Inversione di rotta, produzioni cinesi e outsourcing in Giappone: gli stipendi in Cina

Inversione di rotta, produzioni cinesi e outsourcing in Giappone: gli stipendi in Cina
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L'industria dell'animazione giapponese vive un periodo molto complesso a causa anche della velocità con la quale il settore si sta trasformando. Il mercato streaming, i capitali esteri e il consueto problema dei salari in Giappone sono tutta una serie di fattori che stanno influenzando il mercato piuttosto drasticamente.

Anche per diversi produttori in Giappone, come Taiki Sakurai, Netflix sta contribuendo a cambiare l'industria, complice soprattutto il tentativo da parte del colosso americano di internazionalizzare gli anime. Anche l'afflusso di capitali dalla Cina ha completamento cambiato le carte in tavola al punto tale che la situazione sta iniziando davvero a ribaltarsi.

Il celebre portale nipponico Livedoor News, infatti, ha recentemente indagato la situazione lavorativa delle produzioni cinesi dove, in media, lo stipendio mensile di un animatore a Hangzhou si aggira intorno ai 4000 euro mentre quello di un animatore in Giappone ad appena 1300 euro. Pare inoltre che gli studi di animazione in Cina stiano aprendo delle filiali nel Sol Levante, basti pensare allo studio Colored Pencil Animation Japan che ha lavorato a The King's Avatar, per sfruttare il minore costo del lavoro e il talento degli artisti giapponesi. Una situazione di certo complessa, come denunciato proprio da dipendenti del settore, e che potrebbe portare nel lungo periodo a cambiamenti importanti per tutta l'industria.

E voi, invece, cosa ne pensate di questa lenta inversione di rotta? Fatecelo sapere con un commento qua sotto.

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