L'industria degli anime nel 2021, parla l'animatore di Jujutsu Kaisen e My Hero Academia

L'industria degli anime nel 2021, parla l'animatore di Jujutsu Kaisen e My Hero Academia
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L'industria dell'animazione giapponese è un settore in costante evoluzione, un media che è purtroppo stato caratterizzato per decine d'anni dai ritmi frenetici del lavoro, basti pensare ai fenomeni di crunch con L'Attacco dei Giganti 4 che ha suscitato non poche polemiche all'interno della community.

Ogni anno vengono prodotti infatti sempre più anime e, considerando la debole questione salariale e l'elevato numero di dipendenti che non reggono i ritmi frenetici dell'industria, è inevitabile che si creino situazioni dove le serie di successo non sono che una piccola percentuale del totale. Ad ogni modo, recentemente l'animatore Ken Anto, che ha partecipato a produzioni conosciute come My Hero Academia, Jujutsu Kaisen e Demon Slayer, ha commentato in un'intervista per Yahoo l'attuale condizione del settore:

"Quando lavori su un manga, la base di partenza è la popolarità del manga. Ad esempio, mi piace il settimanale Jump e ho avuto l'opportunità di lavorare su anime basati sui titoli della rivista. Quando si lavora ad un anime originale, lo studio non sa se avrà successo. È una scommessa. Quindi è una scommessa anche per le persone che mettono soldi in un anime originale. Diventa importante affinché i prodotti facciano soldi mettere insieme una buona squadra. Di conseguenza, un anime originale è difficile da realizzare poiché devi raccogliere i soldi. Inizialmente, quando partivamo dall'episodio uno l'anime non era ancora iniziato, così quando iniziava la trasmissione avevi già completato alcuni episodi. Nel calendario hai tutte le scadenze di trasmissione per quel determinato episodio e non puoi spostarle. Sei molto preparato all'inizio, ma quando arrivi all'ultimo episodio le cose cambiano e devi sbrigarti. L'ultimo episodio di una stagione è sempre fatto di fretta."

Dopodiché l'animatore aggiunge:

"Quando parlo dei lunghi orari di lavoro con i veterani mi dicono: 'Lo so, 10 o 15 anni fa era anche peggio.' Bene, la situazione sta migliorando poco alla volta. Rispetto a 15 anni fa ora abbiamo il kousuku. Il kousoku è un piccolo contratto con il quale ti pagano per qualche mese. E 15 anni fa, non avevi contratti anche per mesi. Venivi pagato per cut, ma ancora oggi funziona così! Se sei un buon intrattenitore e lo studio vuole supportarti, possono proporti un kousoku. [...] E dovrai fare un minimo di cut, dai 30 ai 40 al mese. E così puoi negoziare. Se sei un intrattenitore molto famoso hai un buon stipendio, ma se sei un principiante allora i primi anni sono difficili soprattutto perché non puoi ottenere un kousoku."

Ken ne approfitta anche per spiegare il perché alcune produzioni tendono ad andare in crisi: "I motivi per cui certe cose possono andare male, alle volte, hanno a che fare con la gestione delle scadenze. Altre volte, invece, capita che ci sia molto budget per il primo episodio e tutto il tempo a disposizione viene utilizzato nel primo episodio e, di conseguenza, non c'è più il tempo per fare la puntata successiva... Ecco che lo mandano a produrre in Cina o Corea del Sud per velocizzare le cose. Dipende da tanti fattori, è difficile conoscere tutti i dettagli di ogni produzione. A volte capita che noi animatori abbiamo poco tempo, oppure che il direttore dell'animazione non ha controllato tutti i cut per la stessa mancanza di tempo. Può anche capitare ancora che lo studio principale dia un episodio a un altro studio e che questo lo dia ad un altro ancora e così via."

E voi, invece, cosa ne pensate delle sue parole? Diteci la vostra opinione a riguardo con un commento qua sotto.

FONTE: kudasai
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