The Promised Neverland: la PETA cita la serie come metafora dei mali dell'allevamento

The Promised Neverland: la PETA cita la serie come metafora dei mali dell'allevamento
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Nelle ultime ore l'associazione internazionale a favore dei diritti degli animali conosciuta come PETA, ha creato con un post Twitter un curioso parallelismo tra la serie animata The Promised Neverland e la vita condotta dagli animali negli allevamenti, scatenando il dibattito sui social.

The Promised Neverland ha sicuramente acquistato un'enorme popolarità nel corso di questi primi mesi del 2019, sopratutto grazie alla notevole cassa di risonanza rappresentata dalla serie animata che ha dato per la prima volta al manga scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto ed in maniera più trasversale. Nonostante questa notorietà improvvisa e smisurata, nessuno probabilmente si sarebbe aspettato un risvolto come quello a cui abbiamo assistito nelle ultime ore.

Ci riferiamo in particolare ad un post proveniente dall'account Twitter ufficiale della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), un'associazione internazionale no profit che sostiene i diritti degli animali, che ha fatto appunto appello all'anime di The Promised Neverland per sostenere una delle sue battaglie. Come potete vedere dal post riportato in calce alla presente notizia, la PETA paragona la vita degli animali negli allevamenti con quella degli orfani alla Grace Field House, utilizzando come elemento comune il fatto di essere cresciuti al solo scopo di essere uccisi e mangiati:

"Nella serie tv anime The Promised Neverland ci sono una marea di paralleli con l'allevamento industriale: imprigionati in una fattoria, degli orfani sono marchiati, macellati e le loro sofferenze sono nascoste dietro una pantomima ben orchestrata.

The Promised Neverland ci fornisce una nuova prospettiva sul problema degli animali che sono cresciuti come cibo ogni giorno. Cosa pensereste se ci fosse una specie che alleva gli umani e poi si ciba della loro carne e noi non avessimo altra scelta se non quella di essere uccisi? Immaginate cosa si prova a sapere che il vostro unico scopo nella vita è quello di morire e di finire nello stomaco di qualcun altro. Per gli animali, noi siamo i demoni che uccidono i loro bambini per il cibo."

Ovviamente, sia per la controversia dell'argomento, sia per la sorpresa che ha fatto seguito a questa esternazione, le risposte sono state differenti: se alcuni hanno concordato con il parallelismo, notando le effettive particolarità in comune, molti hanno accusato la PETA di strumentalizzare un aspetto specifico della serie, che viene poi usato come espediente narrativo utile a concentrarsi su tematiche diverse.

In ogni caso, si tratta di una prova di quanto ampia sia al momento la fama della serie, che sconfina facilmente dall'industria animata e concorre a dibattiti tutt'altro che facili.

Che ne pensate? Vedete anche voi questo richiamo nell'opera di Shirai e Demizu?

FONTE: CB
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