Planeta DeAgostini: uscite di maggio 2009 e dettagli dei titoli

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INFORMAZIONI SCHEDA

Di seguito l' elenco delle uscite di maggio 2009 della casa editrice Planeta DeAgostini via Alastor, e direttamante dal sito ufficiale i dettagli delle uscite.

Titoli disponibili a partire da sabato 2 maggio 2009

DC Comics    
Batman n.22
16,8x25,7, S, 48 pp, col.     € 2,95

Batman: La Leggenda n.37
16,8x25,7, C, 192 pp, col.     € 9,80

JLA Classified n.8
16,8x25,7, B, 160 pp, col.     € 11,95

Giovani Titani n.3
16,8x25,7, S, 48 pp, col.     € 2,95

Salvation Run n.3 (di 3)
16,8x25,7, B, 96 pp, col.     € 8,95

Countdown Presenta n.4 (di 6)
16,8x25,7, B, 160 pp, col.     € 13,95


Manga/manhwa    
Bobobo-bo Bo-bobo n.16
11,7x17,2, B, 192 pp, b/n     € 5,50

Tutor Hitman Reborn! n.16
11,7x17,2, B, 200 pp, b/n     € 5,50

Nôgami Neuro, Investigatore Demoniaco n.15
11,7x17,2, B, 192 pp, b/n     € 5,50

Karin n.10
18x23, B, 164 pp, b/n     € 5,50


Titoli disponibili a partire da venerdì 8 maggio 2009

DC Comics    
Batman: The Killing Joke - Edizione Assoluta
21,2x32, C, 64 pp, col.     € 9,95

Batman: La Leggenda n.38
16,8x25,7, C, 192 pp, col.     € 9,80

Robin n.3
16,8x25,7, S, 48 pp, col.     € 2,95

Superman n.24
16,8x25,7, S, 48 pp, col.     € 2,95

Superman/Batman n.20
16,8x25,7, S, 24 pp, col.     € 1,95

Countdown a Crisi Finale n.9 (di 12)
16,8x25,7, B, 128 pp, col.     € 7,95

Prologo a Crisi Finale: Lanterne Alpha
16,8x25,7, S, 48 pp, col.     € 3,95

World Comics    
Porquiño n.2
22x29,5, C, 48 pp, col.     € 9,95

Manga/manhwa    
Arrivare a Te n.6
11,2x17,8, B, 192 pp, b/n     € 4,95

Gintama n.10
11,2x17,8, B, 192 pp, b/n     € 5,50


Titoli disponibili a partire da venerdì 15 maggio 2009

DC Comics    
Batman: La Leggenda n.39
16,8x25,7, C, 192 pp, col.     € 9,80

Superman: Red Son
16,8x25,7, B, 160 pp, col.     € 15,95

Titani: Raven
16,8x25,7, B, 128 pp, col.     € 10,95

Countdown Presenta n.5 (di 6)
16,8x25,7, B, 192 pp, col.     € 13,95

Vertigo    
Hellblazer di Brian Azzarello n.1 (di 2)
16,8x25,7, B, 304 pp, col.     € 20,00

World Comics    
I Mondi di Aldebaran n.2: Betelgeuse
17,1x24, C, 240 pp, col.     € 20,00

Ci Mancava Solo Questo!
C, 80 pp, col.     € 10,95

Il Viaggio di Darwin n.1
22x29,5, C, 48 pp, col.     € 9,95

Warhammer 40,000: Sangue e Tuoni
17x24, C, 128 pp, col.     € 11,95

Manga/manhwa    
Come Uccidere il Drago n.2
12,8x18, B, 200 pp, b/n     € 6,50


Titoli disponibili a partire da venerdì 22 maggio 2009

DC Comics    
Batman: Giustizia Cieca
16,8x25,7, C, 160 pp, col.     € 15,95

Joker
16,8x25,7, C, 128 pp, col.     € 13,95

Batman: La Leggenda n.40
16,8x25,7, C, 192 pp, col.     € 9,80

Crisi Sulle Terre Multiple n.3 (di 4)
16,8x25,7, B, 192 pp, col.     € 14,95

La Morte dei Nuovi Dei
16,8x25,7, B, 256 pp, col.     € 16,95

Booster Gold n.3
16,8x25,7, S, 72 pp, col.     € 4,95

Countdown a Crisi Finale n.10 (di 12)
16,8x25,7, B, 128 pp, col.     € 7,95

World Comics    
Le Avventure di Spirou e Fantasio n.2
22x29,5, C, 56 pp, col.     € 9,95

Batteri n.1
17,1x24, C, 112 pp     € 12,95


Titoli disponibili a partire da venerdì 29 maggio 2009

DC Comics    
Batman: La Leggenda n.41
16,8x25,7, C, 192 pp, col.     € 9,80

Robin: Anno Uno
16,8x25,7, B, 200 pp, col.     € 15,95

52: La Bibbia del Crimine
16,8x25,7, B, 128 pp, col.     € 10,95

Countdown Presenta n.6 (di 6)
16,8x25,7, B, 144 pp, col.     € 12,95

Vertigo    
Fables n.11
16,8x25,7, B, 192 pp, col.     € 14,95

World Comics    
Comanche n.2
23x31,1, C, 264 pp, col.     € 25,00

Black Kaiser
17,1x24, C, 96 pp, b/n     € 8,95

Classici Mad n.2 (di 2)
14,8x21, B, 376 pp, col.     € 19,95

Manga/manhwa    
La Bicicletta Rossa n.2
C, 192 pp, b/n     € 14,95



DETTAGLI USCITE PLANETA DEAGOSTINI

Dal sito ufficiale sono presenti alcuni articoli dettagliate riguardo i nuovi titoli in uscita questo mese:


La creatura dell'Armageddon

Kraang... Kraang... Kraang... Kroom!

Chi mai avrebbe potuto sospettare che con queste inquietanti onomatopee sarebbe iniziato uno degli eventi destinati a cambiare per sempre il mondo dei comics? Rappresentavano il suono di un pugno che colpiva contro una grossa parete di metallo, sepolta in profondità sottoterra. Una prigione da cui, apparentemente, nessuno avrebbe potuto evadere. Eccetto lo speciale recluso qui confinato, che continuava a farsi strada con il suo devastante pugno sinistro e il braccio destro incatenato alla schiena.

Sopra la volta che sovrastava il silenzioso prigioniero, un bosco dove gli animali e l'ululare del vento fra gli alberi erano gli unici rumori udibili. Fino a quando il prigioniero sotterraneo cominciò il suo incessante martellare. Se qualcuno fosse passato da quelle parti, molto probabilmente avrebbe sentito sotto i suoi piedi queste vibrazioni sorde, sempre più potenti, sempre più vicine, a mano a mano che il prigioniero avanzava attraverso strati di metallo e roccia, verso la libertà. Anche i sismografi registrarono le scosse causate da quei colpi.

Il sole del mattino bagnò con i suoi caldi raggi il prigioniero, ora completamente libero. La prima cosa che colpiva di questa nuova creatura era la sua incredibile grandezza. Indossava un'enorme tuta verde da palombaro che gli copriva anche il capo. I suoi occhi si celavano dietro due lenti color rosso, come un piccolo binocolo, che facevano parte di quello strano costume. La cosa ancor più inquietante era che la creatura fosse tutta ricoperta di legature metalliche parzialmente rotte, che avevano immobilizzato il suo corpo e che ora lasciavano libero solo il suo braccio sinistro, con il quale si era scavato la via d'uscita. Il tessuto del suo guanto era lacerato in corrispondenza delle nocche a causa dei colpi inferti. Dai buchi del guanto spuntavano delle protuberanze affilate che, con tutta probabilità, erano le sue ossa.

Per la prima volta, in migliaia di anni, il gigante poteva vedere la luce del sole. Un fiducioso uccellino, senza timore di questa creatura mai vista in precedenza, si posò sul suo palmo aperto. Velocemente, la creatura serrò la sua mano prima che l'uccellino potesse reagire. Schiacciò il piccolo volatile con la consapevolezza e il piacere estremo di aver ucciso un essere vivente. La creatura lanciò una risata piena di soddisfazione che rimbombò nel bosco come un colpo di pistola, annunciando la sua venuta.

Ormai era libero.
Ormai era qui.
Il Giorno del Giudizio era imminente.

Questo è ciò che succedeva nelle prime pagine di La morte di Superman, lo story arc in cui esordiva Doomsday, una creatura implacabile di origini sconosciute; un mostro mosso da una furia cieca, destinato a riuscire laddove tutti gli altri criminali dell'Universo DC avevano fallito: uccidere Superman.

Sulla copertina del numero 75 di Superman campeggiava il mantello dell'Uomo d'Acciaio fatto a brandelli che sventolava come un oscuro presagio. Su quell'albo veniva narrato il finale di una battaglia sviluppatasi tra il 1992 e il 1993 sulle collane dell'Uomo d'Acciaio (Superman, Action Comics, The Adventures of Superman e Superman the Man of Steel) e il numero 69 di Justice League of America. La saga è stata interamente raccolta nel volume La morte di Superman della Planeta DeAgostini, l'edizione più completa mai pubblicata di questa storia che comprende anche materiale finora inedito nella nostra penisola.

Tutti conoscono la vicenda del mostro Doomsday (così battezzato involontariamente da Booster Gold), responsabile della decimazione della Lega della Giustizia e della morte dell'Ultimo Figlio di Krypton. Il nemico riuscì ad avere la meglio dei nostri supereroi senza ricorrere a particolari superpoteri, senza la capacità di volare, senza servirsi d'incantesimi, senza usare la temuta kryptonite. Ricorse alla sola forza bruta. Anche la bestia cadde, ma nessuno sapeva ancora che quell'essere andava oltre il concetto stesso di morte e che, per lui, perdere la vita in combattimento rappresentava solo un ulteriore passo nella sua evoluzione. Il nuovo Doomsday, infatti, era, paradossalmente, ancor più forte della sua precedente versione.

Una delle storie raccolte nel volume che ora tenete fra le mani svela il mistero riguardo le origini di Doomsday. Prima del secondo scontro tra Superman e il suo assassino, sapevamo solo che questa orrenda creatura si stava dirigendo verso est, in direzione di Metropolis, sbaragliando ogni ostacolo che trovasse sul suo cammino. Il telepate extraterrestre Dubbilex aveva provato ad analizzare la sua mente, non trovando però alcun indizio utile per sconfiggerlo: nei pensieri di Doomsday c'era solo una furia selvaggia, la peggiore che Dubbilex avesse mai conosciuto. Durante Il regno dei Superman, la saga successiva a La morte di Superman, Doomsday venne incatenato da Superman Cyborg a un asteroide e lanciato nello spazio. Lì, nel vuoto, la bestia tornò di nuovo in vita, all'insaputa di tutti. Per un certo periodo, quindi, le uniche due cose che si sapevano di questo mostro erano che era forte al punto da aver ucciso Superman e che poteva resuscitare.

In Superman/Doomsday: Cacciatore & Preda, venne finalmente raccontata la storia di questa incontenibile forza della natura (anche se, per essere precisi, Doomsday non era il prodotto della natura, ma della fredda scienza).

In quella miniserie, lo stesso team creativo che concepì e disegnò la creatura (Dan Jurgens e Brett Breeding) ci rivelò la storia delle origini di Doomsday, frutto di un esperimento genetico tentato con il preciso scopo di ottenere la perfezione evolutiva. Ironia della sorte, quell'esperimento era stato effettuato proprio su Krypton, lo stesso pianeta da cui proveniva Superman (da qui lo strano magnetismo che la creatura avverte nei confronti dell'Uomo d'Acciaio), ma nella sua cosiddetta Terza Era, ovvero 250.000 anni fa, un'epoca nella quale le condizioni meteorologiche, atmosferiche e la fauna del pianeta lo avevano reso uno dei luoghi più inospitali dell'universo. Dopo migliaia e migliaia di clonazioni e dopo vari decenni di duro lavoro, nacque l'essere che tutti conosciamo come Doomsday e che fu chiamato dal suo creatore "Il Definitivo". Ovviamente, una forza simile non poteva rimanere rinchiusa per troppo tempo e, alla fine, il mostro scappò. Prima venne sconfitto sul pianeta Calaton e, in seguito, giunse sulla Terra, dove rimase intrappolato. Il resto, come si suol dire, è storia.

Ma dopo l'uccisione di Superman e dopo gli avvenimenti di Cacciatore & Preda, il destino della creatura dell'Armageddon aveva in serbo molte altre sorprese. Per un breve periodo di tempo, la preziosa mente di Brainiac si fuse in un'unione simbiotica con l'indistruttibile corpo di Doomsday, dando luogo alla storia La guerra di Doomsday. Poi non si seppe più niente del mostro, che rimase intrappolato sulla Luna in uno stato di teletrasporto perenne, fino a quando il Presidente Luthor attivò il "Protocollo Doomsday" per far fronte alla minaccia dell'essere galattico noto come Imperiex, intenzionato a distruggere la Terra (I nostri mondi in guerra). Quella fu la prima occasione in cui Superman e il suo assassino lottarono dalla stessa parte della barricata. L'intervento di Doomsday fu di incredibile aiuto, ma non bastò a ostacolare Imperiex, dal quale venne disintegrato senza alcuna difficoltà.

In Cacciatore & Preda, appare evidente l'incredibile capacità evolutiva sviluppata da "Il Definitivo". Quando Luthor riporta in vita Doomsday in Superman #175, la creatura appare già in possesso di due requisiti fino a quel momento a lui sconosciuti: l'intelligenza e la coscienza. Questa conquista avrebbe coinciso anche con la sua rovina: nella saga di Gog, il nuovo e intelligente Doomsday aiuta l'Uomo d'Acciaio a sconfiggere il suo nemico... ma finisce per perdere la sua intelligenza recentemente acquisita e ritorna al suo stadio originale. Doom-sday è rimasto nascosto in un luogo sconosciuto per poi ricomparire brevemente su Crisi Infinita, durante la battaglia di Metropolis, nella quale il nostro Superman e il Superman di Terra-2 gli hanno dato filo da torcere. Doomsday ritornerà anche nella saga Nuovo Krypton, che vedrete prossimamente sulle pagine di Superman, per affrontare i superstiti di Kandor... la battaglia si concluderà in modo tanto rapido quanto sorprendente.

Un nemico così potente e duttile come Doomsday non poteva non apparire anche in altri media. La bestia ha avuto un ruolo nella serie animata Justice League e, ovviamente, in The Death of Superman, un libero adattamento della celebre saga degli anni Novanta (nel cartone animato, Doomsday viene ritratto come un soldato perfetto, prodotto della bioingegneria).

Nell'ultima stagione della serie televisiva Smallville, è stata introdotta una particolare versione di Doomsday che ha sorpreso positivamente gli spettatori. Nella serie, la creatura appare sotto le spoglie di un paramedico di Metropolis chiamato Davis Bloome. Bloome è vittima di misteriosi svenimenti durante i quali commette atroci crimini di cui però, al suo risveglio, non ricorda nulla. Davis, in realtà, è stato creato dal Generale Zod e da sua moglie, Feora, nel tentativo di dare vita a un essere in grado di evolversi fino a diventare il distruttore definitivo della Terra. L'esordio di Davis su Smallville nei panni di Doomsday ha seminato distruzione ovunque e la sua battaglia contro Clark si è risolta a suo favore. La trama della serie sembrerebbe suggerire un secondo e definitivo confronto fra i due.

Una cosa è certa: dopo quanto successo in Nuovo Krypton, sarà solo questione di tempo perché Doomsday torni a farsi vedere. Ormai siamo abituati a vedere questo mostro morire e poi ritornare in scena al momento opportuno. Non a caso, Doomsday si è guadagnato un posto nell'Olimpo dei supercriminali, essendo stato l'unico ad aver avuto l'"onore" di aver ucciso Superman.
Almeno, finora.




Mark Waid, celebre sceneggiatore della DC, scrive l'introduzione di All-Star Superman, nella quale racconta i pregi di quest'opera che Planeta DeAgostini Comics pubblica a maggio in un unico volume. Qui sotto potrete leggere le parole di Waid e anche vedere la copertina e le prime pagine del fumetto.


"E a Clark Kent... dedico il titolo del secolo."

Questa è probabilmente la frase più elettrizzante che ho letto in una storia di Superman, e le ho lette tutte.
E... e... giunge appena dieci pagine dopo la frase più perfetta. Non riesco proprio a decidere quale io ami di più. Parliamone.

Il secondo arco di storie di All Star Superman completa la celebrazione da parte di Grant Morrison e Frank Quitely dell'eroe più amato nella storia dei fumetti e, come vedrete fra breve, finisce tanto abilmente e poeticamente com'era iniziata. In queste pagine vedremo infine la conclusione della più grande avventura di Superman, la sua più grande sfida e il trionfo più grandioso.

Superman sta morendo. Avvelenato con le radiazioni solari dalla sua nemesi, Lex Luthor, l'Uomo del Domani deve finalmente affrontare la sua mortalità e sfidare l'orologio per comprimere una vita di super-risultati nel poco tempo che gli rimane: le dodici fatiche di Superman, come predettogli dal viaggiatore del tempo Sansone nel capitolo tre. Alcune di queste fatiche (rispondere alla domanda senza risposta, incatenare il Cronovoro, scoprire la formula del Super-Elisir) le ha già svolte nei capitoli precedenti. Le altre imprese eroiche le affronterà con lo stesso coraggio e la stessa forza che ci si aspetterebbe da Kal-El di Krypton. Ma lungo la strada, come devono fare tutti gli uomini, si prenderà il tempo di redigere un testamento, le sue ultime volontà. Il fatto che lasci qualcosa di fondamentale a Lois è commovente, ma assolutamente prevedibile; il fatto che concluda rivelando la sua identità segreta, come un dono, un modo per lasciar scorrere correttamente il continuum spazio-temporale (come dettato dal giornale del futuro nel capitolo tre) è un'idea che crepita sulle pagine. È un evento incredibile, e come ho già detto, arriva appena dieci pagine dopo la frase perfetta: il grande segreto di Superman.

È un dibattito senza fine fra gli amanti di Superman, quando vedono messa in discussione l'unicità del personaggio. Ci sono alcuni che affermano a gran voce che super-cani e super-fidanzate e super-sopravvissuti in miniatura di una città in bottiglia sminuiscono la purezza di Superman come Ultimo Figlio di Krypton. Morrison e Quitely affrontano questo argomento a testa alta, usando il motivo ricorrente del super-doppelgänger in All Star Superman in modo da sottolineare, attraverso il contrasto, esattamente quello che rende Superman unico. Non sono i suoi poteri, non è il costume e nemmeno la sua provenienza. Quello che lo rende unico è il fatto che, a differenza della miriade di sue controparti, lui ha più fiducia in noi di quanta ne non abbiamo noi stessi, e All Star Superman è la storia di come, quasi in modo sovrannaturale, questa fiducia elevi e redima il genere umano. Tutti coloro che Superman incontra, da Zibarro a Bar-El e da Lilo a Leo Quintum, ricevono un poco dei valori di Superman solo grazie al loro contatto con lui. Leggete con attenzione il capitolo dodici. Osservate come gli uomini e le donne nel mondo di Superman, da Perry White a Jimmy Olsen al malvagio Steve Lombard, sono stati chiaramente fortificati dal suo coraggio e dal suo rispetto per la verità e per la vita. E, dettaglio fondamentale, notate come Superman ottiene la sua vittoria definitiva: non ruotando il suo pugno invulnerabile, ma con il dono della comprensione. In ogni combattimento, Superman colpisce quando deve e lotta quando non può farne a meno; ma alla fine, consegue le sue migliori e più importanti vittorie quando riesce a far vedere al nemico il suo mondo, il nostro mondo, attraverso i suoi occhi.

All Star Superman è pieno di dettagli deliziosi. Il modo in cui la sedia kandoriana di Quintum è malformata a causa del suo peso nel capitolo dieci. Il modo in cui il costume di Zibarro nel capitolo sette assomiglia del tutto a quello, modificato, di Clark Kent. Gli sguardi di Bar-El, che sono gli stessi del guardiano della Zona Fantasma, nel capitolo undici. Il modo in cui l'ultimissima pagina illumina un commento ingarbugliato dello Superman Ignoto nel capitolo due. Ma nel momento supremo ha luogo il dialogo supremo. Si tratta del capitolo dieci, quando Superman, senza esitare un attimo, si prende il tempo di abbracciare e confortare una ragazzina suicida. Quanto le dice: "Sei molto più forte di quanto tu non creda", la storia si illumina delle parole più delicate mai lette in un episodio di Superman. E sono perfette perché rivelano, in una sola frase, il segreto fondamentale di Superman e il motivo per cui è tanto amato:
Gli dei conquistano il loro potere incoraggiandoci ad amarli.
Superman conquista il suo potere credendo in noi.


Crisi Finale è appena iniziata e già con un solo episodio ci rendiamo conto di avere tra le mani qualcosa di unico, una saga che poteva essere partorita solo dalla fertile immaginazione di Grant Morrison. Insieme a J.G. Jones, Carlos Pacheco e altri autori, questo scrittore scozzese narrerà nei prossimi mesi una guerra che obbligherà gli eroi della Terra ad arrendersi o a resistere con più forza di quanto non abbiano mai fatto prima. In queste righe esamineremo l'ampio cast dei personaggi e le diverse vicende che la storia presenta, in modo che nessuno si possa perdere un solo dettaglio di quello che serve per gustarsi Crisi Finale.

La storia inizia con il primo essere umano dell'Universo DC. Si tratta di Anthro, creato da Howard Post su Showcase #74 (1968). Questo cromagnon e la sua famiglia di neanderthaliani vissero in un'epoca in cui l'umanità scoprì, tra le altre cose, il fuoco. Oppure, forse, qualcuno glielo ha donato? Così entra in scena Metron, il primo personaggio del Quarto Mondo di Jack Kirby che appare nella serie. Ricoprendo in un certo senso il ruolo di Prometeo nella mitologia classica, si presenta davanti Anthro seduto sulla famosa Sedia di Mobius e circondato dall'alone di mistero che solitamente lo accompagna. Metron ebbe un ruolo neutrale nell'eterna guerra tra Apokolips e Nuova Genesi, fino a che tutto cessò di esistere nella recente miniserie La morte dei Nuovi Dei di Jim Starlin. Morrison sembra che abbia una certa predilezione per lui, come ha dimostrato sulla sua gestione di JLA, affermando inoltre in un'intervista di averlo invocato con la "magia del caos" di cui è praticante.

Un altro personaggio che affonda le sue radici nella preistoria dell'umanità è Vandal Savage, il criminale immortale che, grazie ai poteri donategli da un misterioso meteorite, continua a vivere fino ai nostri giorni. Creato da Alfred Bester e Martin Nodell su Green Lantern #10 (1943), è stato visto l'ultima volta su Salvation Run, dove si spartì il pianeta con altri membri della Società Segreta dei Super-Criminali alla quale ora appartiene.

La scena seguente ci riporta al presente e ha per protagonisti tre personaggi che come Metron sono stati creati dal grande Jack Kirby, la cui saga dei Nuovi Dei si potrà leggere prossimamente su Classici DC: Il Quarto Mondo di Jack Kirby. Il primo di loro è Dan Turpin, che J.G. Jones disegna in uno stile che ricorda contemporaneamente Kirby e Frank Miller. Questo vecchio membro dei Boy Commando e agente della Unità Crimini Speciali di Metropolis, fu uno dei comprimari abituali della serie mensile di Superboy/Kon-El. Attualmente in pensione, è tornato da poco in azione per investigare sul sequestro di alcuni ragaz-zi, durante il quale si imbatte in Orion, figlio di Darkseid e più grande guerriero di Nuova Genesi, il suo pianeta adottivo. Alla fine di Countdown a Crisi Finale la profezia che Orion avrebbe ucciso il suo malvagio padre si è avverata. L'eroe uscì tremendamente provato da quella battaglia, ma non in modo così grave come lo ritroviamo adesso. Le sue condizioni sono così critiche che appare il Nero Corridore, un'altra creatura di Kirby. Si tratta della personificazione della morte per i Nuovi Dei e il suo arrivo coincide con un dettaglio di straordinaria importanza. Se noi fissiamo la scena, il cielo si è tinto di rosso, nello stesso modo in cui accadde su Crisi sulle Terre Infinite e su Crisi Infinita. Nelle dichiarazioni dello stesso Morrison, lo scrittore afferma che durante la saga spiegherà cosa provoca questo straordinario fenomeno.

L'indagine sulla morte di Orion comincia nelle pagine che seguono, nelle quali compaiono Hal Jordan e John Stewart, le due Lanterne Verdi assegnate alla Terra. Gli eroi appartengono a un'organizzazione intergalattica chiamata Corpo delle Lanterne Verdi, create dai Guardiani dell'Universo per mantenere l'ordine e fare ammenda dei peccati commessi da Krona, uno di loro, responsabile della creazione dell'universo di anti-materia e del multiverso originale. Jordan fu creato da John Broome e Gil Kane su Showcase #22 (1959 su Classici DC: Lanterna Verde n. 1) come pilota collaudatore, prima di trasformarsi in uno dei supereroi più importanti dell'Universo DC. Purtroppo cambiò quando si fece possedere da Parallax, l'incarnazione cosmica della paura, durante un periodo in cui arrivò addirittura a distruggere la sua città natale. Ha anche fama di essere un gran donnaiolo, da qui il commento del suo compagno riguardo allo strano graffio sul suo volto. Stewart, architetto e marine, debuttò su Green Lantern #87 (1971 su Lanterna Verde/Freccia Verde di Dennis O'Neil e Neal Adams) come sostituto di Jordan. Ora i due hanno la giurisdizione della Terra, in quanto sono assegnate due Lanterne Verdi per ognuno dei 3600 settori dello spazio. Questo perché i Guardiani dell'Universo hanno deciso di adottare negli ultimi tempi misure straordinarie.

Nello stesso momento in cui Jordan e Stewart sono impegnati in azione, vediamo Turpin scambiare informazioni con Renee Montoya, una storica detective del Dipartimento di Polizia di Gotham City conosciuta oggi come Question. La ragazza ereditò la maschera di Vic Sage, l'uomo che la salvò dall'alcolismo prima di morire per colpa di un cancro ai polmoni sulla serie settimanale 52. Fu lì che entrambi scoprirono l'esistenza del-la cosiddetta "Bibbia del Crimine", come visto su su 52: La Bibbia del Crimine e su Crisi Finale: Apocalisse. Montoya mette Turpin sulla pista del sinistro Dark Side Club.

Passiamo ora a pagina 16 e alla prima apparizione del nuovo gruppo chiamato Lega dei Titani. I suoi membri sono Imperatrice, una delle protagoniste dell'imminente Universo DC: Young Justice, la serie di Peter David e Todd Nauck nella quale debuttò come praticante di vudù e che sembra portare dentro di sé parte dell'Equazione dell'Anti-vita; Sparx, una canadese nata in una famiglia di metaumani che manifestò i suoi poteri entrando in contatto con un parassita alieno su Adventures of Superman annual #5, di Karl Kesel e Tom Grummett; e infine Mas y Menos, due gemelli dotati di super-velocità che apparvero sulla serie Giovani Titani dopo essere apparsi varie volte nelle avventure animate del gruppo. La Lega dei Titani si propone di recuperare la Sedia di Mobius, finita in una discarica. Purtroppo c'è molta gente alla caccia dell'artefatto. Si tratta del Dottor Light e di Mirror Master, due nemici molto conosciuti dai lettori DC. Il primo era un nemico storico della Lega della Giustizia d'America e fu creato da Gardner Fox e Mike Sekowsky nel #12 della prima serie del gruppo nel 1962. Un giorno, come svelato sulle pagine di Crisi di Identità, ha violentato la moglie di Elongated Man e per questo la JLA gli fece il lavaggio del cervel-lo trasformandolo in un inetto, che finì per scontrarsi con varie incarnazioni dei Titani, fino a che scoprì quello che gli avevano fatto e tornò a essere una minaccia di prima grandezza. Come per Montoya, lo vedremo su Crisi Finale: Apocalisse. Evan McCulloch, Mirror Master, è il secondo malfattore che risponde a questo nome. Creato dallo stesso Morrison e da Chas Truog su Animal Man #8 (1989), è un vecchio sicario a pagamento che si trasformò in uno dei peggiori nemici dell'attuale Flash. È e-sperto in traffici, da qui la strana domanda che fa al Dottor Light nella stessa scena in cui incombe Giganta, una tradizionale nemica di Wonder Woman.

Entrambi i criminali sono all'oscuro delle mosse di Capitan Cold e del Segnalatore, impegnati in una missione per il loro capo Libra, visto in questa serie per la prima volta a pagina 18. Si tratta di un vecchio nemico della JLA al cui debutto abbiamo assistito su Crisi Finale: Prologo. Creato da Len Wein e Dick Dillin nel 1974, scomparve dalla circolazione per ritornare solo adesso trasformato nel profeta di uno strano dio, capace di concedere ai criminali quello che più desiderano... in cambio dell'obbedienza assoluta. La Società Segreta dei Super-Criminali non è molto propensa a prendere alla leggera gli ultimi eventi, come visto durante la riunione svoltasi a Keystone City. L'attuale incarnazione del gruppo è nata dopo gli eventi di Salvation Run ed è formata da Lex Luthor, nemesi di Superman; Talia, la figlia di Ra's al Ghul e madre dell'unico figlio biologico di Batman; Sivana, l'arcinemico della Famiglia Marvel; Grodd, il gorilla intelligente dotato di poteri psichici e nemico giurato di Flash; il Signore dell'Oceano, il malvagio fratellastro di Aquaman; e infine Vandal Savage, che abbiamo visto tornare proprio su Crisi Finale.

Chi è disposto a convertirsi alla religione di Libra è Fiamma Umana, un criminale di secondo piano che si è scontrato con Martian Manhunter durante la sua prima e unica apparizione precedente alle pagine di JLA. Fu creato da Jack Miller e Joe Certa su Detective Comics #274 (1959), dove era convinto che un semplice costume capace di lanciare fiamme avrebbe sconfitto J'onn J'onzz. Da allora ha giurato di vendicarsi e adesso grazie a Libra è arrivato il momento che Fiamma Umana regoli i conti con il suo arcinemico, l'ultimo sopravvissuto dell'estinta civiltà marziana. Come tutti sanno la sua principale debolezza è il fuoco, una tara psicologica che risale alla piaga che sterminò quasi tutta la sua razza. La lotta tra Fiamma Umana e J'onn J'onzz verrà ripresa su Crisi Finale n. 2, che conter-rà lo speciale Final Crisis: Requiem di Peter Tomasi e Doug Mahnke, autori di Black Adam: L'età oscura.

L'episodio continua poi con un breve accenno a Blüdhaven, uno scenario da non perdere di vista. Creata da Chuck Dixon e Scott McDaniel su Nightwing: Un cavaliere a Blüdhaven, questa città è stata la più pericolosa degli Stati Uniti fino a quando il criminale Chemo la rase al suolo durante Crisi Infinita. Da allora nasconde segreti che verranno svelati nei prossimi mesi. Per il momento è meglio tenere d'occhio il Reverendo Godfried Good. A qualcuno dei fan della saga del Quarto Mondo risulterà molto familiare...

Mentre la televisione mostra come vanno le cose a Blüdhaven, Dan Turpin si unisce a Uomo Tatuato. Si tratta di Mark Richards, il terzo uomo che si fa chiamare in questo modo. Ha ottenuto il potere di dare vita ai tatuaggi che porta grazie a una tribù di Modora che lo torturò per vari mesi. Anche se si è scontrato con Batman e con Lanterna Verde, abbiamo appena scoperto che non è un criminale come gli altri. Sapremo di più su di lui e sul-la sua famiglia su Crisi Finale n. 4. Per il momento si limita a permettere l'accesso a Turpin al Dark Side Club, nelle cui buie stanze penetriamo a pagina 22. Quello che sembra un normale locale, nasconde una rete di sequestratori di giovani metaumani, utilizzati come gladiatori per l'intrattenimento dei ricchi e dei potenti. Morrison creò questo club su Sette Soldati della Vittoria: Mister Miracle come parte di una specie di incubo che viveva l'artista della fuga; purtroppo negli ultimi mesi il club e il suo capo sono diventati realtà. Quest'ultimo risponde al nome di Boss del Dark Side, che ricorda in modo allarmante Darkseid. Inoltre sembra avere una certa ossessione per l'Equazione dell'Anti-vita e le sue guardie del corpo si chiamano Kanto e Kalibak, due dei fedeli luogotenenti dell'antico (e presunto deceduto) sovrano di Apokolips. Sarà questa la sua attuale incarnazione?

Rivedremo Turpin nel prossimo numero, quando saremo anche testimoni del-la riunione della Lega della Giustizia e dell'arrivo delle Lanterne Alpha sulla Terra, una specie di "affari interni" del Corpo delle Lanterne Verdi, il cui compito consiste nell'assicurarsi che questi osservino le norme dettate dai Guardiani dell'Universo. È per questo che uno dei loro poteri è quello di bloccare l'energia degli anelli. Sono stati creati da Geoff Johns e Mike McKone sulla serie regolare Green Lantern partendo da un'idea originale di Grant Morrison, che aveva intenzione di utilizzarli su Crisi Finale. Ritorneranno nel prossimo numero.

Dagli agenti dei Guardiani dell'Universo, passiamo ai guardiani del multiverso, ossia ai Monitor. Dalla loro prima apparizione nello speciale Brave New World, si sono dedicati a controllare che nessun essere vivente passasse da una terra parallela a un'altra per evitare distorsioni spazio-temporali. Come sapranno i lettori di Countdown a Crisi Finale, purtroppo hanno fallito. In quelle pagine fecero vari esperimenti che provocarono il declino della civiltà. È questo il motivo per cui esistono Monitor cattivi e Monitor buoni, come Nix Uotan. L'antico guardiano della sfortunata Terra 51 osò aiutare alcuni abitanti del multiverso durante un suo viaggio da un mondo a un altro e questo suscitò l'ira dei suoi compagni. Le conseguenze si vedono nell'ultima pagina di questo albo, dove inizia la nuova vita di Uotan.

Ma prima Morrison e Jones ci riservano una sorpresa nelle pagine 30 e 31 dove recuperano Anthro, che sta dise-gnando al suolo il tatutaggio che portava Metron, come aveva fatto Kamandi, un'altra delle mitiche creazioni di Jack Kirby. L'incontro tra il primo e l'ultimo uomo della storia è un altro dei magici momenti di questa saga che nonostante quanto sia successo in questo primo episodio, è solo all'inizio. Il mese prossimo vedremo in azione Batman, le Lanterne Alpha, l'attuale Mister Miracle, un insolito gruppo di supereroi giapponesi e molti altri personaggi, in un episodio che riserva la più grande sorpresa degli ultimi venti anni.


La lega dei grandi

I motivi per creare un gruppo di supereroi possono essere dei più svariati. Può trattarsi dell'unione di alcune figure ai margini della società che si proteggono a vicenda da un mondo che non li accetta; di una ventina di adolescenti che si ribellano di fronte alla "tirannia" degli adulti; o, magari, di una famiglia che riceve poteri in modo fortuito. Quando l'editor Julius Schwartz decise di creare la Lega della Giustizia, intorno al 1960, aveva in mente qualcosa di molto meno complicato. Il suo intento era, semplicemente, quello di riunire i più importanti eroi della DC Comics sotto un'unica testata. Lo scopo di questa mossa era chiaramente commerciale: c'era la concreta possibilità che i lettori delle avventure dei singoli membri della formazione si appassionassero alle avventure vissute in gruppo dalla JLA. L'idea era davvero allettante, anche perché dava ai lettori la possibilità di leggere storie a cui partecipavano i più famosi eroi DC. In effetti, la formula proposta da Schwartz non era affatto innovativa: due decenni prima, la Società della Giustizia d'America era nata proprio con lo stesso fine e aveva riscosso un successo che alla DC speravano di replicare con la JLA.

Quali erano i personaggi destinati a far parte della nuova formazione? La presenza di Superman, Batman e Wonder Woman, ovviamente, era fuori discussione. Già all'epoca, i tre eroi rappresentavano le figure iconiche della casa editrice e lo dimostra il fatto che furono tra i pochi personaggi ad avere una collana personale anche durante i difficili anni Cinquanta, un periodo nel quale il filone supereroistico dovette far fronte all'avanzata di altri generi e alla na-scita del Comics Code Authority. Superman appariva su ben due testate e ne condivideva una terza, World's Finest Comics, con Batman. Per questo motivo, anche se i due eroi erano membri ufficiali del gruppo, prendevano parte alle avventure della Lega solo in modo sporadico, per lo meno durante i primi tempi. Infatti, la dirigenza DC intendeva evitare di ammorbare il pubblico con eccessive apparizioni degli stessi personaggi. Aquaman, invece, non era mai stato protagonista di una collana personale e aveva continuato a vivere le sue avventure sulla serie d'appendice alle storie di Superboy pubblicate su Adventure Comics. Al loro fianco, c'erano i due massimi protagonisti della rinascita del genere supereroistico, ossia Flash e Lanterna Verde. Infine, c'era Martian Manhunter, il precursore della cosiddetta "Silver Age" che, anche se non aveva una testata personale, appariva sulle pagine di Detective Comics.

La Lega della Giustizia debuttò con questo dream team su The Brave and the Bold #28, albo scritto da Gardner Fox e disegnato da Mike Sekowsky, gli stessi autori che avrebbero poi firmato le avventure del gruppo su Justice League of America per vari anni. Al gruppo si unì, all'inizio, un nuovo personaggio: Snapper Carr. Si trattava di un ragazzino che, secondo i progetti della DC Comics, aveva il compito di attirare l'interesse dei lettori più giovani, i quali potevano, in un certo modo, identificarsi con Snapper. I "Sette Grandi" lottavano contro minacce quali conquistatori extraterrestri e malvagi stregoni capaci di ogni crimine. Bisogna sottolineare che, propendendo per questo tipo di impostazione, l'azione la faceva da padrone a discapito della caratterizzazione e l'evoluzione dei personaggi. Ciascun eroe aveva, infatti, modo di essere analizzato approfonditamente sulle pagine della propria collana personale.

Grazie all'eccellente lavoro di Fox e Sekowsky, questa formula rimase in vigore fino alla fine degli anni Sessanta. All'epoca, ai "Sette Grandi" si erano aggiunti altri eroi come Freccia Verde, Atom e Hawkman, e si era ricorsi a stratagemmi perfettamente leciti come mettere Batman sulle copertine degli albi nel momento di massimo successo della sua serie televisiva. Sul finire del decennio, i vertici della DC Comics dovettero prendere atto del successo riscosso dalla Marvel Comics e dei suoi eroi "umani". Così, sceneggiatori come Dennis O'Neil o, negli anni Settanta, Steve Englehart e Gerry Conway, modificarono il concetto originale, trasformando la Lega in un gruppo molto simile agli Avengers della Casa delle Idee. Si unirono quindi membri meno noti come Black Canary, Red Tornado, Elongated Man e Zatanna, le cui vite private venivano descritte sulle pagine della collana dedicata al gruppo.

La rottura definitiva con l'impostazione originale arrivò nel 1984 con Justice League of America Annual #2. I tempi erano cambiati, la concorrenza era sempre più dura e la DC Comics stava assistendo con orgoglio al successo di serie che avevano come protagonisti adolescenti quali The New Teen Titans e The Legion of Super-Heroes, quest'ultima ristampata da Planeta DeAgostini nella collana Classici DC: La Legione dei Super-Eroi. Entrambe le serie combinavano caratterizzazione dei personaggi e azione, così la casa editrice decise di adottare la stessa linea con la JLA. In questo modo, gli eroi che avevano una loro testata sparirono dalla collana, su cui rimasero solo quelli "orfani" di una loro serie, come Martian Manhunter e Aquaman, ai quali si unì un quartetto di giovani personaggi nuovi di zecca. Inoltre, il tradizionale Satellite usato dal gruppo come quartier generale lasciò spazio a una sede terrestre a Detroit, accentuando ancor di più il cambio. Gerry Conway, Chuck Patton, Luke McDonnell e altri autori firmarono le avventure di quel nuovo gruppo per tre anni. Fu un periodo sufficiente per rendersi conto che quella non era l'autentica Lega della Giustizia. Era un gruppo supereroistico che funzionava e piaceva ai lettori, ma non era la Lega. L'esperimento si concluse con la cancellazione della serie e con la morte di alcuni dei membri della formazione.

L'editor Andrew Helfer aveva già in mente una nuova versione del gruppo propostagli dallo sceneggiatore e disegnatore Keith Giffen. Facevano parte di quella formazione Batman e un manipolo d'eroi che, anche se abbastanza conosciuti, non erano esattamente una garanzia per un successo commerciale. Parliamo di Black Canary, Martian Manhunter, Blue Beetle, Capitan Marvel e del Dottor Fate. Certo, non si trattava di giovani eroi senza esperienza, ma non erano nemmeno i classici eroi che avevano garantito il successo alla collana originaria. Che cos'era a rendere quel gruppo diverso dalle precedenti versioni? La combinazione del genere supereroistico con la commedia, un esperimento mai tentato in precedenza e che rappresentava una vera e propria sfida per una serie di supereroi. Affiancato ai dialoghi da J.M. DeMatteis e dai disegni di Kevin Maguire, Bart Sears e Adam Hughes, Giffen fece della Lega della Giustizia Internazionale un gruppo tanto originale da fare scuola. Quella serie favorì la nascita di altre collane e rappresentò una vera e propria palestra per i suoi protagonisti. Il duo formato da Blue Beetle e Booster Gold, i litigi fra Batman e Guy Gardner, il caratteraccio di Black Canary, la dipendenza dai biscotti al cioccolato di Martian Manhunter, la condizione di calabrache di Mister Miracle, le macchinazioni di Maxwell Lord e l'irritante innocenza di Capitan Marvel allietarono i lettori mese dopo mese. Il cambio era stato radicale, questo è certo, ma gli autori si erano dimostrati così in gamba da far accettare questa versione molto particolare della Lega, facendo fra l'altro capire che il gruppo più importante della casa editrice non doveva per forza essere formato dagli eroi di punta della stessa.

Quando Giffen e i suoi collaboratori lasciarono la testata nel 1992, la JLI era ormai diventata una collana in piena regola, ma il suo destino era appeso a un filo. Il suo successo si basava sul particolare stile degli autori che avevano appena abbandonato la collana. Questo gruppo di "personaggi secondari" sarebbe riuscito a sopravvivere? Da un punto di vista commerciale, la collana resistette qualche altro anno, ma ormai era destinata a chiudere i battenti. Quando venne a mancare l'ingrediente umoristico, il fantasma di Detroit ritornò ad aleggiare sul gruppo. Nonostante cicli di storie convincenti come quello di Dan Jurgens e la presenza di pesi massimi quali Superman e Wonder Woman, apparve chiaro che la JLI era destinata a un successo passeggero e che non poteva esistere una Lega della Giustizia senza i Sette Grandi.
Il problema era che questi ultimi non erano più i personaggi degli anni Sessanta. Barry Allen era morto, Hal Jordan era diventato malvagio e Batman non era esattamente l'eroe più indicato per il lavoro di squadra, a causa del suo carattere e della sua condizione di leggenda urbana. La casa editrice, però, non avendo niente da perdere, lanciò la miniserie Justice League: A Midsummer's Nightmare (1996). Su quelle pagine, Fabian Nicieza, Mark Waid, Darick Robertson e Jeff Johnson riunirono nuovamente i sette eroi (compresi i successori di Allen e Jordan). I lettori rimasero estasiati da questo ritorno alle origini e, nel 1997, assistettero finalmente alla nascita di una collana da tempo attesa: JLA.

Come visto in questo volume, il contributo di Grant Morrison è stato essenziale per il trionfo della nuova/vecchia formula. Lo sceneggiatore scozzese, da grande ammiratore della Silver Age, decise di lasciare lo sviluppo psicologico di ciascun personaggio alle varie serie personali, concentrandosi invece sull'interazione dei membri in seno alla formazione e pose sul loro cammino minacce che diventavano sempre più grandi a mano a mano che la serie proseguiva. Morrison sapeva bene che eroi potentissimi come Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde e Martian Manhunter potevano tranquillamente far fronte anche da soli a grandi minacce. Per questo motivo, decise di alzare la posta in gioco e rendere le prove che i nostri eroi avrebbero dovuto affrontare quasi impossibili. E dobbiamo riconoscere che lo sceneggiatore riuscì alla perfezione nel suo intento. A partire dall'Hyperclan, fino ad arrivare a Mageddon, passando per i geni della Quinta Dimensione, la Lega di Morrison ingag-giava battaglie impossibili, tanto che i Sette Grandi dovettero, in qualche occasione, ricorrere all'aiuto di altri eroi entrati poi a far parte della squadra (proprio come i loro corrispettivi originali): Atom, Freccia Verde e Hawkman. L'innovativo stile usato dall'autore pose le basi per un nuovo tipo di narrazione nei fumetti supereroistici, tutt'oggi utilizzato da molti scrittori. Per Morrison, la JLA era spettacolo allo stato puro, un'occasione unica per vedere i più grandi eroi dell'Universo DC lottare fianco a fianco. E, come negli anni Sessanta, la serie ottenne un grande successo: quando un'idea è buona e ha funzionato, prima o poi viene sempre riproposta.




Questione di fiducia

In occasione della pubblicazione di All-Star Batman e Robin, Bob Schreck, editor DC Comics, ha scritto una bella introduzione sulla fiducia negli artisti coinvolti nel progetto. Ora, con la pubblicazione di questo volume in Italia, presentiamo il testo di Schreck.


Fiducia.
È tutta questione di fiducia.
Non è così?
È alla base di ogni rapporto. Senza la fiducia, non c'è rapporto che tenga.

Ormai sono venticinque anni che lavoro come editor nel campo dei fumetti e ho sempre cercato di sviluppare e mantenere la fiducia dei miei datori di lavoro, dei miei dipendenti e degli autori con cui ho avuto l'onore di collaborare nel mondo dei freelance. Cerco sempre di far sì che ogni impegno preso, sia di persona che in nome dell'azienda che rappresento, venga poi mantenuto. Se ho qualche dubbio, faccio l'impossibile per spiegarlo alle persone con cui lavoro. Poiché sono umano, non sempre riesco nel mio intento, ma grazie al cielo in tutta la mia carriera ho disseminato solo un numero relativamente piccolo di gente delusa.

Grazie a questo, ho avuto la fortuna di lavorare con grandi autori come quelli che hanno impiegato il loro straordinario talento per realizzare il volume che avete tra le mani. La DC Comics ha riposto la sua fiducia in questi individui per rivitalizzare e dare nuova energia alle origini del rapporto tra due icone americane: Batman e Robin, il Ragazzo Meraviglia. La verità è che questa fiducia non è stata data alla cieca, ma sulla base di anni di risultati consolidati. Tutti questi autori hanno dimostrato il loro valore, più e più volte.

Hanno dimostrato di avere una mente creativa e di essere disposti a mettere in discussione i loro limiti pur di raggiungere un nuovo obiettivo. Hanno dimostrato, di fronte alla richiesta di rivedere in modo nuovo territori arcinoti, di non farsi piccoli e soccombere alla volontà di tutto quello che è successo prima di loro. Al contrario, sono corsi incontro alle loro sfide.

Vedete, il fatto è che Frank, Jim, Scott, Alex, Neal, Jared e Dave amano questi personaggi proprio quanto li amiamo tutti noi che siamo rimasti intrappolati nella loro gloria a quattro colori sin dalla prima volta che li abbiamo incontrati, ieri o parecchi anni fa. È per questo che ci fidiamo di questi creatori e siamo certi che riusciranno a darci qualcosa di davvero speciale.

Fidatevi di me, questo volume è davvero speciale. In queste pagine lo scrittore Frank Miller esplode in una prima salva di artiglieria che fa da preludio a Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro, il suo rivoluzionario bestseller del 1986 che ha avuto un enorme impatto tanto nel settore dei fumetti quanto nel mondo intero. All-Star Batman & Robin, Il Ragazzo Meraviglia rappresenta una specie di "Batman: Anno uno e mezzo", in cui assistiamo alla storia di un giovane temerario e inesperto che cerca di fare giustizia mentre cerca la sua strada ai confini della legge, una strada particolarmente impervia nella fogna tormentata dal crimine che ha per nome Gotham City.

Intanto, Frank è diventato uno sceneggiatore/regista di fama internazionale dopo l'uscita di due film che hanno avuto uno straordinario successo: Sin City, da lui co-diretto insieme a Robert Rodriguez, e 300, l'adattamento cinematografico del suo graphic novel del regista Zack Snyder.

Nonostante tutto il megasuccesso in un campo che, diciamocelo chiaramente, è molto più rimunerativo, in queste pagine Frank torna a fare ciò che più ama al mondo... raccontare storie a fumetti. Anche mentre era impegnato a dirigere Spirit, il suo primo film, sapevo che potevo fidarmi di lui e che avrebbe mantenuto i suoi impegni nei confronti di questa serie a fumetti. E infatti lui si è sempre presentato da me, sceneggiatura alla mano, per ogni episodio. L'eccitazione e la gioia che Frank trae dal medium fumetto non ha confini. Ogni volta che chiacchieriamo al telefono o seduti a tavola e discutiamo di quello che succederà nel numero successivo, Frank è carico di entusiasmo, una scheggia impazzita attenta a giudicare ogni mia più piccola reazione, sempre pronta a migliorare il suo lavoro.

Lo stesso si può dire di Jim Lee. Anche se ha un carico di lavoro incredibile, come capo della WildStorm Productions e per la serie infinita di impegni legati a illustrazioni, design di videogiochi e partecipazioni alle convention, proprio come Frank, Jim non si è mai tirato indietro dalla sfida di migliorare il suo lavoro. I suoi leggendari successi nel settore sono numerosi. Tanto per citarne alcuni, è diventato il disegnatore prediletto dei lettori degli X-Men; è stato uno dei fondatori di una casa editrice rivoluzionaria come la Image Comics; ha creato la serie bestseller WildC.A.T.S. e ha illustrato una storia di successo come Batman: Hush, per i testi di Jeph Loeb. Jim Lee è uno dei disegnatori più ambiti della sua generazione.

Questo è perché Jim è sempre alla ricerca di un modo nuovo per raccontare una storia o per comunicare un'azione o un'emozione, inventando un nuovo sistema di applicare il suo talento per il disegno. Cerca sempre un approccio innovativo a una sceneggiatura e fa di tutto per applicare un punto di vista fresco a ogni vignetta che mette sulla carta. Jim pregusta ogni sfida che incontra nel suo lavoro e uno dei suoi più grandi piaceri è superare gli ostacoli che gli si parano davanti.

L'inchiostratore Scott Williams si è guadagnato la fiducia di Jim diversi anni fa e le sue linee infallibili si integrano alle matite complesse di Jim, aggiungendo una nuova dimensione che nessun altro riuscirebbe mai a ottenere, mentre i colori di Alex Sinclair conferiscono a queste storie fantastiche una vivacità e una sensibilità da mondo reale. Jim, Scott e Alex sono ormai una forza inesorabile, visto che hanno creato numerose serie di mega-successo con personaggi di altissimo profilo. Il loro rapporto è di vecchia data, saldato dalla fiducia reciproca.

Dave Stewart, vincitore di molti premi Eisner, colora le copertine realizzate da Frank, mentre Jared Fletcher, il membro più giovane del nostro team, è al lavoro sul lettering... e tutti e due si sono spinti oltre i loro limiti per collaborare a questa serie. L'ultimo artista che nomino in queste righe, ma non per questo il meno importante, è il leggendario Neal Adams. Il contributo che Neal ha apportato a questa serie è stato un piacere formidabile per tutti noi e, anche se conosco questo celebrato artista ormai da diversi anni, lavorare con lui è stato un vero onore. Provo un'enorme soggezione per il talento di Neal, per la sua immensa maestria e soprattutto per la sua disponibilità a condividere quello che sa con noi che seguiamo le sue orme.

Ciascuno di questi autori si trova ai vertici della sua disciplina. Ciascuno di loro è stato nominato o ha vinto molti premi per i suoi anni di lavoro su tanti successi di alto profilo in questo settore.

Ma ai vertici non si arriva dall'oggi al domani.

All'inizio, ciascuno di questi signori era un ragazzo inesperto. Alle prime armi. Uno sconosciuto. Nessuno di loro avrebbe fatto quello che ha fatto senza qualcuno che abbia avuto la forza di carattere e l'acume di concedergli un po' di fiducia. Ciascuno di loro ha lasciato un segno anche grazie alla fiducia di qualcun altro, una sensazione viscerale, così effimera, così elusiva, che a volte si tratta solo del semplice istinto che tutto si risolverà per il meglio.

In una parola, di fiducia.

Il motivo per cui sono seduto qui a fare il lavoro dei miei sogni è che lungo il mio cammino alcune persone hanno avuto fiducia nelle mie capacità. E continuo a fare questo lavoro grazie alla fiducia che ho stabilito con tutta questa gente. A tutti loro, ai miei colleghi di lavoro, ai miei mentori e ai miei amici, agli autori di questa serie, a tutti quelli che vivono in questo mondo assurdo e magico
che chiamiamo fumetto, e a voi, lettori di questo volume...

Grazie.

Ormai dovrebbe essere chiaro che tutti gli autori di questa storia meritano la vostra fiducia. Leggete pure questo volume. È la prova vivente che ci si può fidare di loro. E niente paura... sanno perfettamente quello che fanno.
Fidatevi di me!



METROPOLIS + GOTHAM CITY

Il celebre Dave Gibbons è conosciuto per lo più per il suo lavoro al tavolo da disegno, ma, per World's Finest, si è occupato solo della sceneggiatura e ha lasciato la parte grafica a Steve Rude. Superman e Batman si riuniscono in un'avventura che esplora entrambi i loro universi. In questa introduzione, Gibbons ricorda la sua infanzia e quanto questa sia legata al mondo dei super-eroi.


Oggetti transizionali.
Gli psichiatri li chiamano così. Sono cose che conservi dall'infanzia per facilitare il passaggio all'età adulta. Ricordi di un mondo passato e più innocente.

Oggetti transizionali. Fumetti, per esempio.
Sono sul grattacielo Woolworth, guardo in cielo. Mio padre sta fumando una siga