Perché il finale di Attack on Titan è così controverso? Il più grande rimpianto di Isayama

Perché il finale di Attack on Titan è così controverso? Il più grande rimpianto di Isayama
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Diventata una delle opere più seguite a livello mondiale, con oltre 140 milioni di copie distribuite, Attack on Titan di Hajime Isayama è stato un vero e proprio fenomeno durato circa un decennio. Grazie alla trasposizione animata di Wit e MAPPA la storia di Eren ha raggiunto un successo straordinario, venendo però ampiamente critica per il finale.

Sono numerose le ragioni dietro il malcontento causato dal capitolo 139 del manga (qui il riassunto del capitolo finale di Attack on Titan), pubblicato nell’aprile 2021, che lo stesso Isayama cercò di rendere più corposo pubblicando successivamente delle tavole aggiuntive per donare una maggiore completezza a quel finale che sembrava sbrigativo sotto diversi punti di vista. L’autore in primis non era rimasto soddisfatto della conclusione, che ha dovuto condensare in un numero di pagine minori per sottostare allo spazio disponibile su rivista.

Dal punto di vista narrativo, ciò che non ha principalmente convinto i lettori è stata l’insoddisfacente conclusione della guerra, con la decapitazione di Eren Jaeger da parte di Mikasa. Tutti i sacrifici fatti dal protagonista, tra cui anche diventare malvagio per scatenare il Rumbling col quale devastare Marley con l’obiettivo di garantire libertà ai figli di Ymir, solo per ottenere una pace mondiale si sono rivelati vani. I conflitti continueranno a segnare l’umanità per sempre, almeno questo si evince nelle ultime tavole del manga.

Isayama ha parlato del finale di Attack on Titan all'Anime NYC e ha confermato di aver rimpianto di non aver donato ad Eren un arco di sviluppo e crescita da eroe. La pressione di portare a termine la serie in modo da soddisfare i fan ha finito per stravolgere l’idea iniziale dell’autore. Isayama voleva mostrare come Eren, nonostante tutto, fosse ancora una persona buona. Questo si percepisce nella conversazione tra Armin ed Eren prima del finale, considerato uno dei momenti più controversi dell’intera opera per via dell’atteggiamento di Armin, il quale sembra quasi ringraziare l’amico di aver organizzato un vero e proprio genocidio.

In sostanza, Eren non avrebbe dovuto superare il punto di non ritorno compiendo azioni a dir poco orribili, pur se per il bene del suo popolo e di Paradis. Arrivato a scatenare il Rumbling si è definitivamente trasformato nella più grande minaccia dell’umanità, precludendosi qualsiasi percorso di redenzione. In conclusione, vi lasciamo al confronto tra manga e anime di Attack on Titan,

FONTE: CBR

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