Hayao Miyazaki era solito dividere gli animatori in base al loro gruppo sanguigno

Hayao Miyazaki era solito dividere gli animatori in base al loro gruppo sanguigno
di

I grandi geni, si sa, hanno un modo tutto personale di approcciarsi alla vita e in particolare al mondo del lavoro. Hayao Miyazaki non fa di certo eccezione, tanto che secondo il celebre animatore Shinsaku Kozuma, il cineasta era solito suddividere i dipendenti del Ghibli a seconda del loro gruppo sanguigno, oltre a sanzionare i ritardatari.

Se John Ford era convinto che tra la leggenda e la realtà vincesse sempre la prima, è chiaro che molte delle storie che vengono raccontate su un autore così “leggendario” come Hayao Miyazaki possono trascendere il confine del “reale”, per incunearsi nel reame della fantasia. Alla fine dei conti, nel momento in cui un artista entra nell'immaginario pubblico globale, la sua immagine assorbe tutto ciò che può accrescerne lo spessore culturale: soprattutto se il carattere di per sé bizzarro della persona in questione dà vita a situazioni e racconti altrettanto singolari, tali da produrre un'immagine “mitologica” dell'autore (e questo grado di sacralità di cui gode Miyazaki è una delle ragioni dietro il successo de Il ragazzo e l'airone). E il caso citato di sopra potrebbe tranquillamente aprirsi ai canoni della leggenda, anche perché a raccontarlo è stato un animatore che non ha mai lavorato direttamente con Miyazaki, ma ha ascoltato le storie sulle liturgie lavorative del regista dai suoi colleghi illustri.

Come raccontato da Shinsaku Kozuma al sito Full Frontal, è stato il leggendario animatore Yoshinori Kanada – colui che ha rivoluzionato il genere mecha – a riferire all'artista come Miyazaki, nei primissimi tempi della fondazione dello Studio Ghibli, fosse solito esercitare un controllo assoluto sui suoi animatori, al punto da gestire anche il loro posizionamento nello spazio. “Miyazaki davvero controllava ogni cosa” dichiara Kozuma nell'intervista “Il suo posto era infatti il più vicino alla porta, e questo gli consentiva di vedere tutto e tutti. Era sempre lui” continua qui l'animatore “a decidere chi doveva sedersi in una determinata postazione: in questo modo poteva avere da un lato della stanza gli animatori con il gruppo sanguigno di tipo B, e dall'altro coloro che presentavano il gruppo sanguigno contrario. Credeva davvero che le tipologie ematiche influenzassero il carattere della persona”.

Come ricordato da un articolo della BBC, in Giappone esisteva un credo davvero popolare per cui gli individui con il gruppo sanguigno di tipo A erano considerati dei perfezionisti, proni alla collaborazione con l'altro; mentre le persone che presentavano il gruppo sanguigno opposto tendevano ad essere ritenute eccentriche, individualiste, anche se gioviali. Una disparità “genetica” a cui, a quanto pare, il maestro nipponico credeva profondamente, tanto da strutturare i rapporti con i colleghi secondo questi particolari parametri.

Inoltre, sempre considerate le storie che Kanada ha raccontato a Kozuma, Miyazaki era solito comminare delle multe anche salate (di circa 10.000 yen) a chi si presentava in ritardo sul posto di lavoro. Allo Studio Ghibli c'era infatti una cassetta apposita per le sanzioni, dove venivano accumulate quotidianamente le varie “ammende pecuniarie” dei ritardatari, che non sembravano capaci di sostenere le direttive del maestro. Questo perché, soprattutto nei suoi primi periodi, la compagnia apriva i battenti alle dieci del mattino, un orario difficile da rispettare per molti animatori giapponesi, dal momento che le loro giornate lavorative terminavano spesso a notte inoltrata.

Ma per quanto il maestro sia sempre stato eccentrico, con il passare del tempo anche un uomo così singolare come Miyazaki ha dovuto progressivamente abbandonare le solite liturgie giovanili, per favorire i cambiamenti generazionali, oltre a preservare la propria salute psicofisica. Lo stesso Takeshi Honda, il responsabile delle animazioni de Il ragazzo e l'airone, ha ricordato più volte come il regista, durante la lavorazione del suo ultimo lungometraggio, abbia lasciato molta libertà d'azione agli animatori, dato che non aveva più il tempo né la possibilità di sprecare le energie in compiti che non fossero puramente “creativi”.

FONTE: cbr

Questo testo include collegamenti di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione in linea con la nostra pagina etica. Le tariffe potrebbero variare dopo la pubblicazione dell'articolo.

Iscriviti a Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News! Seguici
Unisciti all'orda: la chat telegramper parlare di videogiochi