Pokémon: scopriamo le origini di Xatu, il "totem" della seconda generazione

Pokémon: scopriamo le origini di Xatu, il 'totem' della seconda generazione
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Nelle ultime settimane vi abbiamo proposto diverse analisi dedicate ad alcuni dei Pokémon più strambi o male interpretati dei principali capitoli della saga, tra cui figurano Claydol, Torterra e Darumaka. Oggi, seguendo le indicazioni del sempre più celebre Dr. Lava, abbiamo deciso di parlarvi di Xatu, l'uccello antropomorfo di seconda generazione.

Xatu è un Pokémon di tipo psico/volante introdotto per la prima volta nei videogiochi Oro e Argento, in grado, secondo il Pokédex, di "prevedere il futuro, ma non di evitarlo". Il design del volatile trae ispirazione dal quetzal splendente, un uccello diffuso nell'America centrale e venerato, tempo fa, da Maya e Aztechi.

Sempre secondo quanto riportato dal Pokédex, il Pokémon avrebbe un legame molto stretto con il sole, ed in particolare con la cultura del sun gazing. La tecnica della contemplazione del sole consiste proprio nell'osservare la stella madre per circa 40 minuti al giorno, subito dopo l'alba e prima del tramonto, e a quanto pare questa tecnica consentirebbe a Xatu di attingere ad una serie di poteri psichici speciali. A riprova di ciò vi ricordiamo che nella serie di videogiochi Diamante e Perla la descrizione di Xatu nel Pokédex recitava: "Questo strano Pokémon può vedere il passato e il futuro. Osserva tutti i giorni il movimento del sole".

La postura di Xatu è invece ispirata ai classici totem dei nativi americani, che il Pokémon saltuariamente ricorda aprendo le ali e assumendone la posizione.

E voi cosa ne pensate? Vorreste leggere altri approfondimenti simili? Fatecelo sapere lasciando un commento nel riquadro sottostante. Nel caso in cui foste fan della saga poi, vi ricordiamo che dal 12 giugno la nuova serie anime Pokémon Esplorazioni sarà disponibile su Netflix, e che alcuni rumors anticiperebbero il ritorno di un grande campione.

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