Jojo: Vento Aureo, Hirohiko Araki autocensurò la sua storia, le problematiche di Jump

Jojo: Vento Aureo, Hirohiko Araki autocensurò la sua storia, le problematiche di Jump
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Essere il figlio di Dio Brando non è di certo semplice, per vari motivi. Giorno Giovanna però ha fatto suo il potere che aveva ricevuto in eredità e, vivendo lontano dal padre, è stato il pilastro della quinta parte della storia generazionale di Hirohiko Araki, Le Bizzarre Avventure di Jojo: Vento Aureo.

In pochi sanno però che, durante la pubblicazione di Vento Aureo, Hirohiko Araki venne colto da diversi pensieri. In quella fase produttiva, infatti, il mangaka si ritrovò a dover auto censurarsi Jojo: Vento Aureo. Il racconto dell'autore nel trentesimo volume dell'edizione bunkoban di Jojo spiega come andarono le cose.

Dopo aver realizzato già quattro parti, Araki desiderava disegnare una storia molto più cruda e dark. Come sarebbero stati certi personaggi se nati e vissuti in un ambiente diverso, molto più tragico e terribile, dove il più forte divora il più debole? È questo il contesto in cui è nato Vento Aureo, che ha visto una lotta in un'organizzazione criminale italiana, con Giorno Giovanna e Bruno Bucciarati a fare da capo alla frangia dissidente. Però, nelle intenzioni di Araki, c'era la volontà di spiegare molto meglio la malvagità dei nemici e dell'ambiente: occhi cavati, cervelli mangiati, abusi su uomini e donne, violenza molto più presente. Tuttavia, molto spesso l'editor di Weekly Shonen Jump gli chiedeva varie modifiche, anche senza spiegazioni: "aggiusta questa pagina", "cambia questa battuta", "modifica questo disegno", e tante altre cose.

Essendo Weekly Shonen Jump diretto ai ragazzi, Araki notò questo comportamento e quindi capì i limiti e iniziò ad applicare questa auto censura, dove iniziò a riflettere sullo stato dell'arte e di quanto si pieghi al guadagno. C'era un "muro" che limitava la sua espressione, su cui è rimasto a riflettere per tanti anni, esprimendolo anche in parte nel suo manga. Infatti, Giorno e Bruno, una volta arrivati a metà della storia, decidono di ribellarsi all'organizzazione. Pur non facendo una critica a Weekly Shonen Jump e agli editor per la situazione, Hirohiko Araki rifletté e decise di dare questo corso alla storia come per dare un segnale.

Alla fine, i due protagonisti avrebbero potuto vivere più tranquillamente se avessero obbedito agli ordini, invece di cercare di rivoluzionare il sistema rischiando la pelle - o perdendola, in certi casi. Anche anni dopo, quando ha cambiato rivista spostandosi sul magazine seinen Ultra Jump, con un ritmo più rilassato e meno limitazioni, ha continuato a mantenere questo pensiero. Per Hirohiko Araki, Jojo: Vento Aureo rimane una serie più oscura delle altre, e spera che anche i lettori l'abbiano apprezzata allo stesso modo.

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