Naruto: le tre volte in cui Sasuke sarebbe morto se non avesse ricevuto un aiuto

Naruto: le tre volte in cui Sasuke sarebbe morto se non avesse ricevuto un aiuto
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Per sopravvivere alla fratture di un mondo diabolico come quello di Naruto, spesso i ninja sono costretti a trascendere i propri limiti, pur di rimediare da soli a situazioni apparentemente insolvibili. Capita però che anche i migliori shinobi necessitino di un aiuto per superare ostacoli insormontabili, come accaduto più volte allo stesso Sasuke.

La sublimazione del percorso (o meglio, i percorsi) di vendetta a cui l'Uchiha ha votato la propria esistenza, almeno prima degli eventi di Boruto, ha richiesto allo shinobi dei sacrifici davvero radicali, sia dal punto di vista emotivo, ma soprattutto da una prospettiva puramente fisiologica. D'altronde il cammino di Sasuke verso l'appagamento del suo desiderio vendicativo (e che potrebbe anche iscriverlo tra i personaggi dai trascorsi più oscuri e traumatici di Naruto) si è ramificato all'insegna della solitudine, proprio perché il “sogno” che covava nel suo animo era talmente viscerale e totalizzante, da generare un peso impossibile da condividere con chiunque. Anche con coloro che si definivano “amici” - o forse è meglio dire “seguaci” - e che lo hanno accompagnato, soprattutto in Shippuden, in un viaggio che è apparso, da qualunque prospettiva lo si guardi, assolutamente solitario. Una situazione che gli ha causato gravi problemi, nel momento in cui ha dovuto affrontare avversari disposti a tutto pur di non soccombere ai colpi dell'Uchiha.

Il caso con cui vogliamo iniziare questa particolare ricognizione è abbastanza singolare, e riguarda il nevralgico confronto finale con il fratello. Qui Sasuke, seppur fosse convinto del suo potenziale, non aveva alcuna reale possibilità di pareggiare i ninjutsu di Itachi, anche in faccia ad una condizione di salute sempre più precaria da parte dell'iconico membro dell'Akatsuki. Al punto che per poter trionfare, se il suo interlocutore si fosse davvero impegnato nel combattimento, Sasuke avrebbe necessitato di una complicità esterna, per quanto era considerevole il divario che separava in quel momento i due fratelli. Un aiuto che in questo caso non è arrivato da un fantomatico alleato, ma dal suo stesso “avversario”: il quale è arrivato a sacrificare volontariamente la propria vita pur di liberare Sasuke dai fardelli che lo stavano affliggendo, in quel gesto tanto sacrificale quanto lancinante, che ha contribuito a rendere Itachi il ninja-simbolo di Naruto.

Il secondo incontro nel quale l'Uchiha ha avuto bisogno di un aiuto esterno per poter emergere da una situazione apparentemente insoverchiabile, lo abbiamo visto durante lo scontro con Killer Bee. Il jinchuriki dell'Otto Code, seppur non pareggiando il livello combattivo del fratello, gode di uno strapotere quasi ineguagliabile, soprattutto agli occhi di un ninja così eminentemente “immaturo” come era il caso di Sasuke nel momento in cui ha cercato (invano) di trascendere le mosse dell'avversario. Qui l'ex ninja della Foglia non solo non ha speranze di vittoria, ma ogni suo gesto o azione lo porta quasi a ridicolizzare la sua stessa natura di shinobi, davanti alla naturalezza con cui Killer Bee neutralizza le invettive del nemico. E se non fosse stato per l'intervento salvifico del Team Taka, con molta probabilità il fratello di Itachi non sarebbe sopravvissuto allo scontro con il formidabile jinchuriki.

Il terzo ed ultimo momento in cui Sasuke ha necessitato di essere aiutato per poter respingere il richiamo di una minaccia sì solida, ma neanche così drastica come quelle di cui abbiamo appena parlato, lo possiamo ricondurre all'incontro mortifero contro Danzo. Sappiamo, infatti, quanto il mefistofelico fondatore della sezione Anbu sia prono alle macchinazioni e ai sotterfugi più loschi pur di vedere materializzato il frutto dei suoi diabolici piani: tanto che attraverso l'uso sistematico dell'Izanagi (uno dei genjutsu più potenti visti in Naruto) ha messo in seria difficoltà il suo avversario, incapace spesso di trovare la chiave corretta per neutralizzare gli effetti ipnotizzanti della tecnica. E anche quando era stato in grado di sbrogliare una matassa così complessa, ecco che il sopraggiungimento improvviso di Obito è apparso agli occhi dell'Uchiha quasi come una panacea: perché senza il suo intervento, Sasuke avrebbe rischiato seriamente di rimanere sigillato dal nemico, e di perdere così la vita.

FONTE: gamerant

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