Future Film Festival 2009: anteprima anime presenti alla kermesse

di

Dal sito ufficiale del Future Film Festival, kermesse sull' animazione mondiale e non solo che si terrà dal 27 gennaio al 1° febbraio 2009 a Bologna, quindi fra 12 giorni, ecco informazioni in anteprima dei titoli animati di produzione giapponese che potremmo vedere alla manifestazione.

Casshern Sins (Kyashan Sins) di Shigeyasu Yamauchi, 2008 Giappone

La nuovissima serie di Kyashan è più un revival che un remake: ambientata cento anni dopo la serie originale ideata dalla Tatsunoko nel 1973, descrive un mondo ormai devastato dai robot in cui l'umanità è ridotta in schiavitù. L'androide Kyashan riappare improvvisamente sulla Terra ma non ricorda più nulla del suo passato, sembra aver rimosso le sue colpe. Lo studio MadHouse prende il testimone di questa serie di culto e rinnova mirabilmente il design dell'originale, assicurando l'alta qualità delle animazioni.


Cobra The Animation: The Psychogun di Buichi Terasawa 2008 Giappone

Ritorna l'avventuriero spaziale di nome Cobra, personaggio creato trent'anni fa dal fumettista Buichi Terasawa, in una nuova miniserie di 4 OAV da lui stesso diretta. Cobra è un pirata spaziale, dotato di un braccio bionico al cui interno nasconde un potente fucile laser: scavezzacollo e ironico, è il prototipo del vero macho, sempre circondato da belle donne. La storia riprende le vicende della prima serie TV, grazie al gusto rétro dell'animatore Kenichi Maejima e dell'art director Shichiro Kobayashi.



Freedom di Shuhei Morita, 2006-08 Giappone

Il regista del corto rivelazione Kakurenbo approda alla sua prima serie animata completamente in CG, con il prestigioso contributo di Katsuhiro Otomo al character design. L'influenza dell'autore di Akira si può percepire nella ricchissima ambientazione fantascientifica, che ci descrive la vita sulle colonie lunari nel XXIII secolo, tra gare di velocità e bolidi avveniristici. Alla sceneggiatura dei 7 episodi troviamo Dai Sato (Wolf's Rain, Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, Ergo Proxy) e Katsuhiko Chiba (Inuyasha, Black Jack, Gundam Wing).


Gegege no Kitaro di Yukio Kaizawa, 2007 Giappone

Dopo il film live-action del 2007, arriva finalmente in Italia la serie animata con protagonista il simpatico Kitaro della famiglia degli Yokai, gli spiriti del mondo giapponese catalogati dal fumettista Shigeru Mizuki nell'omonimo manga. Nato nel 1959 e trasposto in animazione per la prima volta nel 1968, il personaggio di Kitaro è uno dei primi ispirati alla tradizione horror: questa serie ripropone in una veste moderna le storie che hanno entusiasmato generazioni di bambini giapponesi.



Hakaba Kitaro di Kimitoshi Chioka, 2008 Giappone

Questa nuovissima serie con protagonista Kitaro è il fedele adattamento animato del manga di Shigeru Mizuki, di cui recupera lo spirito originario e più serio. Il mondo grottesco degli Yokai è rappresentato nella sua quotidianità, in continuo e fragile equilibrio col mondo dei viventi. Kitaro tenta di far coesistere la realtà degli uomini con quella degli spettri, ma spesso è solo testimone dei sentimenti che si annidano negli individui. Il regista Kimitoshi Chioka (Digimon, Gash Bell!) e l'art director Takashi Kurahashi (Ayakashi, Mononoke) ingiallendo le immagini danno un tocco anni Cinquanta.


Kaiba di Masaaki Yuasa, 2008 Giappone

Nella sua nuova serie TV, il geniale Masaaki Yuasa cambia genere rispetto al precedente Kemonozume, rendendo un chiaro omaggio alla fantascienza rétro di Osamu Tezuka. Grazie allo stile cartoonesco classico del character designer Nobutaka Ito (Kemonozume, Samurai Champloo), Yuasa ci trasporta in un folle mondo fantasy, dove la personalità degli individui è racchiusa in una capsula conica che può essere estratta dalla testa, e dove i ricchi possono cambiare a piacimento il proprio corpo. Le tematiche care a Leiji Matsumoto si intrecciano con visioni alla Topor, offrendo momenti di meraviglioso stupore come solo MadHouse sa osare.


Michiko e Hatchin (Michiko to Hatchin) di Sayo Yamamoto, 2008, Giappone

Dopo Samurai Champloo ed Ergo Proxy, arriva la nuova serie prodotta dalla Manglobe con la supervisione di Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop): donne e motori in una storia on the road che strizza l'occhio a Tarantino. Sulle strade assolate di un paese latino s'incontrano le due protagoniste: Michiko, un'affascinante e disinibita criminale, e una bambina, Hatchin, entrambe in fuga dall'ordine costituito. La realizzazione del progetto è affidata a un gruppo di giovani promettenti, come il regista Sayo Yamamoto e il character designer Hiroshi Shimizu, non a caso entrambi assistenti di Masaaki Yuasa e impegnati nella realizzazione di molte delle serie di MadHouse.


Mononoke di Kenji Nakamura, 2007 Giappone

Dal successo della miniserie horror Ayakashi, la Toei Animation ha deciso di realizzare uno spin off dell'ultimo arco narrativo, Bakeneko, affidandolo allo stesso regista, Kenji Nakamura: proseguono quindi le inquietanti avventure dell'algido sciamano senza nome, alle prese con demoni e maledizioni nell'antico Giappone. La sperimentazione digitale introdotta dall'art director Takashi Kurahashi (Hakaba Kitaro) e dal character designer Takashi Hashimoto (Steamboy, Freedom, SOS! Tokyo Metro Explorers: the next) nella serie precedente viene messa al servizio di ottimi sceneggiatori, come il sempre interessante Chiaki J. Konaka (Serial Experiment Lain).


Moonlight Mile di Iku Suzuki, 2007 Giappone

Dall'omonimo manga fantascientifico di Yasuo Otagaki, lo Studio Hibari trae una fedele trasposizione animata, ricca di dettagli e realismo grazie alla sceneggiatura di Akinori Endo e alla regia di Iku Suzuki. La conquista dello spazio viene riletta attraverso l'esperienza di due giovani e ambiziosi astronauti, il giapponese Goro Saruwatari e l'americano Jack F. Woodbridge, alla ricerca di nuove fonti di energia in un futuro ormai imminente.