Demon Slayer: secondo un regista il successo del film sta aggravando il mondo del cinema

Demon Slayer: secondo un regista il successo del film sta aggravando il mondo del cinema
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Demon Slayer: Infinity Train sta macinando record settimana dopo settimana, scavalcando dalla top 10 numerosi film dal successo mondiale. Eppure, questa straordinaria popolarità sembra portare con sé un fenomeno che non tutti i registi stanno accogliendo positivamente. Recentemente, infatti, il regista Koji Fukada ha espresso le sue perplessità.

Conquistata e superata la top 10 dei film più visti in assoluto in Giappone, che di per sé spaventa considerando che il mondo sta affrontando una pandemia globale, Demon Slayer: Infinity Train continua la sua campagna di distribuzione in tutto il territorio nazionale del Giappone. L'acclamato regista Fukada ha voluto tuttavia esprimersi sul successo della pellicola per evidenziare una problematica che sta avvolgendo la cultura cinematografica nipponica:

"Anche in questo momento, il film di Demon Slayer sta venendo proiettato da qualche parte, come se fosse una sorta di autobus o un treno con un orario già prestabilito. Ciò è soprattutto merito dei TOHO Cinemas che stanno rilasciando il film su larga scala dato che, per l'appunto, la pellicola è distribuita da TOHO. Al contrario del Giappone, negli Stati Uniti una società di produzione non può possedere alcuna catena di cinema per non violare una legge sulla concorrenza sleale. Per questo, il cinema giapponese ha bisogno di una riforma. Per carità, non sono contrario agli adattamenti manga, io stesso ne ho fatto uno, ma l'ubiquità del genere sta avendo un effetto molto negativo sulla diversità all'interno dell'industria. Ormai in Giappone viene data troppa importanza alla commerciabilità, motivo per cui è difficile produrre film non commerciali."

Dopodiché il regista, che tra l'altro ha avviato una campagna di raccolta fondi a supporto dei cinema indipendenti, ormai in "pericolo di estinzione", ha aggiunto:

"Continuando così il cinema giapponese andrà in malora. [I cinema indipendenti] sono spesso di proprietà di persone che guadagnano a malapena, la cui motivazione risiede nel solo amore per il cinema. Non è sostenibile a lungo termine, ecco perché dobbiamo trovare un sistema di finanziamento che permetta loro di resistere a un'eventuale seconda e terza ondata del Covid-19."

Infine, Koji Fukada ha espresso poche parole sull'industria del cinema giapponese dove realizzare un film è come "partecipare a una battaglia". Lui stesso, da quando ha iniziato la propria carriera, ha subito violenze fisiche e numerosi insulti. E voi, invece, cosa ne pensate delle sue parole, vi trovate d'accordo? Fatecelo sapere con un commento qua sotto.

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