Pokémon: 2 nuovi arresti in Giappone, vendevano materiale pirata

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Mentre l'anime di Pokémon Esplorazioni si appresta a cambiare slot orario, in patria continuano le controversie per la vendita di materiale coperto dai diritti d'autore. La polizia metropolitana di Tokyo, infatti, ha annunciato l'arresto di una madre e di un figlio per lo sfruttamento del franchise.

Negli ultimi mesi si sono intensificate le azioni dei governo per rafforzare quelle leggi contro la pirateria, a costo di inasprire le pene, al fine di interrompere una piaga che colpisce numerosi prodotti della cultura nipponica. A cadere sull'occhio del ciclone ci sono finiti una madre e un figlio, rispettivamente una lavoratrice part-time di 49 anni e un impiegato di 23 anni. Entrambi sono stati segnalati alla polizia mentropolitana di Tokyo, che ha immediatamente sporto denuncia, per la vendita di merce contraffatta dei Pokémon provenienti dalla Cina.

La loro impresa risultava abbastanza semplice: il figlio acquistava merchandising per circa 700 yen (5 euro e 50) e li rivendeva al prezzo maggiorato di 3000 yen (quasi 24 euro). In questo semplice modo i due hanno messo da parte in appena un anno d'attività ben 16.000 euro che la madre ha giustificato con "volevo che mio figlio mettesse da parte dei soldi". Ad ogni modo, il materiale pirata sequestrato in questione è stato ripreso da un'emittente televisiva e caricato su YouTube, lo stesso disponibile in cima alla pagina.

E voi, invece, cosa ne pensate dell'accaduto? Fatecelo sapere con un commento qua sotto.

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