La fanbase di Demon Slayer è diventata tossica? Ecco cos'è il Kimehara

La fanbase di Demon Slayer è diventata tossica? Ecco cos'è il Kimehara
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Probabilmente nessuno si aspettava il successo ottenuto da Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba. Da prodotto con una buona media di follower è diventato poi un'onda anomala che ha travolto tutto quello che aveva davanti, incassando con qualsiasi prodotto, dai tankobon del manga ai blu ray dell'anime, passando per ogni genere di merchandising.

Ad oggi Demon Slayer sta facendo sfraceli al cinema con il film Infinity Train, mentre il manga sta battendo i record di ONE PIECE, distruggendoli uno dietro l'altro. Ciò vuol dire che c'è una fanbase enorme per Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, diventata incontrollabile. E per questo è nato il termine Kimehara. Ma cosa significa?

In Giappone, utilizzano delle abbreviazioni nate da parole inglesi in alcuni contesti. Esiste ad esempio il sekuhara (molestia sessuale), nato dall'unione di seku di sekuso, e quindi sesso, e hara di harassment, ovvero molestia. Esistono poi il pawahara (molestia basata sullo status a lavoro) e tanti altri. A questi si può aggiungere proprio il Kimehara, nato dall'unione di hara e di kime, ovvero le prime sillabe di Kimetsu no Yaiba, il titolo giapponese di Demon Slayer.

Infatti ormai in Giappone sembra essere quasi obbligatorio essere un fan di Demon Slayer e aver visto o letto i prodotti derivati. Anche Hayao Miyazaki l'ha subito a suo modo, e ciò fa capire la portata del fenomeno. Sicuramente non sarà grave e di lunga durata come le altre molestie, bisognerà però capire quanto questa popolarità andrà a decrescere col tempo, salvaguardando chi non vuole avere niente a che fare con Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba e i suoi fan.

FONTE: Grapee
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