One Piece: tre grandi fallimenti di Zoro che ne hanno modellato l'eroismo

One Piece: tre grandi fallimenti di Zoro che ne hanno modellato l'eroismo
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Per gli eroi degli shōnen il fallimento rappresenta il punto più basso della loro esistenza, e nel contempo la via attraverso cui raggiungere il riscatto. Da questa prospettiva, One Piece non fa di certo eccezione, soprattutto se consideriamo il percorso narrativo di un personaggio come Zoro, che ha fatto del dolore la matrice del suo potere.

Il lungo viaggio di Zoro in One Piece dal dolore verso la gloria immortale ha sempre avuto come tappe essenziali il “fallimento”: percepito sì alla stregua di uno stigma, soprattutto quando ha posto lo spadaccino davanti ad una debolezza intestina in apparenza impossibile da neutralizzare; ma da cui il Mugiwara ha generato i canoni su cui avrebbe fondato da quel momento la propria identità di guerriero e di luogotenente del suo Capitano, per poi arrivare a tramutare le ferite (sia fisiche, che simboliche) nella ricetta stessa della sua ascesa futura. Quasi come se lo spadaccino dovesse prima scendere all'Inferno, per potersi risollevare dal baratro della disperazione in cui i vari fallimenti del suo percorso lo hanno drammaticamente inabissato. Un fenomeno osservabile – guarda caso – già a partire dalle origini della sua traiettoria verso l'eroismo.

Se ci pensiamo, il percorso di Zoro inizia con un fallimento: o meglio, con una serie pressoché infinita di sconfitte e battute d'arresto, che gli avrebbero illustrato tanto le asperità dei suoi percorsi futuri, quanto la necessità di non soccombere ai richiami avvilenti degli insuccessi.

È nei migliaia di combattimenti giovanili con Kuina – confluiti poi in altrettanti fallimenti, ben duemilauno sconfitte – che Zoro apprende il sapore della disfatta: una débacle dolorosa, a cui non riusciva ad opporre alcuna risposta o soluzione che invertisse a suo favore l'inerzia del confronto, ma nella quale rintraccia una valenza incredibilmente simbolica per il suo cammino verso la gloria. E cioè che la ferita, se lasciata sanguinare, può portare ad un oblio da cui è impossibile sfuggire: ma se la si riesce a cicatrizzare, ecco che il fallimento porta con sé un insegnamento che va oltre quello della mera resilienza, e di cui il Mugiwara farà per sempre tesoro. Tanto che anche nel caso in cui Zoro avrà una spada nuova nella saga finale di One Piece, è probabile – se non addirittura sicuro – che il guerriero non sostituirà mai la Wado Ichimonji: in quanto la katana è il simbolo stesso della sua identità di uomo, di pirata e di amico fraterno di Kuina.

Il secondo fallimento, forse il più tragico e radicale esperito dal Mugiwara, lo osserviamo naturalmente nello scontro (a senso unico) con Mihawk. Prima di questo momento, il pirata aveva costruito – e anche raccontato – la propria immagine su un'idea di infallibilità apparente. Eppure nell'istante in cui l'ormai ex Shichibukai lo trafigge con un coltellino, non solo si crea una voragine insormontabile nel suo orgoglio (oltre a quella nell'addome del pirata) ma è da qui che agli occhi di Zoro si dipana un bivio: ovvero cedere inesorabilmente alle crisi del suo animo, oppure individuare nel dolore la via per trascendere tutti i limiti.

E seppur il Mugiwara sia stato solito adottare questa seconda via come segnaletica della propria esistenza, è pur vero che spesso l'arroganza dello spadaccino lo ha frenato nel suo percorso di rivalsa, soprattutto nei primi tempi della narrazione. È dopo aver lacerato in mille pezzi Buggy che il Mugiwara, invaso del proprio strapotere, abbassa per un istante la guardia, fino ad essere brutalmente trafitto da un personaggio che, a ragion di logica, non avrebbe mai potuto pareggiare il suo livello né tanto meno sognare di arrecare un danno così considerevole al Mugiwara. E se, come abbiamo visto nell'articolo in cui ripercorriamo cosa rende Zoro in One Piece la spalla perfetta di Rufy, non dà mai per scontato gli insegnamenti che trae dalla sua vulnerabilità, capita che lo spadaccino vada a volte incontro a fallimenti ridicoli come questo appena citato: che avrebbe potuto evitare con facilità, se avesse messo da parte l'orgoglio.

FONTE: gamerant

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