Dragon Ball abbandonerà il Super Saiyan nel prossimo futuro?

Dragon Ball abbandonerà il Super Saiyan nel prossimo futuro?
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Se c'è un elemento che ha permesso a Dragon Ball di codificare un mito ed entrare nell'immaginario collettivo globale, quello è indubbiamente il Super Saiyan. Ma la soluzione, nel corso del tempo, è diventata assolutamente totalizzante, tanto che il franchise, in un futuro non troppo distante, potrebbe anche pensare di abbandonare tale configurazione.

È chiaro che buona parte dell'eredità di Dragon Ball, di ciò che ha significato per il panorama delle produzioni animate nipponiche e degli stessi linguaggi che continuano ad attraversare l'opera, passi ancora per la figura del Super Saiyan e per le evoluzioni a cui essa si apre. D'altronde sia in GT che in Super, seppur ci siano stati tentativi di revisionare le trasformazioni originali innervandole di nuovi canoni, tutte le forme esibite dalle serie hanno sempre preso le mosse a partire dalla strategia evolutiva di cui si è appena parlato. Perché agli occhi degli spettatori, e forse anche a quelli degli autori della Toei e di Toriyama, l'evoluzione in uno stato “superiore” del guerriero saiyan si è configurata nel tempo come il sinonimo stesso dell'opera, quasi non si potesse citare o addirittura parlare di Dragon Ball, senza fare riferimento alle versioni “bionde” (e poi cromaticamente variegate) degli eroi.

Il tratto monopolizzante assunto dal Super Saiyan ha determinato delle conseguenze importanti per l'evoluzione del manga, con evidenti ricadute – come abbiamo visto nell'articolo in cui ripercorriamo i time-skip di Dragon ball – sia sulle strategie narrative dell'opera, sia sulle marche grafiche con cui l'autore ha rivoluzionato le corporeità dei suoi eroi a partire dalla seconda sezione del fumetto (corrispondente, nell'anime, a Z).

E se il superamento dei limiti biologici da parte dei protagonisti ha consentito all'opera di stregare sempre più le menti degli appassionati, e di fondare perciò una delle ricette del suo successo immortale, è pur vero che l'enfasi assoluta su questa soluzione – scaduta poi in una sua supremazia linguistica – ha comportato da un lato al decentramento di alcune tecniche comunque amate dai lettori (come il Kaioken) e dall'altro è andata incontro ad una logica della ripetizione, confluita spesso in una stanca e ridondante reiterazione di soluzioni sempre meno incisive.

Ad esempio, l'aumento esponenziale del numero delle trasformazioni, soprattutto di natura divina, ha determinato una desensibilizzazione da parte del pubblico nei confronti di buona parte delle nuove forme esibite dai protagonisti, con l'acquisizione di un livello successivo e “più formidabile” di Super Saiyan che non solo è stato ormai completamente sdoganato, ma addirittura è stato talmente normalizzato da permettere a qualsiasi personaggio – anche collaterale, come i saiyan degli altri universi – di ripeterne le logiche. Portando così ciò che un tempo era straordinario, ad essere percepito come ordinario.

Ed è anche da questa prospettiva che possiamo rileggere la necessità di Toriyama e di Toei di realizzare per il 2024 un nuovo anime che porti il franchise verso territori inediti, anche in faccia alle istanze celebrative su cui, apparentemente, si fonda. Uno degli assunti che Dragon Ball Daima può apprendere dagli errori di Super è da ricondurre allora a queste (innumerevoli) incongruenze in cui si è inabissato ultimamente il Super Saiyan. In modo da riscoprire, lontano dalle catene di tali trasformazioni, una libertà d'azione di cui il franchise ha assolutamente bisogno di innervarsi per poter rinnovare – e quindi mantenere vivo – il mito codificato così sapientemente da Toriyama.

FONTE: cbr

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