Fullmetal Alchemist: il principio dello scambio equivalente spiegato

Fullmetal Alchemist: il principio dello scambio equivalente spiegato
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L’opera principale di Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist, si è affermata come uno dei migliori shonen della storia, e parte di questo riconoscimento va alla cura con cui l’autrice ha presentato e approfondito l’Alchimia, introducendo leggi e costruendo un sistema molto coerente per definirla.

L’alchimia viene trattata come una scienza, e per questo è soggetta a determinati principi e leggi che possono aiutare a comprendere meglio i suoi limiti e le sue potenzialità. Alla base del concetto dell’alchimia vi è la possibilità di creare qualcosa partendo da qualcos’altro a patto che il risultato abbia lo stesso valore. Questo è il principio dello scambio equivalente, che si fonda a sua volta su due leggi fondamentali.

La prima è la legge della conservazione della massa, secondo la quale un oggetto, non potendo essere creato dal nulla, deve poter essere suddiviso in componenti che, se sommati, ridonano la stessa massa iniziale. La seconda è invece la legge della conservazione delle proprietà, e impone che l’oggetto trasmutato abbia le stesse proprietà chimico-fisiche dell’oggetto iniziale.

Una volta comprese queste direttive, e riconosciuti i limiti di ciò che si può fare, l’alchimista procede con la trasmutazione, suddivisa in comprensione della struttura della materia, la scomposizione dell’oggetto iniziale e la successiva ricomposizione nel risultato desiderato. Vi sono però ulteriori limitazioni e rigorosità da rispettare. Non va infatti tentata, in alcun modo, la trasmutazione umana, come fanno i protagonisti nelle prime, tragiche, tavole del manga, per quanto l’esistenza delle pietre filosofali, dove sono contenute più anime, possa renderla possibile, e discutibile dal punto di vista morale.

Si può, però, accedere ad una sfumatura peculiare del principio dello scambio equivalente, e a mostrarlo è il protagonista. Ed decide di sacrificare all’entità divina conosciuta come Verità il proprio portale, e di conseguenza la capacità di usare l’alchimia, pur di riavere indietro Al. Sembra quindi che rinunciare ai poteri garantiti dall’alchimia soddisfi i requisiti della trasmutazione umana, sebbene non vi siano mai state conferme al riguardo né nella serie né da parte della Arakawa.

Per concludere, vi lasciamo a 10 curiosità che forse non sapete su Hiromu Arakawa, e alle principali differenze tra Fullmetal Alchemist e Brotherhood.