In Giappone inizia il Daijo-sai: l'origine del termine "Amaterasu"

In Giappone inizia il Daijo-sai: l'origine del termine 'Amaterasu'
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Il creatore di Naruto, Masashi Kishimoto, ne approfittò per per prendere in prestito dalla religione shintoista alcune delle divinità più importanti e renderle delle tecniche micidiali. l'Amaterasu di Sasuke e Itachi, tanto caro agli appassionati, ha radici storiche molto importanti nella cultura nipponica.

Mentre Sasuke è alle prese con la perspicacia di Jiraya, oggi 14 novembre, dunque, ha luogo la terza fase che segue l'incoronazione del nuovo Imperatore Naruhito. Questo delicato e polemizzato processo, chiamato Daijo-sai, pone le radici su una storia profondissima, quello dell'incontro tra la monarchia e la divinità.

Infatti, questa fase consiste in un rituale antichissimo ereditato da generazioni in generazioni, in cui il neo imperatore si unisce alla dea del Sole, Amaterasu per condividere la sfera divina. Questa divinità, presa in prestito da Kishimoto-sensei, secondo la tradizione ebbe una discussione con il fratello Susanoo che, per dispetto, distrusse le risaie che la dea Sole custodiva gelosamente. La terribile azione che Amaterasu considerò come un'offesa, la indusse a ritirarsi in una caverna impedendo al sole di uscire fuori e gettando il mondo nell'oscurità. Quest'aneddoto, infatti, venne ripreso dall'autore di Naruto che giustificò in tal senso la cecità dopo un intenso utilizzo dello sharingan ipnotico. Inoltre, come si evince anche dalla serie originale, è possibile riottenere la luce oculare solamente trapiantandosi gli occhi del fratello, quasi in segno di vendetta.

Nonostante ci siano alcuni punti che contrastano con la tradizione per esigenze narrative, considerate le diverse fonti, è interessante come ancora oggi la mitologia sia radicalmente inserita nell'immaginario collettivo nipponico. E a proposito della fine dell'era Heisei, indovinate chi ha salutato il nuovo periodo storico?

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