissero ereditate di volta in volta.

Si tratta dunque di una storia terribile, di una schiava che per tutta la sua vita non ha fatto altro che eseguire gli ordini di un sovrano spietato. Non c'era da stupirsi se in cuor suo non attendesse altro che essere liberata, compito che affidò così all'individuo che più di tutte poteva capire quel concetto di "libertà": Eren Jaeger.

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