Weekly Shonen Jump non è più per ragazzi: ecco cosa raccontano i dati della rivista

Weekly Shonen Jump non è più per ragazzi: ecco cosa raccontano i dati della rivista
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Da diversi anni le riviste di manga sono in crisi. Con la digitalizzazione, i magazine sono sempre più in crisi e vedono le vendite calare. Vengono quindi costrette a ideare nuovi mezzi di trasmissione dei loro prodotti e ad affrontare il sempre più crescente disinteresse dei giovani verso i manga. Weekly Shonen Jump è al centro del cambiamento.

Weekly Shonen Jump sta affrontando un 2020 non facile. La rivista ha perso tre hit nel giro di pochissimi mesi e ora deve obbligatoriamente rinnovarsi, sperando di riuscire anche a trovare qualche opera che possa rimpiazzare il ONE PIECE dei record quando finirà tra qualche anno. E la scelta non sembra essere minimamente da cercare tra i ragazzi, bensì tra i lettori più grandi.

Shueisha ha pubblicato da poche settimane il Mediaguide 2020 che ci consente di dare uno sguardo allo stato di Weekly Shonen Jump. Al momento la rivista vende 1,640 milioni di copie settimanali, un pallido spettro dei 5 milioni venduti negli anni '90, e in calo continuo. Ma il dato più interessante è dato dalle fasce d'età dei lettori che seguono Jump:

  • Sotto i nove anni: 3,2%;
  • 10-12 anni: 9,6%;
  • 13-15 anni: 16,4%;
  • 16-18 anni: 17,6%;
  • 19-24 anni: 25,8%;
  • sopra i 25 anni: 27,4%.

Ricordiamo che una rivista shonen è indirizzata a un pubblico maschile d'età compresa tra i 10-11 anni e i 19-20 anni. Per questo risulta sorprendente come le persone che leggono Weekly Shonen Jump abbiano un'età media parecchio alta, addirittura la percentuale maggiore è da riscontrare nelle persone sopra i 25 anni.

Sicuramente molto è dovuto a ONE PIECE che viene serializzato da ben 23 anni, ma in generale la rivista potrebbe dover rinunciare a puntare sul pubblico giovanile. È quindi probabile che nei prossimi anni vedremo sempre più serie pensate per ragazzi dai 16 anni in su.

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