Dragon Ball Super: qual è la reale funzione di Monaka nel manga?

Dragon Ball Super: qual è la reale funzione di Monaka nel manga?
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Tra gli elementi di maggior richiamo di Dragon Ball Super, figura sicuramente la sua capacità di estendere l'universo creato da Akira Toriyama, soprattutto dal punto di vista iconografico. L'introduzione delle divinità ha aperto così a scenari inediti ed enigmatici, ma c'è un personaggio di cui i lettori non hanno compreso ancora il ruolo: Monaka.

Il fattorino dell'Universo 7 originario del pianeta Wagashi ha conquistato immediatamente il favore degli appassionati, specialmente per il modo in cui gli autori della Toei – e poi gli stessi Toyotaro e Toriyama – lo hanno caricato sin da subito di una valenza altamente dissacrante. Da qualunque prospettiva lo si guardi, il personaggio si configura come un “falso” enigma, proprio perché l'identità che lo contraddistingue sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione. In tal senso, se osserviamo il piccolo alieno dalla prospettiva di Goku e Vegeta, Monaka appare come il guerriero più potente del mondo; se invece lo guardiamo dall'alto della nostra “onniscienza” di lettori, ecco che il personaggio risulta volutamente ridicolo ed innocuo.

Per poter indagare le reali funzioni che si celano dietro il personaggio, occorre analizzarlo da questa prospettiva “scopica”. Come abbiamo visto nell'articolo in cui ripercorriamo tutto ciò che sappiamo sugli Angeli, gli essere divini appaiono enigmatici proprio perché le loro azioni, anche quelle più eticamente opinabili, risultano prive di sovrastrutture o secondi fini. Nel caso di Monaka, invece, la sua identità di fattorino non dovrebbe nascondere nulla di straordinario o che porti chi legge ad osservare l'essere oltre ciò che ci suggerisce il suo aspetto ordinario, eppure a causa delle strategie “dissimulatrici” di Beerus, il soggetto acquisisce sempre più significati e canoni simbolici, soprattutto agli occhi di Goku e Vegeta, i quali sono convinti che il leggendario “eroe di Wagashi” sia contraddistinto da un livello di potenza per loro inarrivabile.

Ed è proprio qui che possiamo individuare una delle funzioni del personaggio. Se Goku e Vegeta riconoscono continuamente in Dragon Ball Super Zeno come l'essere più potente degli universi, il fatto che in un'ipotetica scala dei valori posizionino Monaka giusto uno scalino dietro al “Dio tra gli Dei” o al resto delle divinità, porta da un lato i due saiyan a perseverare nell'allenamento pur di acquisire un potenziale superiore o eguale a quello del fattorino, e dall'altro consente alla narrazione di innervarsi di elementi propriamente dissacranti ed umoristici ogni volta che il racconto ragiona ironicamente sulla figura di Monaka, e sulla sua supposta (ed inesistente) vigoria fisica.

Inoltre il personaggio, in quanto fattorino intergalattico, si muove continuamente tra mondi e realtà interagenti, un dato che gli consente così di esercitare nella narrazione una funzione “connettiva”, cioè di legante tra scenari e archi narrativi diversi, di cui il manga di Dragon Ball Super si serve proprio per restituire coesione ad un mondo vasto come quello concepito da Toriyama: determinando così per il fantomatico “eroe” un'immagine polivalente, che ne accresce simultaneamente il mistero e “l'enigma”. E forse anche la carica ironica.