L'autore di Berserk ha parlato della sua formazione da disegnatore in una ricca intervista

L'autore di Berserk ha parlato della sua formazione da disegnatore in una ricca intervista
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Nel corso della giornata odierna Kentaro Miura, l'uomo a cui dobbiamo l'esistenza stessa di Berserk, si è voluto concedere a un'interessante intervista durante la quale ha trattato, nello specifico, della sua formazione da fumettista. Qui di seguito potete leggere l'intervista completa.

  • Intervistatore:

"Quali sono i tuoi maestri, le tue fonti d'ispirazione? Nelle nuove generazioni di mangaka riconosci degli eredi?"

  • Kentaro Miura:

"Come già dissi su Akira, sono stato influenzato da Katsuhiro Ôtomo; l'atmosfera e l'impatto che i disegni devono possedere provengono da Go Nagai; i trucchetti che sfrutto derivano invece da Dororo (di Osamu Tezuka) e Cobra (di Buichi Terasawa).

Insomma, sono stato influenzato da molti autori. Inoltre ho anche assorbito inconsciamente il lavoro di molti altri scrittori di manga. Coloro che non hanno familiarità con il Giappone potrebbero non conoscere alcuni nomi che citerò, ma ho iniziato a imitare meticolosamente i manga di Gakken o, ancora, quelli di Shinji Mizushima, Hijiri Rei, Leiji Matsumoto e Buichi Terasawa.

Durante il liceo ho invece puntato su uno stile di disegno più realistico e per questo ho cominciato a imitare molte personalità che non avevano nulla a che fare con i mangaka, come Noriyoshi Orai, Naoyuki Kato e Guin Saga. In sostanza, ho migliorato la mia tecnica passo dopo passo, imitando instancabilmente tutti gli stili più importanti del tempo. Dopo quella fase, sentivo che dovevo migliorare nella riproduzione del corpo umano, così ho studiato vari libri d'anatomia, quali quelli di Thomas R. Gest. Ho studiato e mi sono migliorato prendendo spunto da quei disegni e, per un certo periodo, ho copiato anche da parecchi manga shojo, in particolare quelli di Moto Hagio".

  • Intervistatore:

"Effettivamente si sente che sei stato influenzato dai manga shojo".

  • Kentaro Miura:

"E anche dagli anime. Le influenze consce e inconsce che mi hanno formato durante il periodo universitario sono talmente tante che sarebbe impossibile nominare tutti".

  • Intervistatore:

"Questi autori li vedevi come dei veri e propri maestri?"

  • Kentaro Miura:

"Sì, lo erano tutti, per questo li imitavo".

  • Intervistatore:

"Hai trovato degli "eredi" nelle nuove generazioni di mangaka?"

  • Kentaro Miura:

"Il lavoro di mangaka è molto personale; diventiamo tutti maestri seguendo ognuno una propria strada, ecco perché ritengo che nessuno di noi possa avere un erede degno di questo nome. Quando entriamo nel mondo dei manga, il nostro stile può sembrare assimilabile a quello di un altro autore, ma col tempo si finirà sempre per prendere una direzione diversa, unica. Ecco perché penso che il concetto stesso di erede sia assente nel mondo dei manga giapponesi".

Proprio in questi ultimi giorni Kentaro Miura ha inoltre rivelato quando i fan potranno finalmente vedere il ritorno del manga.

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