Il ritmo di lavoro di Weekly Shonen Jump è insostenibile? Le critiche dopo il caso Miura

Il ritmo di lavoro di Weekly Shonen Jump è insostenibile? Le critiche dopo il caso Miura
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Le riviste di manga sono uno dei mezzi con cui vengono diffusi i capitoli dei vari fumetti dei mangaka. Prima dell'avvento del digitale e delle app annesse, le case editrici pubblicavano un'infinità di riviste che facevano da contenitore ai singoli capitoli, e tra queste chi ha ottenuto una popolarità enorme è stata Weekly Shonen Jump.

La rivista di Shueisha è stata la casa di Dragon Ball, Naruto, ONE PIECE, Bleach, Slam Dunk e un'infinità di altri manga famosi. Ma su Weekly Shonen Jump ci sono stati anche fallimenti anche clamorosi, e questo è dovuto al suo sistema basato sulla popolarità riscontrata tra i lettori e che non si fa scrupoli nel cancellare serie di qualunque tipo.

Dopo il caso Kentaro Miura, l'autore di Berserk deceduto a inizio maggio 2021 per una dissezione aortica acuta, alcuni utenti del web hanno fatto partire una lamentela contro il sistema di diffusione dei manga, scagliandosi in particolare contro Weekly Shonen Jump. Alcune vecchie interviste e commenti di Miura - che non è morto per una salute precaria come confermato dall'assistente capo di Studio GAGA - hanno reso più noto in occidente quanto quello del mangaka sia un lavoro duro e a tratti anche infernale.

Per molti non è un segreto che autori come Eiichiro Oda o Masashi Kishimoto abbiano routine di lavoro disumane, dormendo poche ore a notte e lavorando sette giorni su sette, altri invece l'hanno scoperto soltanto dopo gli ultimi eventi, facendo scattare la polemica contro Weekly Shonen Jump. La rivista è stata infatti accusata di avere un sistema fin troppo brutale, pronto a cancellare una serie anche popolare se dovesse subire un calo di consensi, facendo scattare così una molla psicologica nei mangaka che si sentono costretti a disegnare fino allo stremo e senza prendersi pause.

In realtà, seppur Weekly Shonen Jump sia in effetti una delle riviste più dure per un mangaka, è già da diverso tempo che Shueisha si sta concentrando anche sulla salute dei suoi dipendenti. Rispetto al passato, i mangaka di Shonen Jump sono più tutelati, con la rivista che consente di fare pause di una settimana di tanto in tanto, a seconda delle condizioni del mangaka, mentre in passato ciò non avveniva praticamente mai se non per le opere davvero famosissime. In più, c'è la possibilità per diversi mangaka di ridurre il carico di lavoro non presentando le solite 19 pagine settimanali bensì 17, 15, o anche 13 o 11 a seconda dei casi.

Inoltre, con la diffusione del disegno digitale che, come ammesso dal mangaka Hiro Mashima di Fairy Tail, ha semplificato la vita e i tempi, riducendo quindi anche l'ammontare di lavoro settimanale. Rimane comunque fuor di dubbio che il carico di lavoro sia molto pesante, specie per alcuni mangaka, che finiscono per andare in burnout o peggio. In questo senso, la diffusione dei manga su Shonen Jump+, rivista che non ha obblighi di pubblicazione come il cartaceo, stia portando gli autori a vagliare riviste e possibilità di pubblicazione meno proibitive.

FONTE: ComicBook
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