Neon Genesis Evangelion, adesso parla Fabrizio Mazzotta!

Neon Genesis Evangelion, adesso parla Fabrizio Mazzotta!
di

Abbiamo parlato molto, in questi giorni, persino una live con Gualtiero Cannarsi, dei numerosi problemi giunti a gamba tesa sul capolavoro d'animazione, firmato Netflix, di Neon Genesis Evangelion. Tuttavia, chi aveva il diritto e le competenze per parlare è arrivato solo ora, ovvero il direttore del doppiaggio Fabrizio Mazzotta.

Ebbene sì, nell'adattamento Netflix di Neon Genesis Evangelion vi è un nome che, in tutto questo, non aveva ancora detto la sua, Fabrizio Mazzotta. Il direttore di doppiaggio di entrambi gli adattamenti -originale degli anni '90 e quello recente- ha concesso un'intervista a La Stampa in cui ha fornito il suo punto sugli avvenimenti che hanno dato alla luce all'Evangelion di Netflix. Ci teniamo a riassumere l'intervista sottolineando il punto più importante: Sì, Mazzotta prende le distanze dal lavoro svolto da Gualtiero Cannarsi.

Più nello specifico, invece, il direttore racconta un po' come il tutto è iniziato, nonché anche i diversi problemi riscontrati in sala di doppiaggio soprattutto per il cast che ha seriamente minacciato di abbandonare i lavori in corso d'opera. Lui stesso, infatti, è stato il primo ad essere stupito della riscrittura da parte del Cannarsi di tutto il copione, in quanto era un lavoro già, tutto sommato, realizzato da diverso tempo. Lo sappiamo benissimo, e lo sapeva anche Netflix, che si sono ritrovati a dover allungare la tabella di marcia dilatando anche di una settimana i turni di doppiaggio. Ciò che è stato fortemente criticato, tuttavia, è il linguaggio utilizzato, difficile e incomprensibile, spaventando persino il cast che dinnanzi a un testo del genere, impossibile da modificare per vincoli contrattuali, fu particolarmente scettico nel "metterci la faccia".

Ma la frase più importante, e che non possiamo esimerci dal condividere con voi, segue:

"L’adattatore, la sua cifra stilistica, non si possono sovrapporre all’opera. Non si devono riconoscere. L’adattatore deve nascondersi. Deve fare un servizio per lo spettatore. Se capire diventa una cosa complicata, fallisce nel suo compito. Se vuoi la fedeltà assoluta, metti l’originale. E va benissimo."

Conclude, infine, con una frase simbolica, che suggerisce e nega in pompa magna le affermazioni difese da Gualtiero Cannarsi in questi giorni, ovvero:

"Certo che l’opera è importante, ma siccome è così importante devi farla conoscere al pubblico nel migliore dei modi. Tu – doppiatore e adattatore – lavori per il pubblico. Non per te stesso."

Proprio così, il dialoghista è uno scrittore nell'ombra, che non ha diritto di imprimere la propria immagine in un progetto o di giustificarsi, e facendosi riconoscere, affermando il proprio criterio di fedeltà al testo. Perché come dice lo stesso Mazzotta si possono sempre trovare modi alternativi, nonostante il linguaggio aulico, per esprimere un concetto.

FONTE: La Stampa
Quanto è interessante?
12