Anche gli autori di dojinshi hentai sono contro la pirateria

Anche gli autori di dojinshi hentai sono contro la pirateria
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Il giro di affari che ruota attorno alla produzione di anime e manga in Giappone ha raggiunto la somma di 441 miliardi di yen. Nelle cifre rese note non vengono considerate le vendite dei "dojinshi", opere autofinanziate dagli autori del genere hentai. Uno di loro ha scelto di condividere su Twitter il suo parere riguardo alla pirateria.

L'artista in questione è Aiue Oka, che ha scelto di scrivere il suo messaggio in lingua inglese per rivolgersi a tutti i fan sparsi su tutto il globo. Afferma così di sapere che le sue opere sono state distribuite in modo illegale sui siti di file sharing, ma chiede alle persone interessate ai suoi dojinshi di attendere, perché la localizzazione ufficiale in inglese è tutt'ora in corso. Inoltre tutti i suoi manga sono disponibili sulla piattaforma vietata ai minori, FAKKU.

Non è la prima volta che un autore di opere hentai decide di schierarsi contro la pirateria informatica, nel 2016 il mangaka Gujira aveva pensato di abbandonare il mondo degli hentai, a causa del gran numero di copie illegali presenti in rete dei suoi lavori. La notizia è diventata virale, tanto da spingere il publisher FAKKU ad offrirgli un contratto per portare in Occidente le sue opere.

Anche le vendite di Weekly Shonen Jump sono in decrescita, ponendo a rischio la famosa rivista di casa Shueisha. Nonostante questo, le opzioni digitali per poter leggere le opere degli autori di manga sono in continua crescita; la scelta del colosso dell'intrattenimento Netlifx di offrire ai suoi utenti un accesso pratico ed economico ad serie di diverso genere e target potrebbe essere uno dei modi più efficaci per combattere la pirateria informatica.

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