Perché il Coronavirus sta mettendo alle strette l'industria dell'animazione?

Perché il Coronavirus sta mettendo alle strette l'industria dell'animazione?
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La diffusione del Coronavirus ha generato molta confusione all'interno della stabilità produttiva di numerosi settori, creando ritardi e diatribe che hanno influenzato l'intero andamento dell'industria. L'animazione, ovviamente, non è stata esente da questo caos generale, ma quali sono i reali motivi dietro queste problematiche?

A causa del Coronavirus molti eventi sono stati cancellati, come l'Anime Japan 2020 o l'Anime Festival australiano, spezzando un equilibrio da lungo presente nel panorama dell'animazione nipponica. In particolare, a causa della diffusione del virus, il governo giapponese ha interrotto i voli nonché i visti da Cina e Corea per tentare di controllare il più possibile il Covid-19. Tale scelta, ovviamente, non poteva che indispettire le due nazioni che, di tutto rispetto, hanno iniziato a cancellare di conseguenza i visti dal Giappone.

L'animazione nipponica, a causa della necessità di manodopera continua, subappalta parte del lavoro a studi di terze parti, la maggioranza con sede in Corea e Cina. Tuttavia, l'assenza di strumenti all'avanguardia costringe parte del personale di uno studio a prendere un volo per recarsi in seguito in uno dei Paesi in questione per ritirare il materiale una volta completato. Vi basti pensare, infatti, che al giorno d'oggi gli studi di animazione non possono fare a meno di strumenti oggi considerati obsoleti come i FAX. E proprio per l'interruzione di questi voli tra le nazioni è impossibile consegnare o ricevere il materiale creando ritardi irreparabili che hanno ovviamente costretto le produzioni a ritardare la messa in onda di una determinata serie televisiva.

E voi, invece, cosa ne pensate di questa spiacevole situazione? Fatecelo sapere con un commento qua sotto.

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