One Piece: il destino di Kizaru è stato anticipato dalla persona a cui si ispira?

One Piece: il destino di Kizaru è stato anticipato dalla persona a cui si ispira?
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Che Eiichiro Oda si ispiri ai fenomeni della realtà per codificare gli eventi di One Piece o gli scenari in cui prendono piede, non è di certo un segreto: ma è probabile che lo stesso discorso valga anche per quanto concerne i percorsi dei personaggi, tanto che il destino di Kizaru potrebbe esser stato mutuato da quello dell'uomo a cui si ispira.

Come abbiamo visto nell'articolo in cui ripercorriamo a cosa è dovuta la cecità di Fujitora in One Piece, per delineare le caratteristiche degli Ammiragli, soprattutto quelle iconografiche, il mangaka è partito dall'osservazione della realtà, e in particolar modo dalla visione ripetuta delle opere cinematografiche che lo hanno maggiormente stregato nel corso della sua formazione. Da questa prospettiva, infatti, le fisicità di Akainu, Fujitora, Kuzan e Ryokugyu si rifanno rispettivamente ai corpi di icone del cinema nipponico come Bunta Sugawara, Shintaro Katsu, Yusaku Matsuda e Yoshio Harada, mentre Kizaru è ispirato a Kunie Tanada. Laddove però i primi interpreti hanno sempre incarnato dei personaggi sì specifici ma di segno e natura eterogenea, Tanada invece è sempre stato ricollegato nell'immaginario collettivo degli spettatori giapponesi all'immagine del villain, nonostante abbia interpretato un campionario decisamente vasto e poliedrico di ruoli.

In questo senso, la rassomiglianza con l'iconico attore di opere leggendarie come Kwaidan (1964) o The Face of Another (1966) non si ferma al solo livello di iconografia, ma va anche oltre, al punto da suggerire un legame di natura diversa, riconducibile anche alla simbologia culturale dietro all'immagine divistica dell'interprete. Spesso, infatti, i personaggi incarnati da Kunie Tanada, soprattutto quelli dall'animo più umbratile e incostante, sono stati oggetto di traiettorie narrative incerte, che li hanno portati non solo a sposare una conflittualità interiore radicale, ma ad occupare una posizione indecifrabile al termine dei vari racconti, sia dal punto di vista narrativo, che da una prospettiva morale o etica.

Se leghiamo la personalità di Kizaru a quella della sua ispirazione reale, e rileggiamo il suo senso di giustizia alla luce delle considerazioni appena presentate, ecco che la figura dell'Ammiraglio assume delle configurazioni più precise, che ci permettono – magari – di comprendere più a fondo l'identità che lo contraddistingue, e soprattutto il destino verso cui si dirigerà nella storia. In questo senso, proprio nel momento in cui One Piece 1104 ha posto fine a tutte quelle speculazioni su Kizaru che lo vedevano intercedere a favore dei Mugiwara, e tradire di conseguenza i piani di Saturn, abbiamo avuto la certezza non solo del sistema di valori che caratterizza il marine, ma soprattutto delle particolari ideologie che ne governano le azioni. Qui l'assenza di una bussola morale, unita ad un'incostanza caratteriale di fondo, porta l'uomo ad eseguire senza alcun rimorso né tentennamento gli ordini che gli vengono imposti dall'alto, in un'attitudine che getta sempre più incertezza sia sulla sua sfera emozionale, sia sull'epilogo a cui questa istintualità potrebbe condurlo al termine della narrazione, se non addirittura nelle battute finali di Egghead.

L'immagine di uomo corporativista a cui l'Ammiraglio ha votato la propria esistenza lascia perciò cadere nell'oblio dell'incertezza il suo percorso, al punto che questa irresolutezza di cui abbiamo appena parlato acquisisce ancora più vigore se la ricolleghiamo alla natura stessa del suo potere. Il corpo di Kizaru, come è noto, è composto da fotoni: e dal momento che secondo il Principio dell'Incertezza di Heisenberg non è possibile determinare con precisione assoluta la posizione e l'andamento simultaneo delle particelle di luce, ecco che la traiettoria narrativa dell'Ammiraglio assume a riguardo una valenza ancora più simbolica, suggerendoci – chi sa – la fugacità di un destino nato proprio su un'idea di precarietà.