Re: Zero: ha senso (ri)guardare la prima stagione in "director's cut"?

Re: Zero: ha senso (ri)guardare la prima stagione in 'director's cut'?
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Re: Zero non è un'opera come le altre, o tanto meno uno dei soliti isekai dal dubbio gusto. L'allora debutto della prima stagione colpì duramente i fan di tutto il mondo, che non si aspettavano un progetto talmente ambizioso da sfociare nello psicologico. Seppur non senza polemiche, l'anime è uno dei titoli più riusciti degli ultimi anni.

Onde evitare di scendere in argomenti delicati, la portata riscossa dalla prima stagione, soprattutto in termini di popolarità, è talmente elevata da risultare in un progetto straordinariamente riuscito nelle sue premesse. Certo, non mancano incongruenze narrative e parentesi discutibili, ma l'intera produzione è riuscita a soddisfare un pubblico stanco della solita solfa isekai.

Non servì molto per spingere lo studio White Fox ad annunciare una seconda stagione, finalmente prevista durante il 2020. Proprio per preparare al meglio gli spettatori a ciò che sta per arrivare, il team ha preferito richiamare in causa la prima serie di Re: Zero in director's cut. La scelta, ovviamente, è stata dettata dalla necessità di ripassare l'intera storia in 13 settimane, ma sfruttando l'occasione per cambiare qua e là e aggiungere scene mancanti. Da come potete notare in calce alla notizia, per la prima puntata, lo studio non ha stravolto interamente gli eventi, ma si è limitata a a sistemare la gestione dei ritmi e delle scene, in particolare nelle sequenze ad altissimo impatto.

A tal proposito, è strettamente consigliato seguire la vera visione del regista con questo reboot della prima stagione, e se non strettamente per conoscere l'entità delle differenze aggiornate dal director, per ripassare in virtù della seconda serie una storia che nel bene e nel male continuerà per settimane a far parlare di sé.

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