Panini Comics intervista Marco Castiello

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La casa editrice modenese Panini Comics ha intervistato, qualche giorno fa, un altro talentuoso artista, che ha disegnato l' apprezzato titolo Secret Invasion: Frontline, Marco Castiello. Vediamo le sue risposte alle domande della redazione.

Intervista a Marco Castiello - Il disegnatore dell'apprezzatissimo "Secret Invasion: Frontline" si concede alle nostre domande

Il Mantova Comics e l'incontro con gli editor Marvel ti hanno aperto le porte dell'America. Vorrei che mi parlassi del periodo iniziale di questa collaborazione, della iniziale emozione che ti bloccava nel procedere (ti cito da una precedente intervista) e di come sei riuscito a superarla.

Quando realmente stavo concretizzando la possibilità di lavorare per la Marvel Comics, su un tie-in di punta legato all'evento estivo "Secret Invasion", attraversai una serie di stati d'animo molto differenti tra loro. Mi veniva data una grande possibilità e la paura e la voglia di strafare erano le emozioni che hanno caratterizzato i momenti iniziali di questa collaborazione.
Ai colori di questa miniserie c'era Barbara Ciardo, abbiamo lavorato fianco a fianco sostenendoci e incoraggiandoci a vicenda.Realizzato il primo numero e avuti i primi feedback positivi dagli editors il resto è stato molto più semplice, nonostante i pazzeschi tempi di consegna!

Quando ti è stato proposto il lavoro SECRET INVASION: FRONTLINE, qual è stato il tuo approccio iniziale al progetto? Su quali basi hai pensato di impostare il lavoro?

Credo che gli editors mi abbiano ingaggiato per questo lavoro perchè cercavano un artista che potesse rappresentare con un tratto pressoché realistico la storia scritta da Reed che più volte ha menzionato in svariate interviste, la sua intenzione di voler realizzare una storia che ricordasse le atmosfere del film "Cloverfield" di JJ Abrams. La mia vicinanza stilistica con Leinil Yu, il disegnatore della serie principale,
ha sicuramente dato il suo contributo. Reed voleva rappresentare situazioni e ambientazioni nel modo più realistico possibile e il mio lavoro di documentazione è stato particolarmente impegnativo.


Il tuo sforzo creativo su FRONTLINE è stata una delle cose maggiormente apprezzate dal pubblico di SECRET INVASION. Tuttavia è doverosa una citazione all'impressionante lavoro della colorista Barbara Ciardo. Sei stato tu o la Marvel a suggerirla per questo progetto?

Sono felicissimo che il lavoro sia piaciuto ai lettori. Oltre ad essere un disegnatore Marvel, sono anche un accanito lettore di fumetti e realizzare un lavoro che riscontri un parere favorevole è per me una grande vittoria e vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti i lettori e gli appassionati di fumetto che rendono così gratificante questo lavoro.
Il lavoro di Barbara è stato eccezionale, la fortuna di lavorare con lei è che riesce subito a cogliere il "senso" di una pagina, l'impronta che il disegnatore vuole lasciare. Barbara contemporaneamente lavorava alla serie di She-Hulk e non capisco come abbia mantenuto la sua stabilità mentale ;) Gli editors avevano un precedente lavoro che avevamo realizzato assieme e per loro era quasi scontata la sua presenza, il "duo" funzionava e hanno dato fiducia a entrambi.

Precedentemente hai detto che il sogno della tua vita sarebbe di poter vivere disegnando fumetti. In quest'ottica, il fumetto supereroistico ti appaga pienamente
o senti l'esigenza di sperimentare altro?

Il concetto di fumetto esula dal discorso del "genere". Amo l'arte sequenziale e disegnare supereroi è fantastico, spero però di avere anche la possibilità di raccontare storie con un diverso appeal ed il mercato francese in cui sto mi sto attualmete adoperando me ne sta dando la possibilità.

Brian Reed con la sua sceneggiatura ti ha lasciato sufficiente libertà espressiva?

Brian ha scritto una storia difficile. La trama della serie principale racconta l'invasione del pianeta Terra da parte di una razza aliena, contrastata dal manipolo di supereoi che compongono l'universo Marvel.
La storia che si sviluppa su questa miniserie ci mostra invece la reazione della gente a questo evento. Reed mi ha dato una pressoché totale libertà espressiva, consentendomi addirittura di scegliere, in alcune sequenze, quali supereroi inserire nelle pagine a loro dedicate, non credo capiti a chiunque.

Sappiamo che sei una persona scrupolosa e che proprio questa è la tua croce e delizia. Quand'è che l'esigenza di perfezionismo deve cedere il passo alle scadenze?

Il fumetto made in USA è una vera e propria industria e come tale è subordinata ad un rapporto qualità/tempo ben preciso. Credo che per un editor sia molto più importante che un autore consegni un lavoro in tempo più che un lavoro impeccabile in ogni pagina ma con due settimane di ritardo.
E'difficile gestire questi due fattori per un autore emergente, si tende a dare la priorità alla qualità trascurando la tempistica. Per quanto mi riguarda ho dovuto imparare prestissimo ad "accontentarmi" di una pagina e col tempo  spero di migliorare ulteriormente la gestione del lavoro senza dover necessariamente perdere ore di sonno.

Il personaggio di Ben Urich esce dal tuo FRONTLINE con uno spessore nuovo. Dalle tue tavole sembrava quasi che il giornalista portasse dentro di sé le colpe del mondo, perennemente incupito e pensieroso. Chi è per te questo personaggio e cosa volevi che simboleggiasse all'interno della storia?

Ben Urich è un personaggio eccezionale. La storia lo vede coinvolto in prima linea e anche lui come gli altri protagonisti della vicenda vive l'invasione aliena in modo drammatico.
Ho lavorato su Ben Urich come fosse simbolicamente il "ritratto" delle persone comuni, quelle che incontri al supermercato o quando fai la fila alla posta. Molti sono gli stati d'animo che viviamo attraverso i suoi occhi: la paura e l'impotenza, la speranza, la solidarietà e spero di aver trasmesso queste sensazioni ai lettori.

I lettori sono rimasti colpiti dalla tua capacità di esprimerti al meglio nelle sequenze dinamiche. Ad esempio, proprio le prime battute, dell'Uomo Ragno, sono notevoli. Stavi per caso scaldando i motori per qualche nuovo progetto legato a SPIDER-MAN ANNUAL?

Ovviamente le sequenze dinamiche sono quelle che divertono di più. La pagina dell'Uomo Ragno è stata una bella prova ed è piaciuta molto anche agli editors.
Ho relizzato un altro lavoro per la Marvel, proprio su Spider-Man. Si tratta di un numero speciale che verrà pubblicato l'anno venturo ma non so per certo se si tratta dell'annual, posso anticipare che è una storia tutta azione, Spider-Man contro dei robot giganti!

Quali sono i tuoi Supereroi preferiti, quelli in cui ti identifichi di più?

Amo molto i personaggi che hanno una linea di confine tra bene e male non molto chiara. Sono personaggi su cui si può meglio fare un lavoro di introspezione psicologica. Un esempio perfetto è il Punitore.
Amo moltissimo anche Daredevil e Wolverine e ovviamente Spider-Man!

Quale differenza hai riscontrato maggiormente fra il processo creativo di un fumetto in Italia e quello americano? Per esempio, Tom Brevoort come intermediario fra te e Brian Reed...

In Italia di solito c'è una stretta interazione fra disegnatore e sceneggiatore. Tutto è vissuto in una dimensione più umana. Nel fumetto americano non è necessario che un disegnatore parli mai con lo sceneggiatore, basta avere lo script fra le mani e cominciare a disegnare. Brevoort è un grande professionista e il suo lavoro di intermediazione era molto meccanico: "va bene", "va male", "ottimo, vai avanti", "una nota da Reed, puoi cambiare questa vignetta?"
E' stato strano per i primi tempi ma poi ci fai l'abitudine, diventi un po' "autistico" e cominci a non farti più domande... il tempo stringe!

Il tuo stile naturale di disegno fa fortemente perno sulla china, ma ammorbidita da un tono più leggero, e su un tratto lineare molto pulito. Per la resa su FRONTLINE ti sei basato in maniera prevalente su questo stile, o hai apportato delle innovazioni tecniche di cui ci vuoi parlare?

Si, fondamentalmente in questo lavoro ho preferito fare un lavoro sulla "linea". Di solito amo chiaroscurare personaggi e sfondi con un tratteggio, ma in questo caso ho cercato una soluzione più veloce per evidenti motivi. Il lavoro mi ha comunque soddisfatto ma sullo speciale di Spider-Man sono ritornato al tratteggio e il risultato mi soddisfa maggiormente.

Te la senti di anticiparci i tuoi progetti futuri?

Attualmente sono al lavoro su un volume intitolato "Puzzle" per una casa editrice belga, la Horizon/Joker. E' un esperienza totalmente nuova e per certi versi molto differente da quella per il mercato americano. Ho inoltre lavorato ad un motion comics per la Sony legato al videogioco di Uncharted 2, il titolo è Uncharted: Eye of Indra. Spero di portare avanti la mia collaborazione per la Casa delle Idee e se ci saranno novità sarete i primi a saperlo!

Parliamo di Top Cow. Vuoi descriverci la tua esperienza con la storia breve "Augury" apparsa su Witchblade n.125? Hai registrato qualche differenza fra l'ambiente della Casa delle Idee e quello Top?

Per la Top Cow ho realizzato assieme a Barbara Ciardo una backup story, con i testi di Rob Levin. Si tratta di un racconto breve apparso sul numero 125 della serie regolare.
E' stata una grandissima soddisfazione lavorare con loro, Witchblade è un fumetto che ormai è nella storia dell'editoria a fumetti americana. Il modus operandi è pressocchè lo stesso rispetto alla Marvel, anche se in questo caso la maggior parte degli scambi di mail li ho avuti con lo scrittore e non con l'editor e ho notato anche qui una grandissima professionalità e rispetto dell'autore.

Chiudiamo con una domanda di rito: quali sono le tue considerazioni sul destino del Fumetto in un mondo in cui la concorrenza degli altri mezzi di Entertainment si fa sempre più spietata? In questo contesto, come può collocarsi l'acquisizione di Marvel da parte della Disney?

La concorrenza degli altri mezzi di entertainment c'è sempre stata e sempre ci sarà. Il linguaggio del fumetto può contare su fattori che non tutti i media hanno: la partecipazione diretta del lettore. Il fumetto richiede al fruitore di partecipare attivamente, di contribuire con la sua immaginazione a riempire gli spazi bianchi che ci sono fra le vignette. Non amo molto paragonare mezzi così differenti tra loro, sono strumenti diversi che si adoperano per raccontare storie, belle o brutte che siano.
L'aquisizione della Marvel dal gruppo Disney inizialmente mi ha spiazzato, non riuscivo a immaginare le conseguenze di questo vero e proprio evento. La Dc Comics è da molti anni ormai di proprietà della Warner Bros e l'editrice ha sempre contato su una sua indipendenza da un punto di vista editoriale.
La Marvel Comics avrà di sicuro degli enormi vantaggi, così come la Disney, non sono un esperto di marketing aziendale, ma se i due colossi hanno deciso di lavorare insieme potrebbero aprirsi molte porte per nuovi ed importanti progetti.

Grazie infinite per la tua disponibilità e un in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri, Marco.

Grazie a tutti, spero di continuare in questo mio cammino con il vostro supporto.

 

Panini Comics intervista Marco Castiello