Cloudflare nel mirino, viene accusata da Takeshobo di aiutare i siti pirata di manga

Cloudflare nel mirino, viene accusata da Takeshobo di aiutare i siti pirata di manga
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Il 2020 non si è aperto di certo positivamente per chi fa uso di siti pirata per la lettura di manga. Gli editori si sono riusciti a muovere abbattendo nomi importanti come Mangastream e riducendole possibilità di utilizzo di siti come Jaimini's Box e Mangadex. Proprio su quest'ultimo però è sorto un problema col servizio Cloudflare.

Il noto servizio americano fornisce una difesa da attacchi informatici, prevalentemente DDoS, a chiunque lo richieda, fornendo i propri server per mitigare il traffico. Ciò ha anche lo scopo di rendere più anonimo chi possiede server pirata dato che Cloudflare nasconde qual è il server proprietario di un sito.

Dopo gli ultimi eventi che hanno coinvolto Mangadex e Boruto, Cloudflare si è visto attaccato da più fronti. Adesso è la casa editrice nipponica Takeshobo a effettuare una denuncia verso il noto servizio statunitense, denuncia a cui si è affiancato un autore della stessa casa editrice. Il giornale Kyodo News ha fatto sapere pubblicamente di questa situazione nella giornata di lunedì, con Takeshobo che accusa Cloudflare di fare da protezione ai siti pirata di manga e di essere loro complice fornendo loro il servizio.

La causa potrebbe portare naturalmente a una reazione a catena, con anche altri editori che si rivarranno sull'azienda e che potrebbe portare a una più facile identificazione dei possessori dei vari siti pirata di manga. Il 2020 sembra essere quindi un anno in cui il fronte della legalità sarà particolarmente attivo nel far valere i propri diritti.

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