L'industria degli anime è in crisi? Gli ultimi dati sembrano dire di no

L'industria degli anime è in crisi? Gli ultimi dati sembrano dire di no
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È da anni che animatori, produttori, registi sottolineano una determinata verità: l'industria degli anime è in calo continuo. Questo calo è dovuto a tanti elementi, i più indicati dei quali sono indubbiamente le condizioni degli animatori e dei prodotti smerciati, così come la pirateria. Il dato del 2019 mostra però un trend in controtendenza.

AnimeNewsNetwork ha presentato i dati raccolti dalla AJA, l'associazione degli animatori giapponesi che, con un report, ha mostrato il vero stato di salute dell'industria anime nel 2019. Esaminando i trend e i grafici, si scopre che l'area ha mostrato una piccola ma importante crescita in Giappone per la prima volta dal 2014.

Mentre la crescita complessiva prosegue grazie al mercato estero dal 2011, in Giappone il settore era in forte flessione. Negli scorsi 5 anni infatti il valore dell'industria dell'animazione era calato ogni anno, passando dai 13.096 miliardi di yen del 2014, picco massimo, agli 11.676 miliardi di yen del 2018. Quest'anno si registrano valori di 11.722 miliardi; un piccolissimo aumento ma che ferma l'apparente decrescita inarrestabile dell'ultimo lustro.

La sezione estera negli ultimi dieci anni ha invece più che quadruplicato il proprio valore, passando dai 2.544 miliardi di yen del 2009 ai 10.092 miliardi di yen del 2019. In generale, specie grazie a questo exploit degli anime nel resto del mondo, il mercato è dal 2009 in progressiva crescita.

Ciò non deve far stare sugli allori l'industria, considerate le condizioni precarie di tanti animatori, ma alcuni trovano in Netflix e altre compagnie la possibilità di far crescere ulteriormente il settore degli anime.

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