Dragon Ball Daima: il nuovo trailer promette un ritorno alle origini

Dragon Ball Daima: il nuovo trailer promette un ritorno alle origini
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Dopo aver rivelato i primi character design di Dragon Ball Daima, Toei Animation ha diffuso in mattinata anche il nuovo trailer della serie, che ci offre in merito alcune rivelazioni importanti su ciò che vedremo nel corso del racconto e sui toni e registri che saranno adottati dagli episodi, oltre a darci un'indicazione sulla data d'uscita.

Da questa prospettiva, ogni inquadratura, gesto o elemento iconografico veicolato da questi cinquanta (e rotti) secondi del trailer, appare a tutti gli effetti come una potente dichiarazione di intenti, non solo in relazione agli intrecci su cui si strutturerà il racconto - che uscirà nell'autunno del 2024 - ma anche e soprattutto in merito alle logiche (estetiche, ideologiche, celebrative) su cui si fonda l'intera impalcatura della serie. Nel teaser, focalizzato sul solo Goku, ci è data conferma sia di quella “regressione infantile” già anticipata dalle primissime immagini diffuse da Toei negli scorsi mesi, sia delle istanze più apertamente episodiche con cui il nuovo ciclo seriale promette di omaggiare gli stilemi e i registri che hanno contraddistinto il segmento iniziale del manga creato da Akira Toriyama.

Nelle poche – ma emblematiche – azioni visibili nel filmato, vediamo infatti una versione fanciullesca di Goku combattere contro nemici inediti, i cui aspetti riportano alla mente le configurazioni grafiche di quelle “creature semi-mostruose” con cui Toriyama era solito codificare, ai primi tempi di Dragon Ball, i canoni antagonistici degli avversari del saiyan. E se nella forma tali “villain” ricordano l'aspetto diabolico del Grande Mago Piccolo, le stesse strategie estetiche con cui questi personaggi prendono qui vita – compreso il protagonista – sembrano essere mutuate dagli orizzonti espressivi del Dragon Ball degli albori. Al punto che le corporeità del padre di Gohan e degli avversari che qui lo vediamo affrontare sono costruite a partire da linee rotondeggianti e sinuose, in netta opposizione alle marche grafiche dure e impressionistiche con cui il mangaka aveva connotato i corpi iperbolici dei personaggi sin dall'inizio di Dragon Ball Z, e reiterate, come logico che fosse, anche dalle narrazioni di Super.

Ma i richiami alle coordinate primordiali di Dragon Ball non terminano qui. Tanto che nel trailer, seppur non ci venga rivelato con chiarezza nessun evento attorno a cui si strutturerà la storia, appare evidente come il percorso narrativo di Goku sia in qualche modo motivato dalla ricerca delle sfere – o dal recupero delle stesse, magari per invertire la maledizione a cui sono stati sottoposti qui tutti i Guerrieri Z – in un evidente omaggio agli intrecci episodici da cui si è ramificato originariamente il percorso di evoluzione/maturazione di Goku e compagni.

Ed è proprio qui che Dragon Ball Daima ha l'occasione di rifondare la mitologia del manga di Toriyama. Perché se la serie, come è auspicabile da ognuno di noi, sarà in grado di celebrare le istanze originarie di Dragon Ball senza equipararle ad un mero “feticcio” da lodare e a cui consacrare ogni strategia di fondo, ecco che il racconto avrà la possibilità di declinare i percorsi dei Guerrieri Z in territori davvero inediti, che portino il mito di Dragon Ball ad evolvere, partendo – guarda caso – da quegli stessi elementi che hanno permesso al manga di entrare per sempre nell'immaginario collettivo degli appassionati e della cultura pop nipponica.