One Piece: tre personaggi che non hanno mai perso un incontro

One Piece: tre personaggi che non hanno mai perso un incontro
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Ciò che legittima culturalmente i grandi pirati nella storia di One Piece non lo ritroviamo “solo” nel loro grado di potenza: ma anche nell'immagine di invincibilità che li contraddistingue. E ci sono stati personaggi, che malgrado siano stati impegnati in scontri mortiferi, non hanno mai assaggiato il sapore della sconfitta, risultando imbattuti.

In un mondo così precario e diabolico come quello delineato dal manga di Eiichiro Oda, anche i pirati più leggendari del Nuovo Mondo si trovano prima o poi costretti a saggiare gli effetti tragici di una débacle. Gli stessi membri dei Mugiwara, come abbiamo visto nella nostra analisi del rapporto tra Rufy e Zoro in One Piece, possono anelare all'evoluzione, solamente se hanno prima toccato il baratro della disperazione. Per i protagonisti, infatti, l'oblio a cui li confinano i fallimenti appare come una tappa essenziale per il loro cammino verso l'eroismo, quasi non riuscissero a comprendere la vera natura del loro potere o degli obiettivi a cui anelano, se prima non prendono atto delle vulnerabilità che li contraddistinguono. Eppure questo discorso non vale per ogni personaggio; anzi, alcuni fuorilegge hanno fondato la sacralità di cui si innervano proprio a partire da una (lunga) storia di successi, in cui il pensiero della sconfitta non detiene alcun posto. Come reso evidente dai percorsi narrativi dei tre personaggi che andremo qui ad illustrare.

È chiaro – se non addirittura necessario – che ogni ipotetica ricognizione sui personaggi imbattuti nella storia di One Piece debba prendere le mosse da colui, a cui ancora ad oggi, vanno legati i miti della pirateria: ovvero Gol D. Roger. Come abbiamo visto di recente nell'articolo sugli avversari più iconici affrontati da Roger in One Piece, non solo il Re dei Pirati ha dovuto esercitare il proprio dominio nel Nuovo Mondo attraverso una continua neutralizzazione di alcune delle figure più potenti nella storia “mitologica” del manga, ma ha raggiunto quell'obiettivo che per tutti poteva appartenere solamente al reame della fantasia (cioè circumnavigare interamente la Rotta Maggiore) senza subire sconfitte. E anche se nel suo cammino di conquista ha dovuto superare personaggi apparentemente insoverchiabili come Xebec, Sengoku e lo stesso Barbabianca (protagonista di un lungo incontro terminato poi in parità, forse anche a causa delle precarie condizioni di salute del capitano della Oro Jackson) nessuna impresa, agli occhi del Re dei Pirati, è mai apparsa intrinsecamente “impossibile”.

Il secondo personaggio che non ha mai assaporato la polvere è (almeno per adesso) Barbanera. Ma a differenza di Roger, che non si era mai sottratto nella sua vita al richiamo della battaglia, l'Imperatore ha assunto sì una legittimazione collettiva grazie allo strapotere di cui gode, ma ciò che gli ha permesso di trascendere lo stigma della sconfitta è stata anche la sua capacità (se vogliamo così chiamarla) di selezionare con precisione gli incontri a cui prendere parte, proprio per evitare di macchiare il proprio nome con l'onta del fallimento. Tanto che seppur Barbanera rientri tra i personaggi di One Piece che hanno perfezionato sia l'Haki che i poteri del Frutto, è evidente che l'esercizio della sua influenza sul Nuovo Mondo non passi esclusivamente attraverso il “solo” dispiego della forza bruta che lo caratterizza, ma anche mediante delle decisioni di natura più “politica”, come quelle che lo porteranno, con tutta probabilità, a compiere il piano di nazionalizzazione di Hachinosu, senza muovere un dito.

Il terzo ed ultimo personaggio di questa singolare (e storicamente limitata) lista di fuorilegge è una figura anch'essa legata a Teach, avendone rappresentato uno degli avversari storici: stiamo parlando di Shanks. Seppur i due siano stati coinvolti in una delle tre battaglie epiche di One Piece accadute prima delle avventure di Rufy, il risultato dello scontro è, ad oggi, ancora ignoto: per cui Oda non ha mai mostrato, né tanto meno raccontato, una sconfitta dell'enigmatico pirata, anche perché il potenziale dell'Imperatore appare quasi incontrastabile. La sua capacità di estendere il raggio d'azione dell'Haki della Percezione oltre i dieci secondi, unita ad un livello di perfezionamento assoluto delle altre due forme di Ambizione (oltre che all'esperienza) ha gettato sul pirata un alone di sacralità impossibile da decodificare, al punto che il solo pensare alla possibilità che venga sconfitto in un duello nel prossimo futuro del manga, si equipara ad un mero esercizio di fantasia. A meno che non incontri sul suo cammino l'unico pirata, che con i suoi poteri “mitologici”, trascende ogni confine immaginativo: ovvero Rufy.

FONTE: gamerant

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