Dragon Ball: quella volta che Toriyama minacciò di interrompere il manga

Dragon Ball: quella volta che Toriyama minacciò di interrompere il manga
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Il papà di Dragon Ball, Akira Toriyama, non è un autore come tutti gli altri, in quanto a causa dell'esuberanza del proprio carattere ha più volte messo a dura prova la serializzazione del suo manga. C'è stato un momento, inoltre, che il sensei minacciò persino il suo editore di interrompere la pubblicazione. Ma cos'è accaduto esattamente?

La storia di Dragon Ball non sarebbe tale se il suo editore, Kazuhiko Torishima, non avesse fatto i salti mortali per tenere sotto controllo un mangaka tanto eccentrico come Toriyama. Il sensei, infatti, era solito svagarsi durante la settimana, costringendo la serializzazione del manga a una corsa costante contro il tempo. Nonostante questi incidenti di percorso, la trama dell'opera ha giovato di straordinarie citazioni ad Alien e alla cinematografia mondiale.

Tornando alla domanda citata in apertura, è doveroso premettere come nell'ottica shonen un time-skip non sia sempre ben visto dagli editori, in quanto i protagonisti sono realizzati appositamente per essere "eternamente giovani". Come ben sapete, tuttavia, nel capitolo 113 di Dragon Ball il manga attraversò in un battito di ciglia ben 3 anni. La scelta di Toriyama, ad ogni modo, si scontrò con le direttive del suo editor che, solo nel 1995, decise di rivelare l'accaduto:

"C'è stato un momento in cui ho pensato che la serializzazione del manga stesse per entrare in una profonda crisi, ovvero quando Toriyama mi disse che Goku sarebbe cresciuto. Il sensei minacciò di interrompere la serializzazione se Goku non fosse cresciuto. È stato terribile infrangere il soggetto originale a quel modo. Tant'è vero che in seguito gli dissi: "Non puoi far crescere il protagonista, non spaventarmi più così"."

Come ricorderete, infatti, alla fine della fiera il character design di Goku non variò poi tanto dall'aspetto precedente, seppur l'autore decise di agire comunque di testa propria. E voi, invece, cosa ne pensate di questo buffo aneddoto? Fatecelo sapere con un commento qua sotto.

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