Dragon Ball Z continua a vincere premi, nonostante sia terminato da quasi 30 anni

Dragon Ball Z continua a vincere premi, nonostante sia terminato da quasi 30 anni
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Seppur siano passati 28 anni dalla sua conclusione, Dragon Ball Z continua ad esercitare un fascino perenne nelle menti degli appassionati del franchise creato da Akira Toriyama. E l'ultimo premio ottenuto dall'iconica serie certifica ulteriormente la centralità di cui l'anime gode indiscutibilmente nell'immaginario collettivo del pubblico.

Nella giornata di martedì 6 febbraio si sono tenuti i Global Demand Awards, una cerimonia organizzata da Parrot Analytics, in cui vengono assegnati i premi a tutti quegli show e prodotti seriali che ottengono un'alta risonanza mediatica fra gli utenti/spettatori, sia per quanto riguarda gli ascolti televisivi, sia per quel che concerne le impressioni generate sui social network. Nella categoria principale, quella cioè dedicata alle opere (sia animate che live-action) capaci di catalizzare l'attenzione degli appassionati lungo il corso di tutto il 2023, ha trionfato Jujutsu Kaisen, in una cinquina di candidati in cui erano presenti altri anime popolari come One Piece e Attack on Titan, a testimoniare quanto l'animazione giapponese sia ormai centrale nei fenomeni di consumo degli spettatori globali.

Mentre per quanto riguarda Dragon Ball, e in particolare la serie Z, l'adattamento della Toei ha ottenuto il riconoscimento di “Most In-demand Legacy Series in the World 2023”, forse il premio più importante della competizione, che come ci è suggerito dal titolo, è votato ad omaggiare quel prodotto o show televisivo che conserva agli occhi delle audience internazionali un grado di sacralità assoluto, nonostante l'onda del tempo. In questo senso, sappiamo quanto l'eredità di Dragon Ball, e in particolare quella della sua serie cardine – ovvero Z – continui ancora a catalizzare tutti (o perlomeno, buona parte) dei discorsi relativi all'opera di Akira Toriyama, soprattutto perché l'anime, trasmesso a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e avendo esteso il suo successo per tutto il nuovo Millennio, gode di un posizionamento unico nella storia della serialità animata giapponese, al punto da risultare il testo essenziale per la successiva legittimazione culturale a cui è andata incontro l'animazione nipponica negli ultimi due decenni.

Da questa prospettiva, seppure nel recente report fiscale di Toei Animation Dragon Ball abbia registrato un calo, se si leggono nel dettaglio tutte le voci del documento finanziario, notiamo quanto gli adattamenti animati del manga di Akira Toriyama siano ancora le proprietà anime più popolari a livello internazionale, anche più di un fenomeno culturale come One Piece, che domina invece – come era lecito aspettarsi – nel panorama nazionale giapponese.

Ecco allora che il premio assegnato da Parrot Analytics a Dragon Ball Z, se riletto alla luce di queste considerazioni, assume un significato altamente simbolico, per come illustra esplicitamente il grado di fidelizzazione che l'iconica serie continua a generare nei cuori degli appassionati, nonostante l'anime manchi dagli schermi da quasi tre decenni. E non è un caso – come suggerito dai primi character design di Dragon Ball Daima – che la nuova serie sui saiyan guardi proprio al passato per codificare tutte le traiettorie future del franchise.