Lo Studio Ghibli ha realizzato un nuovo corto per il Ghibli Park

Lo Studio Ghibli ha realizzato un nuovo corto per il Ghibli Park
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Lo Studio Ghibli è sempre in movimento, è anche in seguito al successo de Il ragazzo e l'airone, non ha alcuna intenzione di arrestare la sua enorme macchina produttiva. Come dimostra il nuovo corto realizzato in occasione dell'inaugurazione dell'ultima (e più importante) sezione del Ghibli Park, che aprirà al pubblico a partire dal 16 marzo.

Il cortometraggio, dalla durata di 15 secondi e reso pubblico dallo studio lo scorso lunedì, è stato realizzato al fine di promuovere l'apertura della quinta – e finale – area tematica del parco, intitolata “Valle delle streghe”. Come è deducibile dal nome, la nuova sezione del Ghibli Park sarà incentrata sulle scenografie di Kiki – Consegne a domicilio, a cui seguiranno tutta una serie di rimandi alle ambientazioni de Il castello errante di Howl. E non è un caso, infatti, che il cortometraggio appena diffuso sia incentrato proprio sull'iconico edificio-in-movimento, osservato qui mentre attraversa un orizzonte collinare, per dirigersi – chissà – verso i territori del parco ghibliano.

Essendo un mero veicolo promozionale da diffondere sulle reti televisive nipponiche, il corto non ha certamente lo spessore estetico dei precedenti cortometraggi realizzati dallo studio né tanto meno ne replica l'estensione temporale. D'altronde il suo fine non è quello di essere proiettato tra le varie installazioni del parco, ma di restituire risonanza all'apertura della sua ultima, e più importante sezione. Eppure se guardiamo ai nomi degli artisti che lo hanno realizzato, notiamo quanto il prodotto occupi nelle logiche promozionali del Ghibli uno spazio comunque di rilievo. Alla realizzazione degli storyboard ha partecipato lo stesso Hayao Miyazaki – dietro il volere del figlio Gorō, il responsabile del parco - mentre il grande animatore Akihiko Yamashita – già animation director de Il castello errante di Howl – si è occupato della regia dello spot, di cui il noto art director Noboru Yoshida ha poi supervisionato gli sfondi.

L'inaugurazione della Valle delle streghe, preceduta lo scorso novembre dall'apertura della quarta sezione del parco, quella relativa alla Foresta Mononoke, va a completare uno dei progetti più ambiziosi ed emblematici che lo studio abbia mai realizzato nel corso dei suoi quasi quarant'anni di storia. Nelle intenzioni di Gorō Miyazaki, e del produttore e co-fondatore del Ghibli Toshio Suzuki, il parco a tema è da interpretare, di fatto, sia come una continuazione del Ghibli Museum (di cui sempre il figlio di Miyazaki è il curatore) sia come il testamento simbolico dell'iconica azienda.

I diciotto ettari di terreno su cui il parco si estende lungo la prefettura di Aichi, consentono ai visitatori di immergersi nelle atmosfere dei lungometraggi Ghibli, in un'idea di intrattenimento che rifugge dall'interattività, in favore dell'immersione sinestetica. Nelle cinque aree tematiche, infatti, non esistono “attrazioni” o ruote panoramiche, ma semplici “repliche” degli elementi scenografici più iconici delle opere ghibliane. Ad esempio nella Valle delle streghe si potrà visitare la casa dei genitori di Kiki, insieme al panificio in cui la streghetta lavorava. E dal momento che tale sezione estende lo sguardo anche ad Howl, sarà qui possibile interfacciarsi con una riproduzione magniloquente del castello errante – visto, appunto, nel corto - a testimonianza della centralità (anche simbolica) di cui quest'area gode all'interno nel parco, essendone anche la frazione in assoluto più estesa.

In questo senso, l'inaugurazione della sezione finale del Ghibli Park può essere intesa come l'ennesima strategia di autopromozione – nonché di estensione culturale – della celebre compagnia. Del resto, è proprio in queste settimane che è iniziata la conquista dello Studio Ghibli del mercato cinese: un evento, che se ricollegato alle ultime evoluzioni del parco, mostra quanto le attività promozionali costituiscano, agli occhi dei produttori, il veicolo primario con cui il Ghibli continua a definire sé stesso nello Zeitgeist odierno.

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