Un titolo di Garth Ennis per Planeta DeAgostini

di
INFORMAZIONI SCHEDA

Il talentuoso fumettista, autore del celebre titolo "The Punisher" che abbiamo potuto vedere in uscita per le migliori fumetterie italiane grazie a Panini Comics, compare anche nelle fila della casa editrice, con sede in Spagna, Planeta DeAgostini, che si accinge a pubblicare un suo albo. Di seguito ulteriori dettagli sulle sue "storie di guerra".

Il creatore irriverente

La carriera artistica di Garth Ennis (Irlanda del Nord, 1970) è stata sempre contraddistinta da due componenti fondamentali: la provocazione e la violenza, caratteristiche che hanno spaccato in due le schiere dei suoi lettori. Da una parte quelli che vedevano i suoi lavori come divertenti prodotti al limite del teppismo intellettuale, dall'altra quelli che lo consideravano semplicemente molto ripetitivo. Innegabile, però, è la sua creatività e la sua capacità di far parlare di sé.

Se bisogna parlare di Ennis è indispensabile iniziare dalle sue origini: la sua nazionalità irlandese e l'ambiente cattolico in cui ha passato i primi anni di vita. Senza dubbio un punto di partenza interessante che ci permette di guardare la sua opera da un punto di vista differente. La carriera di questo enfant terrible comincia nel 1988 con la pubblicazione della serie Troubled Souls nelle pagine della leggendaria rivista britannica Crisis, dove raccontò le disavventure di un giovane protestante che viene coinvolto nel violento conflitto irlandese. Nel suo sequel, For a Few Troubles More, lo scrittore prese due comprimari della prima serie per costruire, più che un'ennesima critica, una vera e propria satira, in cui erano già presenti, anche se in forma embrionale, le caratteristiche che lo avrebbero reso famoso anni più tardi: la sua naturale predisposizione per l'humour nero, il suo spirito irriverente e la sua assoluta venerazione per il we-stern, in particolare per Sergio Leone (non a caso, il titolo è un chiaro omaggio alla versione inglese del geniale Per un pugno di dollari).

Ateo convinto, il suo successivo lavoro per Crisis fu True Faith, una nuova acida visione della religione inspirata ai suoi giorni in collegio e disegnata da Warren Pleece. Anche se attualmente è disponibile l'edizione USA pubblicata sotto il marchio Vertigo, l'edizione originale inglese messa in vendita nel 1990 fu ritirata in seguito alle proteste di numerose organizzazioni cristiane. Dopo queste esperienze approdò con tutti gli onori su un'altra mitica rivista inglese, la celebre 2000 AD: alcuni episodi di Judge Dredd gli permisero di familiarizzare con la fantascienza, i duri tutti d'un pezzo e, soprattutto, con la violenza estrema.

E alla fine arrivò la gloria. Nel maggio del 1991 Ennis varcò l'oceano come molti altri autori britannici per approdare alla DC Comics, raccogliendo su
Hellblazer il testimone da Jamie Delano. E non lo fece certo in punta di piedi: con il 41, numero con cui iniziò il famoso story arc Abitudini pericolose, creò una delle storie di John Constantine più celebrate dai fan. Il personaggio, con la sua magia "nera", il suo spirito irriverente e le sue ansie di blasfemia, oltre a un corrosivo linguaggio scurrile, era la logica scelta per questo giovane autore irlandese. Con le sue storie il detective dell'occulto toccò vette inaspettate, mai più raggiunte in seguito dalla più longeva collana Vertigo. Inoltre, la serie suggellò il sodalizio con il disegnatore Steve Dillon, che sarà suo compagno di scorribanda molte altre volte ancora. Ma questo lavoro non sarebbe stato l'unico excursus dello scrittore nel mondo del sovrannaturale: parallelamente alla sua gestione di Hellblazer, Ennis fece coppia con John McCrea su The Demon, prestando i suoi servigi al demone Etrigan e ponendo le basi di un altro dei suoi futuri successi (il cacciatore di taglie metaumano Hitman).

Nel 1994 Ennis lasciò
Hellblazer, poco prima di fare lo stesso con The Demon l'anno successivo, per dare libero sfogo alle sue ossessioni, alla sua creatività e alla sua cattiveria, in uno dei maggiori successi della Vertigo di tutti i tempi. Parliamo ovviamente di Preacher. Nell'aprile del 1995, e con l'esplicito titolo de L'ora del Predicatore, il primo numero di questa serie irruppe come un maremoto nel panorama americano: un'autentica bomba che durò per ben sessantasei numeri -tutti disegnati da Dillon- oltre ad alcuni speciali, fino al 2000.

Iperviolenta, divertente e fuori da ogni schema, la collana aveva per protagonisti un insolito trio formato dal reverendo Jesse Custer, la sua ex-ragazza Tulip e il vampiro Cassidy, oltre a una galleria di comprimari fuori di testa capeggiata dal criminale Herr Starr, il potentissimo Santo degli Assassini e il patetico Faccia di Culo. Preacher è un epico road movie con sfumature western -appare addirittura John Wayne- che tratta di amicizia, amore e patriottismo, mentre segue le peripezie di un giovane predicatore con poteri sovrannaturali che attraversa gli Stati Uniti, e oltre, per trovare e fare i conti con lo stesso Dio. Tutto questo mentre si scontra con organizzazioni religiose degne del migliore Dan Brown. Un'autentica delizia.

Ma sarebbe ingiusto dire che in quei cinque anni Ennis è stato solamente lo scrittore di
Preacher. Al contrario, la sua creatività si è diversificata in molti modi: lo sceneggiatore ha sfornato per la DC la già menzionata Hitman -che toccò il ragguardevole traguardo dei sessanta numeri- insieme a John McCrea, oltre a memorabili miniserie come Goddess (1995), Bloody Mary (1996) e il suo sequel, Unknown Soldier (1997) e Pride & Joy (1997). A questi bisogna aggiungere ulteriori lavori per editori indipendenti come la creazione di The Darkness per la Image Comics, con cui tornò a occuparsi di spiriti infernali e violenza allo stato puro.

Come abbiamo detto, questo periodo si concluse nel 2000, quando Garth Ennis cambiò atmosfere ed editore. Una volta terminati Hitman e
Preacher lo scrittore passò alla Marvel per occuparsi -per tutto il tempo che desiderava, secondo la promessa fatta da Joe Quesada- di Punisher. Prima con una maxiserie, poi con una serie regolare con grandi dosi di humour nero, infine con il rilancio della serie dai toni più maturi all'interno della linea MAX; Ennis ridefinì Frank Castle fino a entrarne in simbiosi, legame che ancora oggi dà i suoi frutti, e che gli fece ritrovare il vecchio compagno d'armi Steve Dillon. Contemporaneamente l'autore irlandese iniziò a sviluppare un interesse profondo per il genere bellico -già presente comunque in alcuni suoi lavori- che si materializzò nelle esilaranti miniserie Adventures in the Rifle Brigade e relativo sequel, (insieme a Carlos Ezquerra), e negli otto racconti autoconclusivi di Storie di guerra, entrambi per la Vertigo.

Ancora una volta lo scrittore non si adagiò sugli allori e diversificò i suoi lavori: The Pro (per la Image) e The Authority: Kev (per la WildStorm, insieme a quel Glenn Fabry che aveva precedentemente realizzato le copertine di
Preacher), oltre a miniserie e story arc vari per alcuni personaggi Marvel (da Spiderman a Thor).

Seguendo la regola non scritta di accettare ogni cinque anni nuovi lavori, arriviamo all'inizio del 2006, proprio quando Ennis decide di iniziare insieme a Darick Robertson (
Transmetropolitan) una nuova serie per la WildStorm: The Boys. Incentrata su un gruppo segreto di super-umani incaricati di vigilare e intervenire sui loro simili, la collana suscita scalpore già dal primo numero, dove il lettore assiste a smembramenti, sesso sfrenato, omicidi, parolacce e ogni genere di nefandezza a un ritmo demenziale. Troppo per la filiale di una delle Due Grandi d'America. Così The Boys viene cancellata (alcuni direbbero censurata), finendo alla Dynamite Entertaiment dove continua a uscire ancora oggi. Una dura batosta che non ha però impedito a Ennis di lavorare per la WildStorm (nel 2007) al primo story arc della serie regolare di Midnighter, spin-off di The Authority dedicato all'epigono omosessuale di Batman.

Da allora lo scrittore è finito un po' ovunque, lavorando per la Virgin Comics su Seven Brothers o per la Avatar Press su 303 (di guerra), Chronicles of Wormwood (storia dell'Anticristo in chiave irriverente), Streets of Glory (un western) e la recente Crossed (fantascienza apocalittica). Nel maggio del 2008 ha firmato per la Marvel War is Hell: The First Flight of the Phantom Eagle, miniserie con Howard Chaykin alle matite che rilancia un classico aviatore della Prima Guerra Mondiale.

Dopo aver ripercorso la carriera di questo autore costantemente ossessionato dalla guerra, dalla violenza e dalla religione, e accompagnato da un manipolo di autori di fiducia (Dillon, Fabry, Ezquerra, McCrea), rimane da ribadire una sola cosa: in un modo o nell'altro Ennis ha scritto alcuni dei maggiori successi degli ultimi anni. I suoi lettori si dividono tra ammiratori incondizionati e implacabili detrattori. Se la sua intenzione era quella di far parlare di sé, possiamo dire che c'è riuscito pienamente. Se invece era semplicemente quella di intrattenere, anche in questo caso dobbiamo costatare che ha raggiunto il suo obiettivo. Ora lo aspetta un futuro in cui il pubblico sembra essersi ormai abituato a tutto e il suo compito sarà quello di dimostrare il contrario.

Un titolo di Garth Ennis per Planeta DeAgostini