Ken il Guerriero era ritenuto di poco conto: la genesi dell'anime in Italia

Ken il Guerriero era ritenuto di poco conto: la genesi dell'anime in Italia
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Ci sono molti anime andati in onda in Italia negli anni '70 e '80 diventati storici e che oggi tutti ricordano con affetto. Alcuni erano anche violenti e difficilmente sarebbero stati riproposti qualche decennio dopo allo stesso modo. Tra questi, quello che spicca di più è Ken il Guerriero, adattamento del leggendario manga di Buronson e Hara.

Mai scorderemo la sigla di Ken il Guerriero, mai dimenticheremo l'urlo di battaglia del protagonista Kenshiro quando attuava le sue infinite mosse della scuola di Hokuto, e tutto con doppiaggio italiano. A differenza di prodotti contemporanei, abbiamo ben presenti le voci italiane di Kenshiro e degli altri guerrieri di questi mondo post apocalittico. Sapevate però che all'inizio si pensava che l'anime sarebbe stato un flop in Italia?

In una vecchia intervista, Alessio Cigliano, voce storica di Kenshiro in Italia, ha infatti rivelato alcuni aneddoti sul doppiaggio di Ken il Guerriero. Durante la visione del primo episodio da parte sua e degli altri addetti ai lavori fu pensato subito che sarebbe stato un prodotto senza futuro. Pertanto, lo studio lavorò al risparmio, facendo lavorare i doppiatori anche su più personaggi contemporaneamente. Anche l'adattamento, come visto nel caso dell'iconica frase Omae wa mo Shindeiru, non fu particolarmente accurato in certe situazioni.

Tuttavia dopo qualche anno, lo stesso Cigliano incontrò alcuni fan di Ken il Guerriero e si rese conto della portata e dell'influenza dell'anime, ancora oggi molto amato in Italia.

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