Lo Studio Ghibli si espande: Miyazaki alla conquista del mercato cinese

Lo Studio Ghibli si espande: Miyazaki alla conquista del mercato cinese
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Dopo i record incredibili che il dodicesimo lungometraggio di Miyazaki sta inanellando in tutto il mondo, tanto che in Italia Il ragazzo e l'airone è diventato l'anime con il maggior incasso di sempre, è logico che lo Studio Ghibli non abbia alcuna intenzione di arrestarsi: come dimostra anche l'importante accordo siglato con i produttori cinesi.

Come riportato da The Hollywood Reporter, lo Studio Ghibli ha da poco suggellato un accordo con il gigante dell'industria dello spettacolo cinese, ovvero Alibaba Pictures, in modo da collaborare ad alcune iniziative non solo di grande rilievo commerciale e culturale, ma che portino il brand del Ghibli a ramificarsi sempre di più negli orizzonti dell'entertainment della Cina. Nelle intenzioni delle due compagnie, la collaborazione dovrebbe portare, tra le tante cose, già nel 2024 all'allestimento di una mostra a tema Ghibli nella megalopoli di Shanghai, definita dal presidente di Alibaba Pictures, Li Jie, “un viaggio altamente immersivo e accattivante nel reame dell'animazione di Hayao Miyazaki”.

Sempre secondo The Hollywood Reporter, alcune fonti ritengono che l'accordo firmato con i produttori cinesi vada oltre il solo allestimento di una mostra, tanto che Alibaba sarebbe qui individuato come il partner strategico che porterà Il ragazzo e l'airone ad essere distribuito nelle sale del paese estremo-orientale. Un evento nevralgico, che potrebbe generare delle ricadute radicali a livello economico, permettendo così all'ultimo film di Miyazaki di proseguire nella sua incredibile parabola di successo, e forse anche di toccare delle vette fino ad adesso solo sognate. D'altronde il mercato cinese è per estensione e introiti ancora più appetibile per un anime rispetto a quello americano, tanto che se sul suolo statunitense Il ragazzo e l'airone ha già incassato circa 43 milioni di dollari (una cifra record per il Ghibli) ecco che la distribuzione nei multiplex cinesi potrebbe portare anche a raddoppiare il ricavato.

Se la recente notizia secondo la quale Leonardo DiCaprio ha introdotto Scorsese alla filmografia di Miyazaki è stata accolta da molti appassionati dello studio come l'ennesima legittimazione del maestro nel mondo, è pur vero che negli ultimi anni il nome del regista giapponese sta acquistando sempre più risonanza anche nel territorio cinese. Nel 2018, ad esempio, Il mio vicino Totoro è stato distribuito per la prima volta in Cina, incassando il corrispettivo di 26 milioni di dollari, seguito poi l'anno successivo dall'uscita de La città incantata, che ha accumulato nel paese ben 69 milioni di dollari, mentre proprio nel 2023 è stato mostrato alle audience cinesi Il castello nel cielo.

Da questa prospettiva, soprattutto se consideriamo l'incredibile successo che gli anime stanno ottenendo negli ultimi tempi in Cina – basti pensare che Suzume di Makoto Shinkai ha incassato il corrispettivo di 110 milioni di dollari, mentre The First Slam Dunk diretto da Takehiko Inoue ha oltrepassato la soglia dei 90 – è chiaro che il possibile approdo de Il ragazzo e l'airone nelle sale cinesi potrà rappresentare agli occhi dello Studio Ghibli – e del suo attento produttore Toshio Suzuki – un rito di passaggio essenziale per proiettare l'ultima opera di Miyazaki verso l'orizzonte dell'immortalità cinematografica. Anche se, con tutta probabilità, un posto di rilievo nella lunga storia degli anime al cinema se lo è già ritagliato di diritto.

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