Naruto: tre dettagli sui personaggi difficili da individuare ad una prima visione

Naruto: tre dettagli sui personaggi difficili da individuare ad una prima visione
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Per rendere credibile il suo universo, un'opera stratificata come Naruto ha bisogno di creare un mondo articolato, ordinato su più livelli, in modo da stagliare le dinamiche di potere che lo cadenzano su uno sfondo socio-culturale autentico. Ed è per questo che Kishimoto ha inserito nel manga dei dettagli difficili da individuare a primo impatto.

Seppur il mangaka di Naruto, a differenza delle strategie di foreshadowing esibite in One Piece da Oda, sia contraddistinto da un processo creativo propriamente differente da quello dell'iconico collega - al punto che Kishimoto è solito costruire le sue storie in itinere, senza codificare con largo anticipo gli eventi che strutturano il futuro di una sua opera - è pur vero che l'autore possiede una conoscenza decisamente vasta dei suoi personaggi, e delle dinamiche che sottendono. Per questo motivo, proprio in relazione alle traiettorie narrative dei ninja, il fumettista ha spesso connotato gli shinobi – e le azioni in cui si profondono – di elementi apparentemente ausiliari, ma che se osservati con attenzione, lasciano intendere da un lato degli sviluppi futuri relativi ai loro percorsi, e dall'altro mostrano il grado di precisione chirurgica con cui Kishimoto pensa e costruisce le personalità dei suoi protagonisti, con particolare riferimento alla natura che si nasconde dietro i loro trascorsi passati. E questi indizi che andremo qui ad illustrare anticipano esplicitamente tale andamento narrativo.

Il primo dei tre dettagli di cui vogliamo qui parlare riguarda uno degli eventi colossali della parte iniziale del manga: ovvero l'escalation bellica scatenata da Orochimaru nel Villaggio della Foglia durante l'esame chunin. Proprio nel momento in cui attiva l'Edo Tensei, con cui il mefistofelico ninja riesuma i cadaveri del Primo e del Secondo Hokage, vediamo il villain sacrificare – guarda caso – due shinobi del Suono, per consentire il “risveglio” dei leggendari fratelli Senju. Ora per chi ricorda bene il prosieguo del racconto, è chiaro che tale indizio, in apparenza collaterale o di poco conto, stia qui presagendo alla natura stessa di quei ninja che si faranno carico della missione di trasportare Sasuke lontano dal Villaggio, e che spingeranno i giovani genin della Foglia ad oltrepassare, per la prima volta, i propri limiti fisiologici, pur di preservare l'incolumità del loro compagno. E non è un caso che per noi, ancora ad oggi, il Quartetto del Suono rappresenti una delle più grandi minacce di Naruto.

Il secondo dettaglio preso qui in analisi riguarda, invece, un personaggio completamente opposto ad Orochimaru, sia in termini di abilità combattiva, sia per quel che concerne il sistema di valori che lo caratterizza: stiamo parlando di Rock Lee. L'allievo di Gai Maito, in quanto espressione suprema di quello spirito della giovinezza che rappresenta in Naruto la filosofia-simbolo del ninja, ha sempre posto al centro del suo spettro valoriale (ed identitario) il duro lavoro, la necessità cioè di superare i propri limiti fisiologici attraverso l'allenamento, arrivando infine a scardinare ogni etichetta o stereotipo che la società dei ninja aveva imposto all'iconico membro del Team 9, a causa delle sue evidenti carenze in tutto ciò che non riguardasse il taijutsu. E per segnalare questa continua messa in questione delle sue abilità di ninja, spesso tra i capelli dello shinobi compaiono dei riflessi solari, che disegnano sul suo capo gli ideogrammi relativi alla parola “ninja”. Un dettaglio, questo, così nascosto e impercettibile, che illustra la volontà di Kishimoto di rendere Rock Lee il manifesto dell'ascesa futura degli underdog. In continuità, naturalmente, con il suo amato maestro.

Per quanto riguarda, invece, il terzo ed ultimo dettaglio della lista, la questione su cui ci si vuole qui concentrare allude al cambiamento di segno a cui è andato incontro il manga, una volta entrato nella sua seconda sezione. Shippuden, infatti, inizia con il rapimento di Gaara da parte di Deidara, seguito poi dal tentativo di recupero del Kazekage, che porta i ninja della Foglia – e per estensione, il manga – a prendere definitivamente atto della centralità esercitata dall'Akatsuki nella deriva diabolica a cui sta tendendo sempre più il mondo dei ninja. Tanto che durante lo scontro con Sasori, e in particolare nel momento in cui il ninja-traditore della Sabbia attiva lo Spettacolo dei Cento Congegni, osserviamo tra le marionette uno shinobi contraddistinto dallo sharingan.

Questo elemento, che già di per sé potrebbe presagire all'entità di colui che sconfiggerà in futuro il compagno del marionettista – cioè Sasuke – indica quanto il villain dell'Akatsuki abbia alle spalle una lunga storia di genocidi e prevaricazioni, che lo hanno condotto, data la sua implacabile abilità, a prevalere anche su un membro del clan Uchiha, i cui esponenti sono (o meglio, erano) da sempre considerati come l'élite guerriera di Konoha.

FONTE: cbr

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