Il governo giapponese avvia una nuova iniziativa per aiutare gli autori di manga piratati

Il governo giapponese avvia una nuova iniziativa per aiutare gli autori di manga piratati
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I problemi legati alla pirateria dei manga minano pesantemente l’industria ogni anno. Sono state molteplici le iniziative promosse da enti a protezione dei diritti d’autore e legati all’editoria, e stavolta, per aiutare alcuni dei mangaka più segnati, è intervenuto direttamente il governo giapponese, offrendo loro delle consultazioni gratuite.

Da gennaio ad ottobre 2021, a causa della pirateria dei manga, è stata registrata una perdita, per gli autori e per i publisher, di 800 miliardi di yen, pari a circa 5.72 miliardi di euro al cambio attuale. Cifre spropositate, che risultano persino superiori al guadagno degli stessi autori e delle case editrici nello stesso lasso temporale.

Alcuni editori hanno cercato di reagire proponendo al pubblico le versioni digitali delle opere che pubblicano, ad esempio Shueisha con la piattaforma MangaPlus o Square Enix con Manga UP!, o arrivando a prendere delle decisioni giuste quanto pesanti portando in tribunale uno dei maggiori responsabili della pirateria, Mangamura. Ma si tratta in entrambi i casi di soluzioni improponibili per gli editori più piccoli o per chi pubblica in maniera indipendente, che risultano spesso i più colpiti dal fenomeno della pirateria.

Per reagire l’Agenzia per gli Affari Culturali, parte del governo giapponese, ha aperto un servizio gratuito di consultazione online per chiunque riscontri che il proprio lavoro sia stato piratato. Sono stati assunti più di 1000 avvocati esperti di diritto d’autore sia per quanto riguarda l’editoria giapponese che quella nordamericana, ed europea, pronti a rispondere alle domande degli autori.

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